NUOVE TELECAMERE CON I SOLDI DELLE MULTE
24 luglio 2002
Da: La Repubblica
Di: Luigi Pastore
Le multe da telecamere finiscono anche in nuove telecamere. Non è un gioco di parole, a prevederlo è la delibera numero tredici, assunta ieri mattina dalla giunta comunale per la "destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della strada".
Un provvedimento dovuto, secondo una legge statale di dieci anni fa, che impone ai comuni di reinvestire le entrate da contravvenzioni in interventi finalizzati al miglioramento della circolazione, alla sicurezza stradale o alla formazione dei vigili urbani. E all'interno di questi indirizzi di massima ogni amministrazione comunale ripartisce i fondi, che nel caso di palazzo Marino ammontano al momento a oltre 50 milioni di euro.
Di questi poco più di 19 milioni vengono destinati al capitolo Polizia municipale, restano in pratica in casa, utilizzati per gli oneri previdenziali, contributi e assistenza sanitaria, ma anche per l´acquisto di materie prime, tra le quali apparecchiature fotografiche e strumenti, ossia le telecamere così odiate in questi giorni dagli automobilisti ma soprattutto dai motociclisti.
Insomma, il cerchio si chiude all´insegna del Grande Fratello: "Certo che reinvestiamo parte dei soldi per allestire nuove telecamere e fare altre multe", ammette scherzando, ma non troppo, il vicesindaco Riccardo De Corato. Quasi 400 mila euro servono, quindi, per rendere sempre più imponente lo schieramento di telecamere e altre apparecchiature elettroniche, destinate a integrare, ma anche a surrogare l´operato dei vigili. Dati che potrebbero spaventare ulteriormente il popolo dei trasgressori da corsie preferenziali, ai quali De Corato ha ribadito ieri per l´ennesima volta come la linea del Comune, al di là dei pagamenti rateizzati, continui ad essere nei loro confronti di assoluta intransigenza: "Le contravvenzioni vengono fatte perché c´è stata la violazione di un articolo di legge.
Come si può quindi fare una sanatoria? Solo il Parlamento potrebbe, nemmeno il governo può e non certo un sindaco o una Giunta comunale. Mi sembra persino incredibile che si potesse immaginare una cosa del genere". E allora avanti con gli introiti che secondo le stime del Comune entro dicembre potrebbero toccare quota 100 milioni di euro, esattamente il doppio di quelli che ieri la giunta ha deciso di reinvestire: "D´altro canto, solo per il personale dei vigili urbani, che sono circa 3 mila, si spendono circa 90 milioni di euro all´anno", sottolinea Giuseppe Cozza, direttore del settore Trasporti e mobilità del Comune, mentre dall´opposizione, dal consigliere verde Maurizio Baruffi, arriva la richiesta di investire di più sulle piste ciclabili e sugli ascensori per disabili.
Oltre all´acquisto di nuove telecamere e alla tutela previdenziale e sanitaria per i vigili, i quattrini prelevati ai milanesi finiscono in nuovi segnali e cartelli stradali, nei servizi di rimessa e custodia delle auto abbandonate, nel pagamento della bolletta dell´elettricità per il funzionamento dei semafori (un milione e mezzo di euro), e ancora, in misura rilevante, alla voce "Incarichi all´Agenzia sulla Mobilità", per complessivi un milione e 812 mila euro.
Si tratta, in pratica, di tutte le spese sostenute per gli studi sull´istituzione di nuove isole pedonali, sul riordino della circolazione e soprattutto su nuove misure più o meno rivoluzionarie come il ticket d´ingresso in città, ripetutamente proposto dal sindaco Gabriele Albertini. E proprio da oggi Albertini e Goggi saranno a Londra per un confronto con il sindaco della city sulla questione del road pricing, che nella capitale britannica dovrebbe entrare in vigore da febbraio del prossimo anno, e sul quale il sindaco vorrebbe indire un referendum consultivo tra i milanesi nel corso dell´autunno.
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