SCIOPERO DEI TRAMVIERI
15 gennaio 2004
"Io ho l'impressione che questa vicenda abbia fatto emergere molte altre cose. Non mi aspettavo sinceramente una relazione dell'assessore Magri con questo tono, con questo tenore. Ero convinto e sono convinto che Milano possa e debba essere innanzitutto soddisfatta non solo di aver risolto un problema andando a sanare quella che era di fatto una mancanza da parte della contrattazione nazionale per arrivare a compimento delle promesse e del contratto, soprattutto, che era stato stipulato in precedenza, ma anche che Milano possa e debba essere soddisfatta nel momento in cui si ripristina in Città un clima di relazioni fra lavoratori, cittadini ed Amministrazione che sia di serenità e che punti responsabilmente ad incrementare la serenità e non a ricercare nuovamente motivi validi per incrementare lo scontro. Credo che in questa vicenda sia stato fatto un errore di valutazione da parte di tutti quanti si sono esercitati nel concentrare le attenzioni sugli aspetti economici legati a quella che è la produttività intesa come fattore umano all'interno del funzionamento di quell'azienda, perché tutti sappiamo, come ci hanno spiegato autorevolmente editorialisti che si occupano di trasporti e di economia dei trasporti sui giornali, o perché il Presidente dell'ATM, Soresina, l'aveva più volte detto nel dibattito che si è svolto due anni fa prima di decidere l'aumento del costo del biglietto, cioè sappiamo che il migliore strumento per aumentare la produttività in un'azienda dei trasporti è quello di riuscire a rendere più rapide le corse dei mezzi pubblici di superficie in Città. Cioè sappiamo che oltre al fattore umano esiste un altro fattore, che è quello dell'efficienza legata al traffico, alle corsie preferenziali, quindi a politiche che sono a tutto tondo politiche di competenza delle Amministrazioni Comunali e che quello è un filone sul quale si possono ottenere risultati per l'azienda che due anni fa potevano essere un'alternativa all'aumento del prezzo del biglietto, oggi potevano essere un'alternativa per l'aumento della produttività aziendale slegata dai fattori umani. E che da parte anche dell'Amministrazione in questi giorni ci sia stata assenza di riflessione su questo io credo sia un punto dolente, sul quale, ovviamente, non è competenza dell'Assessore al Personale esprimersi, ma è competenza, in primo luogo, del Sindaco commissario al traffico e dell'Assessore ai Trasporti. C'è poi da chiarire un altro punto che oggi in Commissione, discutendo con l'assessore Goggi, ho voluto definire un dogma ideologico, che è quello legato al pareggio o utile di bilancio dell'Azienda dei Trasporti e alla riflessione che il Sindaco ha proposto sui giornali diverse volte vantando il fatto che Milano non versi neanche un euro per far raggiungere il pareggio di bilancio ad ATM per quanto riguarda la gestione corrente. Secondo questo dogma la Città di Milano non dovrebbe, in momenti particolari, decidere che è meglio investire un po' di soldi del proprio bilancio anche nella gestione corrente delle spese ATM, piuttosto che avere clamorosi problemi che siano di natura sindacale o che siano quelli ordinari di inefficienza del servizio che si verifica quotidianamente nella nostra Città. Questa è una scelta di priorità politica ed è una priorità politica a cui questa Amministrazione ha deciso deliberatamente di rinunciare in nome di un dogma ideologico che è figlio del più vecchio dei concetti liberisti del liberismo, come dire, che si studiava forse cento anni fa. Cioè l'idea che non ci possano essere dei momenti in cui, non dico strutturalmente, ma occasionalmente si può ricorrere ad una manovra di bilancio del Comune per sistemare questioni di questo tipo, è veramente un'idea che io trovo pazzesca.
Chiudo con una riflessione necessaria o, meglio, una risposta che ci deve venire necessariamente: abbiamo letto sui giornali di un utile di ATM di 3 milioni di euro nel 2002; abbiamo letto sui giornali del fatto che ATM negli ultimi anni non abbia pagato la tassa rifiuti al Comune di Milano e debba al Comune di Milano 4 milioni di euro; abbiamo letto sui giornali che il Presidente ed amministratore delegato di ATM, in ragione del suo bilancio in attivo, si è attribuito, attraverso il consiglio di amministrazione, un premio di produzione stimabile in circa 70 mila euro nell'assemblea che si è tenuta in aprile 2003 di ATM. Ci chiediamo quale sia la valutazione che viene data da questa Amministrazione e personalmente mi chiedo anche se quel premio di produzione non debba essere, a questo punto, ritirato o rimesso volontariamente da parte dell'amministratore delegato a fronte di questa nuova vicenda della tassa rifiuti non pagata da parte di ATM".
Torna all'archivio cronologico