Pages Navigation Menu

candidato al Senato per il Partito Democratico

Comunali, la sfida di Pisapia. In campo contro la Moratti

Comunali, la sfida di Pisapia. In campo contro la Moratti

L’avvocato apre al Litta la campagna elettorale e come Celentano dice: “Basta con i grattacieli”. Il suo programma: metrò e negozi sempre aperti, movida ovunque.

Giuliano Pisapia

Milano, 13 luglio 2010 – L’avvocato Giuliano Pisapia, ex presidente della Commissione Giustizia della Camera, è uomo da grandi platee. Stracolmo infatti ieri il teatro Litta per la presentazione della candidatura del penalista alle primarie del centrosinistra che sceglieranno il candidato sindaco. Società civile, politici (pochi), tante associazioni. Debutto molto applaudito, per un avvocato penalista che vuole essere «il candidato di tutti, non solo della sinistra: delle professioni, della cultura e dell’arte».

E in tema di arte incassa subito l’appoggio ufficiale del cantautore Roberto Vecchioni, che non riesce a entrare ma manda sul palco la moglie Daria Colombo. Restiamo nella musica leggera. Pisapia sposa le posizioni di Adriano Celentano. «Qui si pensa solo a costruire grattacieli, quando tutti i sondaggi hanno detto che sia gli italiani che i milanesi i grattacieli non li vogliono».

Poi il candidato passa a elencare le cadute di quella che chiama, con un pizzico di snobistica alterigia, «la sindaca». «In questi anni Milano ha perso su tutti i terreni. Era la città dove chi aveva un sogno o un progetto arrivava e riusciva a realizzarlo, era la città dell’accoglienza. Ora pensiamo alla vergogna della Darsena, vent’anni per costruire un parcheggio sotterraneo. Pensiamo al ritardo tecnologico: all’estero i giovani vanno in un parco con il loro computer portatile e si collegano a Internet. Qui che fine ha fatto la banda larga? Va bene che non ci sono nemmeno i parchi».

Cita gli anni del terrorismo, e il fatto che a Milano si è saputo reagire e lottare. L’ex Rifondazione Comunista si dichiara «in piena sintonia con il cardinale Martini sul tema dell’accoglienza» e chiede il voto per gli immigrati residenti. Picchia duro soprattutto sull’Expo, e ha terreno facile: «La Moratti ha trasformato un evento planetario in una lite da cortile. E nessuno parla più del tema, splendido, dell’Esposizione universale: nutrire il pianeta. L’Expo sarà la sua Caporetto».

La Milano sognata da Pisapia: «Metrò aperto tutta la notte, movida ovunque e non solo nei ghetti del centro, negozi aperti fino a tardi e anche nei giorni festivi». Una città di giovani e per giovani, non come quella di adesso, dove brillanti ragazzi del Politecnico, «che censiscono tutte le buche delle strade di Milano (ben 550!) e propongono di verniciarle di giallo per evitare incidenti non vengono ascoltati, e il progetto si realizza in un’altra città». Entusiasmo della foltissima platea alle stelle. Mandano un messaggio di appoggio il sociologo Guido Martinotti e il magistrato Gerardo D’Ambrosio che lancia un appello: la candidatura di Pisapia alle primarie non diventi un caso Vendola lombardo. Lo ascolteranno?

Il capogruppo Pd in consiglio comunale, Pierfrancesco Majorino, si trincera dietro un laconico: «Sono qui per ascoltare, bella assemblea». Maurizio Baruffi: «Sostegno a Pisapia perché il centrosinistra possa esprimersi attraverso un ventaglio di candidature, è la rottura di una bolla che teneva fermo tutto». Molto applaudito l’intervento di Alessandro Capelli che viene immediatamente proposto come futuro assessore ai giovani. Festosa conclusione. Il tam tam di Facebook ha funzionato, la società civile ha risposto, e il centrosinistra sarà costretto a fare le primarie.

di Rossella Minotti

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.