DEPURATORE NOSEDO: CANTIERE SOTTO SEQUESTRO. CHI AVEVA LA RESPONSABILITA' DI CONTROLLARE?
21 novembre 2002
DEPURATORE NOSEDO: CANTIERE SOTTO SEQUESTRO. CHI AVEVA LA RESPONSABILITA' DI CONTROLLARE?
ERA
PIU' IMPORTANTE SORVEGLIARE NOSEDO O IMPEDIRE L'ACCESSO AL CANTIERE DELLA SCALA ?
Oggi, secondo quanto è stato riportato da Radio Popolare, è stata posta sotto sequestro un'area
di 70mila metri quadrati pari a quasi il 20% della superficie su cui sono in corso i lavori per
la realizzazione del depuratore di Nosedo (404.280 mq. l'area interessata dall'intervento).
"Temo molto che questo possa impedire che venga rispettato il solenne impegno più volte
ribadito dal Sindaco Albertini di vedere in funzione il primo quarto dell'impianto nell'aprile
del 2003" ha dichiarato il consigliere comunale dei Verdi Maurizio Baruffi. "Ma soprattutto -
ha proseguito Baruffi - mi chiedo chi aveva la responsabilità di sorvegliare il cantiere di
un'opera che ha un costo di 135 milioni di euro e che deve servire 1.250.000 persone. Immagino
che il Commissario per la depurazione Gabriele Albertini avesse tutelato adeguatamente un'opera
pubblica di così rilevante importanza e che ci sia la possibilità di risalire immediatamente ai
responsabili della mancata sorveglianza. Chi ha permesso a una banda di malfattori di scaricare
sostanze altamente inquinanti nell'area del cantiere, creando un gravissimo pericolo di
contaminazione della falda acquifera (che si trova a circa 50 cm. dal piano campagna, in quella
zona nota per la presenza delle marcite) ? Sarebbe davvero grave che l'acqua in uscita dal
depuratore risultasse nuovamente e più gravemente inquinata pochi metri più a valle."
"Inoltre mi stupisce che l'Amministrazione non agisca nei confronti di chi doveva tutelare
Nosedo con la stessa solerzia dimostrata per la violazione del cantiere della Scala per
scattare qualche fotografia. Nel caso della Scala il Sindaco ha deciso "con grande rammarico"
di procedere penalmente nei confronti della persona che si è introdotta senza autorizzazione
nel cantiere, contravvenendo alle leggi sull'inviolabilità del domicilio e alle disposizioni di
sicurezza, e nei confronti del direttore del quotidiano che ha utilizzato il materiale
fotografico di provenienza abusiva. Inoltre l'Amministrazione ha immediatamente chiesto
all'impresa affidataria dei lavori di ristrutturazione del Teatro alla Scala di interrompere
per inadempienza il contratto con la società Vigilanza Città di Milano, incaricata del
controllo del cantiere e sta valutando la possibilità di richiedere il risarcimento per
eventuali danni arrecati al Comune di Milano a causa dell'inadeguata sorveglianza
dell'immobile. Nel caso di Nosedo invece, come ha dichiarato l''assessore all'Ambiente
Zampaglione "abbiamo chiesto alle imprese concessionarie dell'area e della costruzione e
gestione del depuratore, il massimo impegno per la vigilanza sulle attività di cantiere e sulla
stessa sicurezza dell'intera area rispetto a intrusioni di estranei."
Due pesi e due misure ? E soprattutto non sembra ad Albertini e Zampaglione ben più grave
quanto accaduto a Nosedo dell'esercizio della libertà di stampa ?
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