La prima grana per la giunta Moratti si chiama Gronda Nord. Il progetto denominato Strada Interquartiere Nord, un’autostrada urbana più nota come Gronda, riceve lo stop della Commissione europea per l’assenza di Via, già sollecitata da Bruxelles due anni fa. La strada a scorrimento veloce (lunga 11 km) dovrebbe unire l’asse est-ovest dei quartieri settentrionali di Milano. Se ne discute da anni e sembrava sul punto di essere realizzata, con l’apertura dei primi cantieri fin dallo scorso anno. Ora rischia di creare non pochi problemi alla nuova giunta del sindaco Letizia Moratti, che ha appena sostituito quella di Gabriele Albertini. Anche perché esultano i «no-gronda». Secondo la Ue l’autostrada viola la legislazione ambientale e, vista l’inutilità delle diffide inviate al Comune di Milano nell’aprile 2004 e nel marzo 2005, Bruxelles ha trasmesso ieri al governo italiano un secondo parere motivato, l’ultimo sollecito prima di avviare una vera e propria procedura di infrazione davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo. Il vero destinatario è Palazzo Marino, che ora deve predisporre al più presto uno studio assimilabile a una Valutazione d’impatto ambientale (Via). Gabriele Albertini aveva ritenuto di poterla evitare spezzando l’opera come se si trattasse non di più lotti, ma di infrastrutture distinte. «I furbetti dello stradone che hanno governato Milano in questi anni – accusa Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale – hanno creduto di poter eludere la normativa comunitaria sulla Via, che avrebbe messo in luce i disastri provocati da un’autostrada urbana come la Gronda Nord. Il trucchetto di spezzettare il progetto in tante opere non avrebbe ingannato neppure un bambino». Secondo l’esponente ambientalista «ora è più che mai necessario che il Comune fermi immediatamente i cantieri e fermi un progetto sbagliato, dannoso per la mobilità e l’ambiente di Milano».
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