ANTENNE: LEGITTIMITÀ DELL’INSTALLAZIONE DA PARTE DI K3G / MILANO SPORT
3 giugno 2002

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Io avrei preferito appunto capire l'orientamento della Giunta perché questa vicenda è una vicenda che si trascina da diversi mesi e che ha visto coinvolti diversi Assessorati, quello all'Ambiente che ha rilasciato in una prima fase alcune autorizzazioni relativamente alla installazione di queste antenne, quello allo Sport che né protagonista in quanto le installazioni vengono autorizzate da K3G sugli impianti sportivi che il Comune di Milano ha dato in concessione a Milano Sport, ma lo stesso Vicesindaco De Corato aveva preso degli impegni in quest'aula rispetto alla ricerca di una soluzione della vicenda, quindi logico sarebbe stato capire prima l'orientamento della Giunta. Ma, visto che la Giunta vuole capire prima l'orientamento dei Consiglieri, allora vi dico una cosa in più rispetto a quanto ha detto il consigliere Ugliano, e cioè che qui esiste un problema importante che riguarda la legittimità dell'installazione di queste antenne da parte di K3G dietro un accordo stipulato con la Milano Sport. È un problema di illegittimità perché, così come abbiamo sostenuto in Commissione Sport fin dalla prima riunione che si è svolta sull'argomento, che credo fosse nel mese di ottobre o comunque nell'autunno, nella convenzione stipulata fra Comune di Milano e Milano Sport per quanto riguarda la gestione degli impianti sportivi non rientra fra i poteri di Milano Sport quello di consentire l'installazione di alcun genere di opera sui terreni che il Comune di Milano concede a Milano Sport insieme agli impianti. Su questo punto in Commissione ricordo bene ci fu anche il primo intervento dell'assessore Brandirali supportato dal consigliere Pennisi che dichiarano: 'Ma si tratta di una sponsorizzazione'. Il sottoscritto puntualizzò che non di sponsorizzazione si trattava, perché la sponsorizzazione è appiccicare un cartello con su scritto 'viva il tale prodotto' e non installare dei piloni di cemento con delle fondamenta, e l'assessore Brandirali in un colloquio che ho avuto con lui pochi giorni fa fuori dalle aule di Palazzo Marino mi ha confermato che ha avocato a sé il potere di concedere o meno l'installazione di queste antenne perché il contratto che esiste tra Milano Sport e il Comune di Milano non prevede che Milano Sport da sola possa dare la facoltà ad una società privata di installare dei piloni di cemento con delle fondamenta che reggano qualsiasi genere di cosa, per caso delle antenne per la telefonia. Allora questo problema merita da parte della Giunta un approfondimento che non si limiti esclusivamente alle riflessioni che in altri momenti sono state avanzate sulla tutela della salute, che pure è un aspetto di assoluta importanza per quanto riguarda questa materia: ricordo che esiste una legge regionale tuttora in vigore che prevede che sia necessaria una distanza di 75 metri da alcune strutture che ospitano in particolare l'infanzia, diciamo così, e in più che queste installazioni sono realizzate su terreni dove ci sono impianti sportivi, ma in due casi particolari addirittura su terreni scolastici perché gli impianti sportivi a cui si riferiscono, in particolare la piscina De Marchi e la Piscina Bacone fanno parte integrante del perimetro di una scuola, tant'è che si era parlato di un coinvolgimento anche dell'Assessore all'Educazione.

Allora, detto ciò, e immagino che l'assessore Zampaglione ora avrà degli argomenti in più su cui rispondere, quello che noi vogliamo capire è se è vero: 1) che Milano Sport avrebbe bloccato l'attuazione di questo contratto con K3G e sia disponibile a rinunciare al contratto, così come è stato sostenuto informalmente da alcuni esponenti di questa società anche in colloqui avuti con genitori e con altre persone che si sono interessate alla vicenda; 2) sapere se è vero che il Comune di Milano intende in qualche modo mettere una voce chiara rispetto ai suoi rapporti con Milano Sport per quanto riguarda il potere di rilasciare o meno la possibilità di installare queste antenne; 3) se è stata verificata l'ipotesi di sostituire questo contratto con altro tipo di contratto che garantisse comunque l'installazione delle antenne perché la licenza di UMTS di K3G possa (come dire) materializzarsi poi in un servizio, ma salvaguardando questi luoghi che hanno bisogno di una particolare tutela".

Il Presidente dà la parola all'assessore Zampaglione.

L'assessore Zampaglione così interviene:

"Ringrazio il consigliere Baruffi perché nella mia risposta ci sono delle questioni che vanno esattamente in quella direzione. Vorrei un attimo riprendere la questione e ricordare che la mozione, così come originariamente è stata proposta, non soltanto dimostra che Milano Sport non è proprietaria delle aree, ricorda che la nuova Legge Regionale prevede nuovi vincoli per l'individuazione dei siti e che naturalmente è uno dei problemi più sentiti in campo ambientale: pertanto si richiede la revisione del contratto, la verifica che queste località siano o meno interessate dai vincoli della nuova Legge Regionale e naturalmente estendere questa verifica a tutta l'area cittadina, non soltanto ai luoghi che sono stati impegnati, diciamo, dagli impianti dell'K3G.

Allora, poi alla fine farò un commento generale, innanzitutto la mozione che è stata presentata, che non è recentissima e che è stata presentata l'11 marzo, di fatto ha già raggiunto l'obiettivo in quanto è stata sospesa da parte comunale ogni decisione per gli impianti sulle aree in concessione alla società Milano Sport. Vorrei ricordarvi che negli scorsi mesi ci sono stati degli sviluppi, dei rapporti tra K3G-Milano Sport, Milano Sport e il Comune di Milano e nelle ultime settimane sono stati fatti molti sopralluoghi sugli impianti sportivi affidati a Milano Sport proprio per fare una valutazione da parte dell'Amministrazione, presenti naturalmente non solo Milano Sport ma anche K3G per verificare la compatibilità degli impianti già installati e quelli in previsione. Lo stato attuale alla settimana scorsa è questo: che l'impianto di via De Marchi è ancora all'esame dei tecnici del Settore Ambiente, di Milano Sport e della stessa K3G con l'ipotesi di trasferimento; l'impianto di via Caboto, pur se è formalmente rispettoso delle norme vigenti al momento della richiesta, quando è stato anche rilasciato il NOE, è all'attenzione degli Uffici per la revisione; l'impianto di sia Sant'Abbondio ha già ricevuto il NOE e l'okay dell'ARPA, ma è stato ripreso sotto esame da parte dei tecnici. Tutte le pratiche di fatto sono attualmente sospese, le pratiche che riguardano la Milano Sport, in attesa delle determinazioni relative alla disponibilità dell'area e della verifica dei presupposti di rispetto delle norme vigenti - vigenti adesso, superate appunto dalle ultime decisioni regionali -, avendo dato agli Uffici del Settore Ambiente l'obiettivo di riportare ogni autorizzazione all'interno della normativa che oggi vale. Domani forse non varrà più, ma oggi la normativa deve essere rispettata integralmente. Non c'è nessun atteggiamento precostituito nei confronti di K3G ovviamente perché in altre aree, in altre zone della Città K3G installa secondo la legge.

La mozione chiede anche una verifica agli Uffici Comunali sul rispetto nelle attuali normative in materia di rispetto delle distanze dalle pertinenze di stabili con funzioni sensibili. Dunque, a riguardo vale la pena segnalare che: il rilascio del NOE da parte del Settore Ambiente è sempre subordinato al parere dell'ARPA per ciò che riguarda gli aspetti di impatto elettromagnetico; l'autorizzazione edilizia è sempre successiva al rilascio del NOE da parte del Settore Ambiente. 'Per la verifica puntuale di ogni compatibilità di ogni impianto attualmente già autorizzato si ritiene di dover coinvolgere gli Uffici ARPA sia per la competenza tecnica, sia per la competenza territoriale sovracomunale'. Questo la Legge non lo precisa, ma è evidente che sul campo elettromagnetico delle zone di periferia possono influire anche impianti localizzati su altri territori di comuni diversi da quello di Milano. Naturalmente quanto vi sto dicendo vale tutti gli impianti di telefonia mobile.

Per quanto riguarda gli impianti radio e televisioni sono a conoscenza del fatto che da parte dell'Ufficio Regionale che riguarda le concessioni del broadcasting in generale, è già praticamente pronto il Piano di delocalizzazione dei grandi impianti. E, a proposito di questo, ricordiamo che l'ultimo Censimento fatto dall'ARPA e comunicatoci dall'ARPA a 897 gli impianti emittenti nella Città di Milano, di cui: 48 emittenti televisive, 90 emittenti radiofoniche, 759 impianti di telefonia mobile. Perché è importante anche avere queste informazioni? Perché tra i primi, impianti televisivi, e i secondi, impianti radio, l'ordine di grandezza dell'emissione è da due a tre volte maggiore. Cioè l'emissione di impianti radio e impianti televisivi si può addirittura misurare in giga-watt, mentre l'emissione degli impianti per telefonia mobile si misura in una o due decine di watt per antenna. Quindi sotto questo profilo io ritengo che quanto richiesto dalla mozione e quanto ribadito nel suo intervento è praticamente un'operazione che il Comune di Milano sta svolgendo in maniera assolutamente aderente. Quindi sotto questo profilo non ho niente da opporre rispetto a una approvazione della mozione stessa. Stiamo facendo esattamente quello che nella mozione è scritto".


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