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L’intervento sull’assestamento di Bilancio del Comune di Milano

Delibera N/206 – Assestamento di Bilancio per l’esercizio 2008. Integrazione del programma triennale opere pubbliche 2008-2010 e dell’elenco annuale riferito all’anno 2008.

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, consigliere Spirolazzi. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente e grazie al collega Spirolazzi anche per l’intervento che ha illustrato, forse nel modo più dettagliato possibile, questa manovra di Bilancio. Io in realtà volevo intervenire solo su due aspetti: uno è quello relativo in generale alla spesa per opere pubbliche, perché da quello che ho capito, dalla lettura di questa delibera, alla fine quello che ne emerge è che il Comune di Milano nel 2008, alla fine, spenderà, per opere pubbliche, 9 milioni di euro in meno di quelli che in un primo momento aveva pensato di spendere. Cioè noi abbiamo dalla delibera un conteggio finale che ci dice che tra nuovi progetti, risistemazioni eccetera abbiamo 40 milioni di euro di spesa per opere pubbliche, che vengono coperti, perché non si richiede alcuna variazione di Bilancio, da o progetti che non vengono portati a termine o spostamenti verso il 2009 di spese, per un totale di 49 milioni di euro. Cioè alla fine c’è una sostanziale incapacità di spesa per quanto riguarda 9 milioni di euro. Questo è il primo dato, cioè un dato di insufficienza dal punto di vista della capacità realizzativa di quello che si era previsto di fare. Accanto a questo c’è un punto specifico, invece, che ho sollevato già in Commissione con l’assessore Simini, che oggi mi spiace non sia in aula, non so se c’è una motivazione, questo, Presidente, lo chiedo anche a lei in modo particolare, non so se c’è una motivazione per cui l’assessore Simini oggi non sia in aula, ma, certo, non essere in aula nella seduta in cui si vota l’assestamento di Bilancio che riguarda le opere pubbliche, per una cifra di 40 milioni di euro compressivi, se l’Assessore ha delle buone motivazioni…”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“No, consigliere Baruffi, non sono state comunicate alla Presidenza alcune motivazioni né l’assenza dell’assessore Simini”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Ed allora io lo dico, questo lo dico al Vicesindaco, che è anche delegato ai rapporti, se non erro, fra la Giunta ed il Consiglio, lo dico perché credo che sia un atto di scortesia da parte dell’assessore Simini, che magari rende impossibile anche un pezzo di dibattito che si potrebbe fare, visto che è stato l’assessore Simini e non il Vicesindaco De Corato, in Commissione, a discutere con noi della parte più specificamente riguardante le opere pubbliche. Lo dico perché tra le voci di spesa per le opere pubbliche c’è quella voce di spesa, mi pare, di 6 milioni di euro per asfaltature con materiali, diciamo, che dovrebbero servire a sintetizzare le particelle dal punto di vista chimico, insomma, le particelle inquinanti a ridurre quindi l’inquinamento. Allora, in sede di Commissione io ho chiesto due informazioni all’assessore Simini: una relativamente a quanto costasse in più rispetto all’utilizzo, come dire, dei normali asfalti, fare quel tipo di investimento, e lì ci ha detto che, insomma, dipende da una serie di variabili, ma alla fine gli è uscito che il costo è circa del 30% in più. L’altra informazione che gli ho chiesto, siccome queste cose sono già state fatte in termini sperimentale a Milano: quali sono i risultati? Cioè qual è il monitoraggio effettuato di queste operazioni già realizzate che giustificano un incremento di spesa e giustificano lo scegliere questi materiali, che costano circa il 30% in più, rispetto al risultato ottenuto. L’Assessore non ha dato una risposta in Commissione, o meglio, ha dato una risposta molto generica, che possiamo dare tutti, dicendo: ah, ma bisogna pur fare qualcosa contro l’inquinamento e quindi, se io riesco a ridurre in questo modo un po’ di inquinamento vicino ad una scuola, mettendo l’asfalto mangiasmog vicino ad una scuola, evviva, evviva. Ora, mi pare un modo dilettantesco di affrontare questo tipo di problema. Dilettantesco per diverse ragioni. La prima è che, come ci spiega tutte le volte, diciamo, che interviene sull’argomento, il Sindaco, poi l’assessore Croci, che è, credo, da questo punto di vista ha la competenza di Giunta più specifica sui temi dell’inquinamento, l’intervenire su piccolissime porzioni di territorio è sostanzialmente inutile rispetto al fatto che il tema dell’inquinamento da Pm10 in particolare, ha una sua coerenza purtroppo su aree geografiche ben più vaste. Il secondo punto è che se è comprensibile fare operazioni sperimentali, per esempio nei tunnel… quello di via Porpora o quello sotto la Stazione Centrale, cioè in aree che hanno una loro caratteristica tale da consentire sia la valutazione in loco sia dall’essere, come dire, avere una caratteristica geografica ambientale particolarmente precisa, per cui si può monitorare gli effetti di un intervento, e soprattutto si può intervenire laddove esistono fenomeni chimico-fisici di concentrazioni che hanno tutto un loro iter assolutamente diverso rispetto a quello di pezzi di città che sono, come dire, all’aria aperta da tutto… e quindi suscettibili di tutt’altro tipo di valutazioni. Ebbene, quindi se è giustificabile, secondo me, condurre la sperimentazione in modo rigoroso in quei punti di città, e però io pretendo che ci sia anche un resoconto di quelle sperimentazioni, perché se no mi viene il dubbio che sia solo la capacità di marketing di chi propone quel tipo di asfaltature o di pitture o di sostanze a dettare legge, alla fine, sulle scelte della Pubblica Amministrazione, perché le scelte della Pubblica Amministrazione non credo debbano essere fatte sulla base delle suggestioni del marketing aggressivo di queste aziende, ma sulla base di valutazioni. Io sono d’accordo che si sperimenti, ma pretendo i risultati della sperimentazione, e li pretendo soprattutto nel momento in cui, in assestamento di Bilancio, si decidono investimenti aggiuntivi in quella direzione. Perché – e qui chiudo – la sensazione del tutto personale e non scientifica, e quindi rimangiabile il momento dopo che ho parlato se qualcuno mi porta dei dati che controvertano le mie affermazioni, è che se noi spendessimo quei 6 milioni di euro non per quel tipo di asfaltature o di copertura di asfalti, cosiddetti mangiasmog, da mettere a macchia di leopardo vicino a qualche scuola, peraltro senza quelle centraline di monitoraggio in loco che quindi ci permettano di capire se quella roba ha un senso oppure no, ma se noi spendessimo 6 milioni di euro per, banalmente, potenziare ulteriormente il trasporto pubblico piuttosto che, banalmente, potenziare il servizio di bike sharing, che prima o poi partirà, o quello di sostituzione delle caldaie, per non adire sempre sul tema del traffico ma su altre fonti di inquinamento, insomma, se noi usassimo quei soldi su altro tipo di interventi, che sono più misurabili o, perlomeno, per i quali oggi abbiamo degli elementi per poterli misurare, abbastanza veritieri, forse – forse – faremmo cosa migliore. Allora, la mia richiesta è quella che, al di là di quello che si è detto in Commissione o che si possa dire oggi in quest’aula, il Vicesindaco, qua oggi, ma insieme agli assessori Simini e Croci, forse, ci dia prima o poi un report scientifico per capire se quei soldi sono spesi bene oppure no. E se sono spesi bene sono ben felice che si vada avanti in quella direzione, ma se fossero spesi, come dire, per un’efficacia dell’intervento un po’ scarsa, rispetto ad altre forme di contrasto all’inquinamento che possano avere una misurabilità più chiara e più netta e produrre un risultato scientifico, come dire, inoppugnabile, beh, io chiederei e chiedo al Comune di Milano di non proseguire su strade avventurose, e che magari, così, che diventano… che vengono intraprese sulla base di un messaggio molto suadente dal punto di vista di una capacità di marketing particolarmente aggressiva da parte di chi è produttore di quel tipo di materiali, ma invece che il Comune di Milano agisca per l’interesse collettivo scegliendo strumenti più efficaci che non quelli di questa natura. Grazie”.
omissis

Zincar, un pasticcio alla milanese fra le correnti di Forza Italia

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 19 NOVEMBRE 2008

omissis
Sulla delibera N/204 – Zincar.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie, consigliere Pagliarini. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Io credo che questa vicenda della Zincar sia un pasticcio, un ennesimo pasticcio di fronte al quale abbiamo difficoltà a capire come stiano realmente le cose, e ce l’abbiamo ancora di più dopo le prime audizioni fatte in Commissione, e credo che per deliberare serenamente in Consiglio Comunale avremmo bisogno di ulteriori approfondimenti in Commissione. Credo che sia un pasticcio, questa vicenda, perché si palesa, da quello che abbiamo sentito, uno scarico di responsabilità rispetto all’attuale situazione della società, che tutti concordano nel definire comunque una situazione di emergenza, debitoria grave eccetera, ma c’è questo palleggio di responsabilità fra chi ha gestito negli due anni sostanzialmente, un anno e mezzo, le attività di questa società che rimbalza, come dire, alle Amministrazioni precedenti la colpevolezza di una situazione finanziaria ed operativa, gestionale difficile e chi, all’interno dello stesso Consiglio d’Amministrazione, oggi invece solleva questioni differenti, attribuendo responsabilità precise anche a chi ha gestito la società in questi ultimi mesi. E’ un pasticcio perché è una vicenda che sembrerebbe tutta interna a Forza Italia, cioè al partito di Maggioranza che guida la città. Perché dico interna a Forza Italia? Perché il Presidente del Consiglio d’Amministrazione ed uno dei Consiglieri di Amministrazione sono stati nominati dal Sindaco, così come anche il terzo componente, nella quota di indicazioni riservata ai Consiglieri Comunali e vengono… sono state nominate persone indicate da Consiglieri Comunali di Forza Italia. Il Sindaco, con una sua scelta, secondo me molto discutibile, ha scelto di nominare in quel Consiglio d’Amministrazione una persona che ricopriva e ricopre la carica di Consigliere Comunale di Milano all’interno del Gruppo di Forza Italia, quindi mettendo un Consigliere Comunale a gestire una società di proprietà comunale, che deve eseguire commesse per conto del Comune. Ed io credo che questo sia un pasticcio in partenza. Ma, come dire, non finisce qui, perché poi è il Comune, nella persona di chi rappresentava il Comune all’assemblea societaria del 28 maggio 2007, che indica come Presidente del Consiglio d’Amministrazione il collega, che è anche Consigliere Comunale e che è anche in quel Consiglio d’Amministrazione. E quindi accumula, come dire, in questo un intreccio di responsabilità e di mancata distinzione di ruoli fra il ruolo di indirizzo e di controllo che il Consiglio Comunale deve svolgere anche sull’attività delle società controllate dal Comune, ed il ruolo di amministratore di questa società. Aggiungo di aver sempre letto, sentito dire, credo risulti anche sicuramente da articoli di giornale, ma forse anche in qualche affermazione a verbale, che quel Presidente di società, Consigliere Comunale, non percepiva alcun compenso per quell’incarico. Io leggo da un verbale che ci è stato consegnato oggi da un Consigliere d’Amministrazione che in quello stesso Consiglio d’Amministrazione si è deciso il compenso per gli amministratori della società, un compenso modesto, se vogliamo, nel senso che è di 8.000 euro l’anno, però… leggo questa cosa, che finora avevo saputo, come dire, non esistere, ma magari è un’informazione che ho avuto io in modo parziale, sbagliata, errata. Se ho sbagliato sono lieto che qualcuno mi corregga, magari l’Assessore che sicuramente sarà informato di questo, come di tutte le altre vicende che riguardano la società controllata dal Comune e che rispondeva direttamente agli incarichi, alle commesse gestite dal Settore Mobilità e Trasporti del Comune di Milano. Però, insomma, queste sono cose magari piccole, ma che già evidenziano il grande pasticcio che abbiamo di fronte. Così come, credo, appunto che quella responsabilità originaria, cioè di nomina di un Consigliere Comunale all’interno di un Consiglio d’Amministrazione in una società controllata dal Comune sia stato un errore grave del Sindaco Letizia Moratti, che non può far finta di niente rispetto ad un atto che lei ha voluto e firmato. E’ il Sindaco che deve rispondere di quello che fanno gli amministratori da lei nominati a guidare le società di proprietà comunale, perché non è Babbo Natale che ha nominato il collega alla Presidenza di quella società, è il Sindaco di Milano che l’ha nominato nel Consiglio d’Amministrazione ed è il Comune di Milano che ha proposto che quella persona diventasse Presidente di quella società, ed il Comune di Milano non è Babbo Natale. Poi sentiamo in Commissione una relazione del Presidente della società che ci dice che ci sono un sacco di pasticci della gestione precedente. Gestione precedente che è vissuta sugli atti del Sindaco commissario, che con i famosi poteri straordinari concessigli ha non solo deliberato le quote di Zincar al 51% da parte del Comune, ma ha poi via via, assegnato tutte le famose commesse, alcune delle quali, stando alla relazione che l’altro ieri in Commissione ci ha fatto il Presidente della Società, hanno degli aspetti poco chiari dal punto di vista proprio della rendicontazione, perché risultano cifre, bandi di gara ad un valore superiore di quelli a cui dovevano essere assegnate. Queste sono affermazioni che ha fatto il Presidente della società in Commissione Bilancio l’altro ieri. Allora questo credo sia un grosso problema che noi abbiamo di fronte, e rispetto al quale non ci si libera del problema liquidando la società o liquidando la partecipazione del Comune in quella società, il problema rimane. Così come io credo che sia una vicenda curiosa quella per cui tutto questo viene oggi, emerge oggi, emerge in queste ultime settimane ma, come dire, c’è stato un anno e rotto di tempo per accorgersi di quello che succedeva. Cioè, quali sono stati i… il mandato che la Giunta ha dato… Io questo l’ho chiesto l’altro ieri in Commissione all’assessore Croci, e non ho avuto né risposta né atti, glielo richiedo in aula in modo tale che magari quegli atti che ho richiesto in Commissione arrivino, e non fra un mese, ma possibilmente entro la votazione che noi dobbiamo fare, perché io ho chiesto copia degli atti di Giunta nei quali la Giunta ha dato mandato a qualcuno di rappresentarla in sede di assemblea, e sulla base di che cosa, di quale mandato, per dire cosa? Cosa va a fare un Assessore, delegato dalla Giunta, ad un’assemblea…? Non so, a sentirsi raccontare vicende o a dire quello che il socio vuole che la società faccia? Allora io questi atti li voglio prima che si voti. Non posso pensare che magari esiste un atto in cui la Giunta ha dato un indirizzo, che scopriamo essere tutt’altro da quello che poi è stato fatto. Ma questo vale non solo per questa Amministrazione, perché poi è ora di finirla con la scusa che esiste la continuità amministrativa quando si tratta di mandare avanti magari progetti sbagliati, almeno dal mio punto di vista, o atti che comunque, come dire, ci si trincera dietro al fatto di averli ereditati per mandarli avanti e poi si nega la continuità amministrativa quando invece si tratta di affrontare questioni spinose. Allora il problema non è solo di avere gli atti del 2006 e 2007, ma anche quello del 2005, perché se il Comune ha acquistato le quote di quella società a dicembre del 2004, visto che il provvedimento commissariale è datato 13 dicembre 204, intanto il Comune, questa Amministrazione, il Sindaco Albertini, di Forza Italia, siamo sempre all’interno di quel partito quando riguarda le vicende di questa società… beh, quel Sindaco ha mantenuto in carica, ha fatto restare in carica un amministratore unico di quella società. Quell’amministratore unico, che leggo sempre dal verbale dell’assemblea dei soci del 28 maggio 2007, è un dottor Antonio Bardeschi, che io non conosco e non so chi sia, ma che era stato già prorogato nella sua nomina di amministratore unico, nell’assemblea dei soci del 21 aprile 2006. Quindi l’Amministrazione Albertini ha mantenuto, dopo aver acquistato le quote, ha mantenuto in carica l’amministratore unico esistente, gli ha dato una proroga, e dopo avergli dato una proroga il 21 aprile 2006, a maggio del 2007 ha deciso di cambiare di amministratori. Ma se è vero quello che ci ha detto il Presidente della società Zincar in Commissione l’altro ieri, e cioè che vi sono problemi, responsabilità precise riferite a chi ha gestito le commesse e la società prima di lui, beh, allora qua qualcuno ci deve spiegare perché il Sindaco di Forza Italia che c’era prima ha mantenuto in carica quella persona, perché nessuno della Giunta né il Sindaco, una volta insediatosi ha deciso di procedere immediatamente al cambiamento di amministratori, e come socio che detiene una quota del 51%, io credo, non sono particolarmente esperto di Codice Civile o di diritto societario, ma a naso direi che se il socio di maggioranza decide di cambiare l’amministratore unico, lo fa e lo fa quando decide di farlo, non quando, come dire, ci sono tempi burocratici da rispettare. Perché se è vero quello che ci ha detto il Presidente della Zincar in Commissione Bilancio, bisogna agire nei confronti di chi ha amministrato la società prima del nuovo Consiglio d’Amministrazione, e quindi nei confronti di amministratori, persone nominate dalla precedente proprietà, ma mantenute in carica e prorogata in quella carica dell’Amministrazione del Comune di Milano, dall’Amministrazione precedente a questa, sicuramente, perché l’atto è appunto del 21 aprile 2006, ma rispetto al quale questa Amministrazione è stata inerte, e quella precedente non è, neanche quella, Babbo Natale. Ha nomi e cognomi, persone responsabili e sulle quali questa nuova Amministrazione deve decidere se vuole agire con un’azione di tutela e di responsabilità, perché se alla fine di questa vicenda noi ci dovessimo accorgere che in realtà non c’è alcun problema, ed è stato tutto solo un polverone, beh, allora chi ha contribuito a sollevare il polverone anche fra gli attuali amministratori della società, dovrà rispondere quantomeno, forse, di qualche calunnia. Se, viceversa, il polverone non è solo un polverone, ma ci sono accertabili ed accertate quelle cose che ci sono state dette nella seduta dell’altro ieri, di Commissione Bilancio, beh, allora in questo caso questa attuale Amministrazione del Comune di Milano non può tacere nei confronti della responsabilità che hanno gli amministratori precedenti della società Zincar e anche chi ha dato, a quelle persone, la possibilità di restare in carica, di continuare ad agire e di avere affidati, in gestione, progetti che valgono svariate decine di milioni di euro”.
omissis

In bicocca ancora cemento. Per saldare il conto degli errori di Formigoni

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 17 NOVEMBRE 2008

omissis
N/203 – RATIFICA DELL’ADESIONE DEL SINDACO ALL’ATTO MODIFICATIVO – SOTTOSCRITTO IN DATA 22 OTTOBRE 2008 E COMPORTANTE VARIANTE AL P.R.G. VIGENTE – DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA 6 LUGLIO 2003, AI SENSI DELL’ART. 34 D.LGS 267/2000 E DELL’ART. 6 L.R. 2/2003. PER L’INSEDIAMENTO NELLA ZONA SPECIALE Z4 “BICOCCA” DI NUOVE STRUTTURE DELL’ISTITUTO NAZIONALE NEUROLOGICO “CARLO BESTA” E DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA, MEDIANTE RECESSO DEL MEDESIMO ISTITUTO NAZIONALE NEUROLOGICO “CARLO BESTA” E DEL MINISTERO DELLA SALUTE ED ESTENSIONE DEL PERIMETRO DELL’ADP ALL’AREA INTERESSATA DAL PIANO DI LOTTIZZAZIONE “ANSALDO”, APPROVATO IN DATA 10.10.2005. 

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, assessore Masseroli per l’illustrazione. La parola al consigliere Baruffi, sull’ordine dei lavori. Prego, consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Sull’ordine dei lavori, nel senso che noi abbiamo posto alcune questioni in Commissione, sulle quali ci era stato detto che ci sarebbe stata data risposta in aula, e che erano questioni preliminari rispetto alla discussione. Ricordo a presiedere c’era il collega Pasquale Salvatore, e credo che sia chiaramente nei verbali. Peraltro ricordo anche un intervento del collega Gallera, al termine della Commissione, in cui raccogliendo quelle che erano alcune richieste che venivano avanzate dall’Opposizione, nel suo intervento ha ribadito come fosse importante chiudere la discussione sulla delibera in Commissione dal punto di vista formale, ma che chiaramente alle nostre domande sarebbe stata poi data risposta in aula, dagli Uffici, dall’Assessore… dall’Assessore, come dire, una volta raccolta documentazione agli Uffici. Nello specifico le questioni erano quelle relative ai valori delle aree delle quali stiamo discutendo, al valore dell’operazione che vedeva coinvolta anche Inail, perché dalle parole del responsabile economico dell’Università Bicocca in Commissione si è capito che esiste un problema, ed in tutta questa vicenda, di questo accordo di programma c’è un problema di quantità di denaro che sono venute a mancare rispetto a quello che era il progetto originario, per cui il ritiro di alcuni soggetti, fra cui anche l’Inail, dall’accordo di programma precedente, metteva l’Università in una situazione di difficoltà e quindi gli interventi delle quantità di edilizia libera, che sono state poi date in questa nuova versione dell’accordo di programma all’operatore immobiliare, andavano a compensare, di fatto, le perdite che l’operatore avrebbe dovuto iscrivere in Bilancio se non vi fosse stato questo tipo di nuovo accordo, proprio perché venivano a mancare fondi che Inail doveva mettere a disposizione. Allora, può darsi che io abbia capito male le cose, però quello che è certo è che in Commissione si era detto chiaramente che prima di aprire la discussione in aula su questo punto ci sarebbe stata chiarezza. Allora, io voglio ricordare anche al Presidente, che negli stessi giorni c’è stata la vicenda Zincar in Commissione, e cioè una delibera dichiarata discussa senza che vi fosse il numero legale in Commissione, tant’è che oggi abbiamo dovuto votare perché quella delibera potesse essere dichiarata discussa in base all’interpretazione del regolamento, della quale lo stesso Presidente si è fatto garante. Allora, io chiudo dicendo questo: o c’è da parte dell’Assessore quella integrazione che era stata richiesta in Commissione, ed allora poi apriamo il dibattito normalmente; oppure mi vedo costretto a chiedere una sospensiva di questo dibattito, per poter avere gli approfondimenti richiesti”.

omissis

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie, consigliere Rizzo. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Devo dire che il collega Rizzo ha descritto, con la solita sapienza, quelli che sono i contorni di quest’operazione, che è un’operazione curiosa. Curiosa perché sembrerebbe essere fatto tutto in modo tale che alla fine si riesca a realizzare un completamento di una grande operazione immobiliare, che riguarda quell’area della città, con il massimo del beneficio per l’operatore immobiliare proprietario delle aree. E sembrerebbe che i soggetti pubblici coinvolti in questa vicenda ci abbiano messo lo zampino, come dire, per rendere il tutto più complicato. Io non so quali possano essere considerati i criteri dei buoni amministratori, mi immagino che siano criteri che debbano ispirare alla visione nel tempo, al fatto che quando si prendono decisioni importanti queste non debbano essere smentite il giorno successivo, che quando si coinvolgono pezzi di città in decisioni e patrimoni pubblici, in decisioni, beh, queste decisioni siano state ben ponderate. Ed allora trovo strano che da un lato, in quest’aula, il Comune di Milano, e a livello ovviamente di Amministrazione, di Giunta avesse dato il proprio assenso a quell’accordo di programma originario. Il collega Masseroli all’epoca era un Consigliere Comunale, credo che abbia partecipato a quel dibattito da Consigliere Comunale, e votato in aula, credo, la ratifica di quell’accordo di programma, che ebbe un solo voto contrario in quest’aula, che era quello del sottoscritto, che aveva evidenziato nel dibattito svoltosi appunto nel 2003 alcune criticità rispetto a quell’operazione, ma tante altre ne avevano evidenziate anche altri colleghi, una su tutta era il tema del ridisegno della geografia sanitaria nella nostra città. La collega Marilena Adamo è andata avanti credo per… non so, trenta volte, a chiedere un dibattito di un Consiglio Comunale dedicato a questo tema, cioè: Milano ed i suoi ospedali, i suoi poli sanitari. Che tipo di politica si vuole realizzare perché vi sia il massimo del servizio dal punto di vista della qualità del lavoro della sanità, ma perché vi sia anche il massimo dell’efficienza dal punto di vista delle scelte legate a tutti i servizi che ruotano attorno alla sanità, a partire da quelli dei trasporti, ovviamente, ma per passare anche attraverso quelli della formazione, della ricerca, dell’università e naturalmente le scelte urbanistiche che sono a questo collegate. Quel tipo di dibattito non siamo mai riusciti ad averlo, in compenso abbiamo avuto degli statisti che, Presidenti della Regione prima e Presidenti della Regione dopo, nel giro di dodici mesi sono riusciti a cambiare clamorosamente idea su un’operazione di questa portata. Lo dico perché quando nel 2003 venne votato dall’Aula, e quindi anche in Regione, questo accordo di programma, le cronache riportano alcune dichiarazioni: ‘Il Presidente Formigoni è lapidario’, ‘La posa della prima pietra pensiamo possa avvenire nel 2004’, ‘L’inaugurazione è in calendario per il 2008’. Questo disse Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, ai giornali il 7 luglio 2003, sulla realizzazione dell’ospedale Besta alla Bicocca. Una previsione degna di uno statista lungimirante e capace di guardare al futuro della sua Regione. Nel 2005 però le cose vanno avanti, c’è una nuova conferenza stampa, alla quale sono presenti due Ministri, il Ministro Sirchia ed il Ministro Maroni, Ministro allora e Ministro oggi, il Presidente della Regione Formigoni, il Sindaco Gabriele Albertini, l’Assessore Comunale Giovanni Verga, quello Regionale Carlo Borsani, il Commissario straordinario del Besta, Graziani Arbosti, che era Commissario straordinario, stando alle cronache dei giornali, già nel 2003 e lo era ancora nel 2005, e questo consesso presenta un plastico con tutto ciò che è previsto realizzare su quell’area. Siamo a marzo del 2005. Nel giro di dodici mesi, nel 2006, la Regione ci ripensa, qualcuno si accorge che è sbagliato collocare il Besta alla Bicocca. Io devo dire che quegli amministratori regionali che hanno avallato, dato il via, poi qua è difficile capire chi è stato il primo a far muovere il sassolino, non credo il Comune, perché giustamente è compito della Regione quello di programmare una serie di cose relativamente alle politiche sanitarie, quindi immagino la Regione, immagino chi sedeva al Ministero della Salute in quegli anni, il Ministro Sirchia forse, non lo so, che era già stato peraltro Assessore del Comune di Milano. Ebbene, queste persone hanno fatto in modo che i cittadini perdessero alcuni anni nell’attesa che venissero riviste le decisioni riformalizzate, adesso siamo all’indicazione di Alba, poi vedremo se anche questa per caso ad un certo punto qualcuno si alzerà e dirà ‘C’è un ripensamento’, ed anche su questa torniamo indietro. Ma c’è stato comunque qualcuno che da amministratore pubblico di questa Regione, prima e dopo, ha saputo dire, nel giro di pochissimi mesi, tutto ed il contrario di tutto, cambiare posizione, far perdere molto tempo e mettere il Comune di Milano in una situazione complicata, che è quella che ha descritto prima il collega Rizzo. Siccome ormai si erano firmati accordi con la proprietà di quelle aree, siccome ormai si erano sottoscritti impegni che vedevano prevista la realizzazione degli edifici, ad un certo punto, quando ci si tira indietro, rimangono scoperti dei valori, che devono essere rimpiazzati da permessi di costruire, edilizia libera, e rimane scoperta l’Università, che in base a quello che ci è stato detto nell’ultima seduta di Commissione, si ritrova senza più quell’impegno dell’Inail, legato alla costruzione degli edifici, se ho capito bene, il che rende la posizione dell’Università difficile per mantenere gli impegni assunti nei confronti della proprietà delle aree, e quindi per tappare la falla generata dalle scelte compiute dalla Regione in primis nei confronti della collocazione del Besta, e dalle difficoltà dell’Università per quanto riguardava il finanziamento venuto a mancare da parte dell’Inail, il Comune di Milano, appunto, ci mette una pezza. E ci mette una pezza costruendo una nuova operazione, che è un’operazione che però deve coinvolgere un’area più vasta di quella precedentemente coinvolta, perché se noi fossimo andati a fare un nuovo accordo di programma solo sulle aree ex Besta, chiamiamole ormai così per consuetudine, non avrebbero trovato spazio quei volumi che invece vengono descritti in questo nuovo accordo di programma. Ed allora si è scelta una strada, che è quella di allargare l’area coinvolta dall’operazione, estendere lo strumento dell’accordo di programma anche al Piano di Lottizzazione Ansaldo, fare in modo che nel gioco dei conti e degli equilibri, che giustamente ci devono essere e che giustamente vengono rispettati, credo, anche in questa delibera, però, come dire, si trovasse uno spazio per tutto. E lo spazio viene ritrovato in questo modo. Qual è il saldo finale di questa operazione? Il saldo finale è che noi non abbiamo alcuna certezza sul futuro dell’istituto Besta, non abbiamo alcuna certezza sul fatto che l’operazione di via Alba si possa realizzare, abbiamo la certezza che non ci saranno debiti nei confronti di Pirelli, perché le quantità volumetriche che gli vengono concesse, di edilizia libera, ed il calcolo del rischio, perché non sia mai, potrebbe non vendere quegli stabili, quindi le stime che vengono fatte correttamente dall’Agenzia del Territorio portano a dare un indirizzo ed una possibilità di sviluppare determinate volumetrie. Io non so se questo sia un saldo positivo per Milano, non so se forse su quell’area si dovevano fare scelte differenti, non posso nemmeno permettermi di indicarle perché lo strumento dell’accordo di programma è tale per cui non è possibile costruire degli emendamenti. Quindi ci troviamo in una posizione, come dire, schiacciata: o un voto a favore o un voto contrario, ma non c’è possibilità diversa di intervento. Quello che so per certo è che i colleghi che erano in aula nello scorso mandato amministrativo, e che hanno votato a favore del trasferimento del Besta alla Bicocca, come se nulla fosse lasciano che la Regione faccia, disfi e rimetta a posto, scelga le sue strade e subiscono una scelta di questo tipo, la Regione Lombardia, nel frattempo, prosegue con questa sua linea di politica sanitaria confusa negli sviluppi che devono avere alcuni dei grandi ospedali presenti nella nostra città, Milano aspetta ancora quel tipo di dibattito che avevamo chiesto più volte sul come ridisegnare la geografia della sanità pubblica ed anche di quella privata nella nostra città, nel frattempo abbiamo visto quello che è successo con il caso della Santa Rita, come un ospedale cresciuto vorticosamente con sé abbia trascinato anche alcune delle principali storture di una politica sanitaria che abbiamo più volte denunciato e messo in evidenza come critica, e non necessariamente come positiva, e quindi il saldo finale che noi otteniamo è di questo tipo. Io sinceramente credo che sia un saldo negativo, un saldo negativo per tutti. Ora, c’è il problema di capire se le risposte sui conti, sulle volumetrie saranno quelle attese, precise, con dei chiarimenti ulteriori oppure no, c’è il problema di capire che strada eventualmente intraprendere in seconda battuta, c’è, dal mio punto di vista, una sola certezza, e cioè quella che chi amministra la nostra Regione è stato capace, nel giro di dodici mesi, prima di dire ‘poseremo la prima pietra nel 2004, inaugureremo nel 2008’, poi nel 2005, la prima pietra che non si era posata, ma davanti ad un plastico di ribadire la necessità di quell’operazione, poi nel 2006 di avviare un piano perché quell’operazione venisse cancellata. Il perché di queste scelte ci è ancora ignoto, perché le parole di quella lettera o di quell’appunto, diciamo, in cui ci sono alcune frase riferite alla Regione Lombardia appaiono essere, come dire, enigmatiche, o meglio, se tutte quelle considerazioni si sanno a settembre del 2006, forse non si sapevano nel 2003? –Cioè forse nel 2003 Regione Lombardia ignoravano la validità scientifica del Sacco, il fatto che ci fossero dei problemi collegati a più istituti? Non so come facciamo le politiche sanitarie in Regione Lombardia. Di certo, mi pare, le facciano male”.
omissis

Intervento in aula: Mozione sul Tibet

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA C.C. 24.7.2008

omissis

Il Presidente Palmeri cos

Intervento in aula: Regolamento Pubblicità

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA C.C. 21.7.2008

omissis
DELIBERA N/138 – REGOLAMENTO PUBBLICITA’
Emendamento n. 41

Il Presidente Palmeri cos

Delibera N/138 – Approvazione del Regolamento comunale sulla pubblicità e ap

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 15 LUGLIO 2008
Presiede Manfredi Palmeri – Presidente del Consiglio
Partecipa il Vicesegretario Generale Silvia Brandodoro
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Delibera N/138 – Approvazione del Regolamento comunale sulla pubblicit

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