NIGERIA: UNA VERGOGNA A MILANO
7 dicembre 2001

La Nigeria condanna a morte una donna per adulterio. Comune e provincia di Milano danno il patrocinio a una manifestazione di affari della Nigeria a Milano. Vergogna!
Mentre in tutto il mondo cresce la mobilitazione per salvare la vita di Safya, una ragazza nigeriana di trent'anni condannata a venire uccisa per lapidazione per aver dato alla luce un bambino senza essere sposata, a Milano l'Assessore alla Moda Bozzetti concede il patrocinio per una iniziativa di affari promossa dal Nigerian Fashion Show, che vedrà la partecipazione della First Lady Mrs. Stella Obasanjo. L'iniziativa è prevista per domenica 9 dicembre, alle 18, al Teatro Dal Verme, in Via S. Giovanni sul Muro, 2.
"La totale mancanza di sensibilità della giunta Albertini di fronte a qualsiasi causa umanitaria contrapposta alla presenza di lustrini, paillettes, denari e mondanità emerge prepotente." ha dichiarato il consigliere comunale dei Verdi a Milano, Maurizio Baruffi.
"L'Assessore Bozzetti dovrà spiegarci come si concilia l'allegria e lo sfarzo di cui è patrocinatore con la lapidazione di una donna colpevole di aver partorito un figlio. Che vergogna!
Milano è ancora in tempo per annullare l'iniziativa. Almeno la moglie del Presidente nigeriano tornerà a casa raccontando che nel mondo occidentale c'è ancora chi si indigna quando vengono calpestati i dritti umani."
"Safya Hosseini Tungar-Tudu è una ragazza nigeriana di trent'anni, senza marito. Ha avuto un bambino e dunque, per la legge fondamentalista islamica, che nel suo paese ha valore di legge penale, se non interviene una vasta proposta internazionale, fra un mese o poco più (a fine dicembre) sarà posta in una buca, seppellita sino al seno e poi lapidata a morte dalla gente del suo stesso villaggio. Chiusa nella sua capanna, lei allatta il bambino che è diventato la sua condanna a morte. Gli potrà dare il suo seno per qualche settimana, poi la trascineranno nella fossa e la massacreranno. (è confermato da Amnesty International).
Possiamo fare qualcosa anche noi. Per esempio scrivere all'Ambasciata di Nigeria (Via Orazio 18 00193 Roma) e-mail: embassy@nigerian.it dicendo che vogliamo che Safya viva, che chiediamo che il presidente della repubblica nigeriana le conceda la grazia. Ma bisogna che le nostre lettere siano tante e perciò vi prego di trasmettere questo appello alle vostre amiche e ai vostri amici (non escludendo quelle e quelli che NON hanno e-mail) e di scrivere subito all'ambasciata: sapete anche voi che se non lo fate subito, rischiate di dimenticarvene!
Un'ultima cosa: come sempre succede in questi casi, il padre del bambino è stato assolto per insufficienza di prove; tutti noi, mi pare, siamo coinvolti nella sorte di Safya. Non possiamo rimanere ai bordi della fossa contemplando l'ennesimo delitto dell'intolleranza, dell'ignoranza, della menzogna."
ESEMPIO DI TESTO DA INVIARE:
Mr. Ambassador, in respect of fundamental human rights, I urgently ask you to plead with His Excellency President of Nigerian Republic for the life of Ms. Sayfa Husseini Tungar-Tudu. Thank you very much.
Yours faithfully,
(nome cognome e indirizzo)

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