SPOSTAMENTO DEL BESTA ALLA BICOCCA
17 luglio 2003
"Grazie, Presidente. Io non ho potuto partecipare ai lavori della Commissione che ha esaminato prima questo provvedimento e quindi utilizzerò questa sede per sottoporre alcune riflessioni ed alcune considerazioni all'Assessore che, appunto, non ho avuto la possibilità di fare in altra sede. La prima considerazione è che noi abbiamo ricevuto una delibera la quale dovrebbe contenere una serie di allegati ed alcuni di questi allegati li contiene ma non contiene l'allegato F) 'Studio sul traffico finalizzato a valutare la compatibilità ambientale dell'insediamento Besta Università alla Bicocca'. Purtroppo questa carenza di documentazione… io non so tra l'altro se sia obbligatorio, diciamo così, che i Consiglieri ricevano l'intera documentazione che dovrebbe essere allegata alla delibera, ma resta il fatto che, appunto, questo allegato non c'è tra quelli che ci sono arrivati e questo impedisce la formazione di una valutazione piena e pienamente responsabile su questa delibera. Questo è il primo problema.
La seconda questione che volevo sottolineare è relativa ad alcune osservazioni che sono state presentate, sia pure fuori dai tempi consentiti dalla normativa, e che sono state controdedotte ugualmente dagli uffici. In queste osservazioni si sottolineavano due aspetti fondamentali: il primo è quello che chi ha scelto di risiedere alla Bicocca, chi ha scelto di acquistare le abitazioni che sono state realizzate in quell'area, lo ha fatto sulla base di quelli che dovevano essere anche i servizi presenti in quell'area, anche i giardini presenti in quell'area, anche i campi sportivi che dovevano sorgere su quell'area. Chi ha acquistato quelle abitazioni le ha acquistate sulla base di prospetti pubblicitari della società che ha realizzato i lavori su quell'area e si ritrova oggi ad abitare in immobili che non hanno più il contesto ambientale che era garantito all'atto della compravendita e che era previsto nei piani originari relativi allo sviluppo delle altre strutture su quell'area oltre alle abitazioni. Questo primo punto mi sembra un punto fondamentale rispetto al quale il Comune di Milano dovrebbe offrire una risposta chiara e certa e cioè: perché vengano legittimate, vengano rese possibili, vengano praticate operazioni che portano sicuramente danni, anche economici per quanto riguarda la valutazione di quelle abitazioni, che dovevano avere davanti o di fronte o ai lati giardini e campi sportivi e si troveranno ad avere invece davanti posteggi e un ospedale. Ora è chiaro che fare scelte di questo tipo e farle successivamente a quelli che sono stati tutti i primi atti di urbanizzazione, a quelle che sono state, appunto, anche le compravendite, vuol dire compiere un atto in qualche misura lesivo nei confronti dei cittadini che hanno acquistato ed hanno investito i propri denari su quegli immobili. Non è un caso che le realizzazioni non avvengano nella parte cosiddetta della Bicocca con le abitazioni di maggior pregio ma avvengano laddove invece si trovano le abitazioni di edilizia convenzionata, cioè si viene meno alle promesse fatte negli atti iniziali di convenzionamento fra il Comune e l'operatore privato e, dall'altra parte, l'operatore privato (come dire) ha potuto utilizzare al meglio solo quella parte appunto della Bicocca, tra virgolette, di serie A, ed invece i cittadini che sono andati nelle altre abitazioni, quelle di edilizia convenzionata, si trovano cambiate le carte in tavola sotto gli occhi, sotto il naso e non hanno possibilità di porvi rimedio. C'è un terzo tipo di osservazione che volevo mettere in luce in questo intervento ed è quella relativa, appunto, al traffico. Io dicevo all'inizio che questo documento F), allegato F) non c'è perché si passa dall'allegato E) all'allegato all'H) all'interno dei documenti che ci sono stati forniti, mancano l'allegato F) e l'allegato G), quello che posso però riportare sono le valutazioni del Mobility Manager dell'università che ha effettuato una serie di studi sulla mobilità non solamente dei dipendenti dell'Università Bicocca, non solamente degli studenti che si recano quotidianamente alla Bicocca, ma anche della mobilità indotta dalla presenza abitativa e dalla presenza in particolare delle due grandi strutture delle banche, Deutsche Bank e Banca Intesa, se non erro, che hanno realizzato uffici su quell'area. Ebbene, noi abbiamo una stima di circa 30 mila presenze giornaliere in quell'area, quando sarà a regime nella prossima primavera con il completamento delle abitazioni e con il completamento degli uffici, ed abbiamo una dotazione non solamente di posti auto insufficiente ma anche di strumenti per la mobilità, nel senso che la linea di metrotranvia 7 è sicuramente utile per fare un po' di propaganda in vista dell'inaugurazione degli Arcimboldi il 7 dicembre eccetera, è sicuramente utile - e lo sarà ancora di più - per alcuni tipi di spostamenti quando si realizzerà il completamento fino a Precotto, su questo non c'è dubbio, quindi l'interscambio con la linea 1 e poi a Gobba con la linea 2, ma non risolve alcuni aspetti di mobilità che sono quelli che invece verranno indotti dalla presenza di una struttura ospedaliera la quale avrà, molto probabilmente, un flusso di entrata e di uscita da quell'area che avverrà al 70-80% su auto privata, così come avviene solitamente in tutte le strutture ospedaliere, ed in più quella realizzazione che è stata fatta per la mobilità con la metrotranvia 7 non soddisfa il tipo di esigenze che sono quelle, in primo luogo, dei dipendenti dell'Università Bicocca e degli studenti dell'Università Bicocca e che - su questo però non c'è, almeno io non ho potuto esaminare, alcun documento di riferimento particolarmente preciso, non soddisfa probabilmente nemmeno l'utenza dei cittadini residenti né quella di chi lavora a Deutsche Bank o a Banca Intesa per via del fatto che gli spostamenti verso il centro Città di quelle persone avvengono in altri modi e su altre direttrici. Allora l'impressione è che se uno sforzo in direzione di un miglioramento della situazione della mobilità di quell'area va fatto, questo va fatto nella costruzione di un sistema dei trasporti più efficiente per quanto riguarda il collegamento con i comuni di cintura e non con quella direzione dei viali, verso Piazzale Lagosta, per intenderci, cioè quello va bene ma va potenziato anche un aspetto di mobilità di quell'altra natura. I residenti della Bicocca, per esempio, sollevano un problema legato alla possibilità di raggiungere il centro commerciale Ipercoop che è il bacino naturale di riferimento per chi abita lì. Ebbene, quel centro commerciale è situato nel Comune di Sesto San Giovanni, per raggiungerlo bisogna prendere un autobus di una linea ATM extraurbana, per fare una fermata - che è quella che serve ai cittadini della Bicocca per andare a fare la spesa all'Ipercoop - bisogna pagare un biglietto diverso dal biglietto normale del tram perché si va verso il Comune di Sesto San Giovanni. Allora, in una politica attenta alle esigenze anche dei residenti della Bicocca, oltre allo sviluppo di alcune nuove funzioni come questa dell'Ospedale Besta, forse un documento di inquadramento di questo genere di problemi sui trasporti e sulla mobilità e forse alcune proposte che il Comune di Milano potrebbe farsi carico di fare ad ATM per la gestione di quella linea, di quella fermata e di quello specifico problema, forse misure di questo genere sarebbero di accompagnamento e potrebbero mitigare alcuni altri effetti negativi che ci sono. Devo aggiungere ancora un'altra considerazione: mi sembra curioso che realizzare un nuovo insediamento quale un ospedale ed i suoi posteggi di riferimento e di pertinenza, renda ugualmente zero il saldo tra la perdita di verde pubblico che si realizza con il nuovo insediamento e invece la nuova acquisizione con lo spostamento del giardino, che doveva essere per le case di edilizia convenzionata che sono lì realizzate, che viene spostato dietro l'ospedale, se ho ben capito dai documenti che mi sono stati forniti, e che quindi, oltre ad essere di difficile accesso o comunque di accesso meno invogliate poi per le persone che lì abitano, resta il problema di capire come mai il saldo finale sia zero sugli standard e sulla presenza di verde pubblico se un nuovo insediamento viene realizzato, perché nella risposta alle osservazioni che sono state presentate viene detto questo e cioè che alla fine i metri quadri previsti ci sono tutti per quanto riguarda il verde pubblico. Mi rimane un problema, appunto, di capire da dove saltino fuori quelli che vengono tolti dovendo realizzare una nuova edificazione.
C'è poi un'ultima considerazione da fare, cioè quella relativa al fatto che venga spostato l'ospedale Besta dalla zona di Città Studi. Noi abbiamo affrontato in questi giorni proprio in Commissione, e probabilmente arriverà anche in aula, la vicenda della Clinica Santa Rita e non riusciamo più a capire - l'abbiamo chiesto più volte in Commissione ed io mi auguro che la Presidente della Commissione Urbanistica l'abbia riportato come problema all'Assessore - in questa Città come vengano realizzati gli ospedali, dove e sulla base di quali esigenze e che rapporto ci sia tra gli ospedali pubblici e quelli privati nel concorrere, diciamo così, a determinare i bacini di utenza e ad intercettare la domanda che è realmente esistente sul territorio. Allora noi abbiamo situazioni - e parlo della Clinica Santa Rita ma anche della Clinica Igea in un altro quartiere di Milano - di cliniche private che, utilizzando nel modo più intelligente possibile tutte le pieghe dei regolamenti edilizi urbanistici, sviluppano quantità notevoli di metri quadri in più per i servizi sanitari e li sviluppano all'interno di quartieri residenziali dove vanno inevitabilmente a scontrarsi con le normali esigenze di tranquillità della popolazione lì residente da 70-80-100 anni con abitazioni e con una struttura urbanistico-viaria assolutamente inadatta a ricevere carichi di traffico per qualità e per quantità che sono quelli relativi all'attività di un ospedale. E poi abbiamo invece casi come questo dove si decide, concordemente, è ovvio, con la direzione immagino del Besta, il trasferimento di un ospedale da tutt'altra parte della Città, in un altro bacino di utenza, incidendo in modo negativo su quella che era la programmazione prevista in quell'area della Bicocca e senza prendere in considerazione altre ipotesi che pure erano state ventilate come quella della realizzazione di un'area ospedaliera nell'area della Maserati in via Rubattino, per esempio.
Allora mi pare che non ci sia una testa che pensi e che realizzi una politica urbanistica per gli insediamenti sanitari ed ospedalieri nella nostra Città. Questo mi pare, come dire, la carenza politica più grave di questa Amministrazione, cioè che non vi sia la capacità di programmare, di organizzare, di sistemare le funzioni in questa Città in modo tale che la Città ne acquisisca benefici e non vi sia invece solo il danno e la beffa per chi, come i cittadini della Bicocca, ha acquistato la propria casa anche perché di fronte avrebbe avuto giardini e campi sportivi e si ritroverà invece davanti un ospedale".
Torna all'archivio cronologico