Archivio per la categoria Rassegna Stampa

Vincoli regionali sulle aree verdi, ma nel parco c’è già il parcheggio

La regione pone vincoli tardivi sulle aree verdi di Piazza Piemonte e Largo Rio de Janeiro. Ma forse sono ancora utili per via Marina…

  • leggi l’articolo sulla “tempestiva” delibera regionale, da epolis dell’8 febbraio 2010: scarica l’articolo (in formato pdf)
  • scarica la delibera regionale di “dichiarazione di notevole interesse pubblico di alcune aree verdi di Milano”: scarica la delibera (in formato pdf).

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Rivoluzione Atm, meno tram in centro

Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti. Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».

L’articolo di Alessia Gallione su Repubblica Milano.

Rivoluzione Atm, meno tram in centro
Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti.
di Alessia Gallione

Meno tram che attraverseranno il centro. La rivoluzione inizierà prima dell’estate dai mezzi più lunghi, quelli da 35 metri che oggi partono dalla periferia per arrivare in piazza Fontana, via Dogana o Duomo. E che, in futuro, interromperanno la corsa ai margini della Cerchia dei Bastioni per essere sostituiti con viaggi in metropolitana, bus ecologici o altri tram più piccoli.

È la novità del piano per la sicurezza presentato dal presidente di Atm Elio Catania al sindaco Letizia Moratti. Un elenco di «interventi strutturali», li definiscono, per cui verranno investiti 125 milioni di euro in tre anni su un totale di 847 milioni destinati a migliorare «l’efficienza e la qualità»: dal via libera alle nuove corsie preferenziali “congelate” nei mesi scorsi —� che verranno protette anche da telecamere — fino ai semafori “ intelligenti” agli incroci potenzialmente pericolosi e all’a utomatizzazione degli scambi.

A sollecitare un piano per la sicurezza era stata Letizia Moratti, dopo l’ultimo incidente tra due tram in piazza Firenze. Un maggiore sforzo, aveva chiesto il sindaco. Che ieri, dopo l’incontro con il presidente di Atm, si è dichiarata soddisfatta: «Da questo piano mi aspetto un significativo e ulteriore miglioramento della sicurezza e della qualità del servizio». Fa eco Elio Catania: «Queste iniziative sono indispensabili per garantire la fluidità e la regolarità del servizio».

Si parte dalle corsie protette: 35 i chilometri in più promessi nei prossimi tre anni; 18 quelli già condivisi da Atm e Comune — da corso XXII Marzo a via Ripamonti — su cui è stata impressa un’a ccelerazione. Ancora da valutare, invece, via Coni Zugna. L’i ntervento più urgente riguarderà i semafori: Atm ha fatto una mappa di 35 incroci critici. Verranno ricalibrati i semafori dando, dove possibile, la priorità ai mezzi pubblici. In 21 casi (Procaccini, Porta Romana, Porta Vigentina e Coni Zugna) i ritocchi sono già avvenuti. Il resto (da via Farini a corso Sempione fino a Pagano) verranno aggiornati entro fine mese.

È destinata a far discutere, invece, la «razionalizzazione» della rete dei tram del centro: una riduzione dei mezzi che oggi lo attraversano, quelli più lunghi ma anche altri meno utilizzati, con la modifica di alcuni percorsi e capolinea e l’istituzione di servizi navetta. Con un obiettivo, dice il vicesindaco Riccardo De Corato: «Togliere dal centro i tram più lunghi che possono causare ingorghi o rallentamenti».

Si inizierà da maggio e si andrà avanti per i prossimi tre anni. Non prima, precisa Palazzo Marino «di averne discusso con il consiglio comunale, i consigli di zona e tutti gli interessati». Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».

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Omnimilano-SMOG, BARUFFI (PD): SGRETOLATO BLOCCO IDEOLOGICO PARTITO DELL’AUTO

(OMNIMILANO) Milano, 31 gen – “Il blocco del traffico privato dalle 10 alle 18 è stato vissuto bene dai milanesi, come può testimoniare chiunque oggi abbia girato un po’ per la città.
Se poi anche Formigoni e De Corato sono finalmente riusciti ad ammettere che si è trattato di una giornata positiva, significa che un risultato è stato raggiunto. Il blocco ideologico del partito dell’auto a tutti i costi si è sgretolato.
Fermare il traffico privato qualche domenica durante la stagione invernale in modo programmato può servire a ridurre gli accumuli di pm10 e a rendere la città più vivibile”. Così Maurizio Baruffi, consigliere comunale del Pd, sul blocco auto di oggi.

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Smog, battaglia a Palazzo Marino

Consiglieri dell’opposizione sui banchi della giunta con le mascherine antismog in apertura del consiglio comunale per sollecitare misure anti inquinamento dall’amministrazione. Fedrighini e Montalbetti: “Pronti a occupare l’aula”. De Corato: allarmismo eccessivo. Da Repubblica.it.

Smog, battaglia a Palazzo Marino
De Corato: allarmismo eccessivo

Consiglieri dell’opposizione sui banchi della giunta con le mascherine antismog in apertura del consiglio comunale per sollecitare misure anti inquinamento dall’amministrazione. Fedrighini e Montalbetti: “Pronti a occupare l’aula”

Continua l’emergenza smog a Milano dopo 13 giorni consecutivi in cui è stata superata la soglia di allarme per le polveri sottili nell’aria. I consiglieri comunali pd Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi hanno chiesto che il problema dell’inquinamento sia all’ordine del giorno del consiglio comunale. “Non possiamo aspettare aprile senza che nulla venga fatto per mettere rimedio alla situazione – hanno detto ieri – e le nostre proposte di intervento ci sono: tre giorni consecutivi di blocco del traffico, immediato pagamento di Ecopass per gli euro 4 diesel, limite di 80 all’ora sulle autostrade lombarde come nel Canton Ticino nei giorni di smog”.

La Lega: “Targhe alterne a febbraio”. Circolazione a targhe alterne a Milano per tutto il mese di febbraio e chiusura sperimentale del centro alle auto a partire dal primo marzo: sono le ricette della Lega Nord che tra sabato e domenica saranno sottoposte a un’informale consultazione cittadina nei gazebo del Carroccio. A lanciare la proposta, rivolta in primis al sindaco Letizia Moratti ma estesa anche al presidente della Provincia, Guido Podestà, e al governatore Roberto Formigoni, è stato il consigliere comunale Matteo Salvini.

Le mascherine in aula. Consiglieri dell’opposizione sui banchi della giunta con le mascherine antismog in apertura del consiglio comunale per sollecitare misure anti inquinamento dall’amministrazione. Secca la replica del vicesindaco, Riccardo De Corato, secondo il quale si tratta di eccessivo allarmismo. “Per la riduzione del traffico e il conseguente miglioramento della qualità dell’aria – ha detto – l’amministrazione ha già adottato misure coraggiose. Ad aprile valuteremo, serenamente e senza farci condizionare da inutili allarmismi, altri eventuali interventi strutturali”.

FOTO Le mascherine antismog in aula

Fedrighini e Montalbetti. Ma la polemica non si spegne e i capigruppo dei Verdi (Enrico Fedrighini) e di Milano civica (Carlo Montalbetti) hanno annunciato che sono pronti a restare in aula a oltranza, tutta la notte per “sollecitare l’inerte amministrazione a intervenire sul fronte antismog”. Dai due capigruppo la richiesta all’amministrazione è di render noti i contenuti di uno studio a disposizione del Comune sul rischio della popolazione milanese esposta all’inquinamento da traffico.

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Smog, la rassegna stampa

Un po’ di rassegna stampa sull’emergenza smog a Milano.

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Le corsie-trappola riaprono alle moto. E il Pd lancia un appello contro lo smog.

Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Appello antismog del Pd: “In consiglio parliamo di Pm10 invece che di Pgt”. Leggi l’articolo di Alessia Gallione da Repubblica Milano del 24 gennaio 2010

Le corsie-trappola riaprono alle moto. E il Pd lancia un appello contro lo smog.
Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Appello antismog del Pd: “In consiglio parliamo di Pm10 invece che di Pgt”
di Alessia Gallione

Ancora qualche giorno per sistemare i cartelli. Poi, dopo due anni di multe, polemiche, ricorsi ai giudici di pace e promesse — non ancora mantenute — di sanatorie, tre corsie trappola riservate ai mezzi pubblici e partite insieme ai varchi Ecopass saranno aperte alle moto. Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Già questo fine settimana, al più tardi il prossimo lunedì, è la promessa del Comune. Ma altri via libera potrebbero arrivare.

«I vigili urbani stanno facendo verifiche in via Olivetani e via Mazzini: dove ci saranno garanzie di sicurezza cercheremo di far circolare le moto, che a differenza delle auto non creano intralci al traffico e doppie file», assicura il vicesindaco Riccardo De Corato. Nei giorni di smog alle stelle, però, il Pd torna a chiedere a Palazzo Marino più chilometri di percorsi protetti per bus e tram. E di interrompere la discussione sul Pgt per affrontare l’emergenza Pm10. «Sono ormai 13 i giorni consecutivi di sforamento della soglia di allarme; 17 giorni su 23 dall’inizio dell’anno. Non è più possibile fare finta di niente», dicono Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi.

Si erano accese il 2 gennaio del 2008, le telecamere messe a guardia delle quattro “corsie killer”. Ma, a differenza di quelle di Ecopass, erano sempre al lavoro: sette giorni su sette, 24 ore su 24, agosto compreso. E fin dall’inizio è stato altissimo il numero di multe distribuito. Solo l’occhio elettronico di corso Magenta, nel primo anno di vita, ha immortalato oltre 200mila persone; 177mila in corso di Porta Vigentina, 77mila in via Lamarmora. Anche lo scorso anno, in corso Magenta e corso di Porta Vigentina, si continuava a viaggiare a ritmi da 8mila sanzioni al mese.

Motociclisti, soprattutto, che spesso collezionavano più verbali per la stessa infrazione. E che adesso avranno libero accesso. Colpa di una segnaletica poco chiara, era stata l’accusa del leghista Matteo Salvini. Che adesso esulta: «Finalmente, dopo due anni qualcosa si muove. Andremo a brindare sotto i varchi. Per coerenza, però, l’amministrazione dovrebbe eliminare le centinaia di migliaia di multe che in questi due anni sono state contestate ai motociclisti».

Dopo che i giudici di pace hanno annullato molte contravvenzioni, Palazzo Marino ha annunciato una sanatoria per chi era passato nei primi mesi del 2008 da quelle corsie. Ma per cancellare i verbali, in Comune si attende ancora un parere della corte dei Conti. Soddisfatto per l’apertura agli scooter anche il vicecoordinatore cittadino del Pdl, Marco Osnato: «Abbiamo sanato un errore commesso due anni fa», dice. Nonostante aggiunga: «Adesso dobbiamo necessariamente provvedere ad aprire a moto e scooter anche via Olivetani, via Mazzini e via Carducci». Maurizio Baruffi del Pd non è contrario alle moto: «La vera questione, però, riguarda l’aumento dei chilometri di corsie riservate ai mezzi pubblici. De Corato ci dica quanti ne realizzerà nei prossimi sei mesi».

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«Smog e movida, magistratura contraddittoria»

De Corato risponde a Baruffi e Monguzzi, Chiara Campo dal Giornale del 23 gennaio 2010.


«Smog e movida, magistratura contraddittoria»

Undici giorni filati di smog oltre i limiti. Anche ieri le centraline dell’Arpa hanno segnato valori del Pm10 fuori dalla norma. Ma mentre per l’ennesima volta gli ambientalisti, da Maurizio Baruffi del Pd a Carlo Monguzzi dei Verdi, se la prendevano col sindaco (il primo) o chiedevano misure d’emergenza come il blocco del traffico nel weekend (il secondo), il vicesindaco Riccardo De Corato ha avuto uno scatto d’orgoglio. Perché se è vero che a causa delle caldaie al massimo e delle condizioni meteo l’aria in città è irrespirabile, il fenomeno non si blocca ai confini. Anzi, fuori va pure peggio. «Ma nessuno ha mandato avvisi di garanzia agli altri sindaci» puntualizza. Il riferimento è alla Procura che dopo un esposto del Codacons ha iscritto a dicembre nel registro degli indagati il presidente della Regione Roberto Formigoni, quello della Provincia Guido Podestà e il sindaco Letizia Moratti. De Corato sventola i dati dell’Arpa di due giorni fa: le concentrazioni di Pm10 hanno raggiunto a Milano i valori di 119 microgrammi al metro cubo (ben oltre i 50 previsti dalla norma Ue), ma a Bergamo hanno sfiorato i 123 microgrammi, a Como i 126, a Lecco i 131 («e siamo sotto al Resegone»), a Brescia le polveri sottili sono volate addirittura a quota 148. «Che facciamo, blocchiamo il traffico tre giorni in tutta la Lombardia? Basta con questi allarmismi su Milano», sbotta. E insiste con i consiglieri ambientalisti, «basta criminalizzare Milano, lo smog è un problema che riguarda tutti e non si risolve con misure d’emergenza e propagandistiche, ma con azioni strutturali e continuative nel tempo».
Con la magistratura invece se l’è presa ieri anche la Moratti, che ha contestato le posizioni «spesso contraddittorie» e che rendono «molte volte difficile» il lavoro dell’amministrazione. Un caso è proprio quello della lotta allo smog, «da un lato veniamo accusati di inquinare – ribadisce – e dall’altra al Tar ci bloccano le misure anti-inquinamento che prendiamo, come quella per il carico e scarico merci». Di recente poi il Comune è finito nel mirino per la movida all’Arco della Pace, «veniamo accusati per i rumori e quando chiediamo di chiudere in anticipo dei locali (come è avvenuto ad esempio in via Sammartini, ndr.) ci viene richiesta la riapertura. Non è un giudizio sull’operato della magistratura, ci mancherebbe, non diciamo che rema contro. Ma quando ci si trova due tipologie di giudizi diversi rispetto a un unico comportamento che l’amministrazione ha preso, diventa veramente difficile lavorare». Avanti anche con il ricorso contro la sentenza della Corte dei conti che un paio di settimane fa ha condannato in primo grado il sindaco e la giunta di danno erariale nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette «consulenze d’oro»: «È una condanna assolutamente ingiusta e faremo ricorso perché vengano considerate le nostre ragioni. Abbiamo agito per far risparmiare ai milanesi 190 milioni di euro».

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Allarme leucemie, l’esperto: «E’ colpa di una città malata»

Il caso della scuola di via Corridoni: gruppo di lavoro inter-istituzionale. Il professor Masera che guida la clinica pediatrica del San Gerardo di Monza: troppo smog, ambiente sfavorevole. La Moratti: competenze dell’Asl, ora intervenga. Leggi l’articolo di Andrea Senesi dal Corriere della Sera del 22 gennaio 2010.

Allarme leucemie, l’esperto: «E’ colpa di una città malata»
l caso della scuola di via Corridoni: gruppo di lavoro inter-istituzionale.
Il professor Masera: troppo smog, ambiente sfavorevole. La Moratti: competenze dell’Asl, ora intervenga

MILANO – «Siamo in un ambiente sfavorevole, inutile girarci intorno». Giuseppe Masera da più di trent’anni si occupa di leucemie infantili alla clinica pediatrica del San Gerardo di Monza. L’ambiente è Milano, la grande malata di smog e di fumi tossici. Ma Milano vuol dire Italia. Perché il ragionamento, sostiene Masera, va allargato. E perché nel nostro Paese l’incidenza è più alta che nel resto d’Europa. Le stime parlano di 175 bambini colpiti su un campione di un milione di casi. Con un incremento annuo del due per cento. «In Europa il rapporto è di 140, negli Stati Uniti ancora inferiore». «Solo nell’ultimo mese — racconta Masera — abbiamo registrato qui a Monza sei casi di bambini colpiti da leucemia. Bambini che vivono nel semi-centro di Milano, tutt’altro che quartieri degradati».

E la scuola di via Corridoni, con quei tre casi segnalati nelle ultime settimane? «No, non credo proprio che ci possa essere una correlazione ambientale. Piuttosto chiediamoci quei tre bambini, che erano rientrati da pochi mesi in quelle aule, quali luoghi in precedenza avessero frequentato». La domanda di fondo è quasi filosofica: «Che mondo stiamo creando per i nostri bambini?». In via Corridoni intanto sono partite le indagini. Le primissime rilevazioni sulle radiazioni ionizzanti e sulle onde elettromagnetiche hanno dato esito negativo. Ora s’indagherà sui materiali usati per la ristutturazione dell’istituto (sono già state contattate le aziende che hanno lavorato al restyling della scuola) e in particolare sui solventi volatili. È lo stesso preside Angelo Salvo a pretendere spiegazioni: «Cosa si può trovare in una scuola appena ristrutturata?».

Al caso lavorerà da lunedì prossimo un gruppo di lavoro inter-istituzionale. Ne faranno parte medici, esperti, dirigenti dell’Asl, della Regione, del Comune, genitori e insegnanti. Quattro settimane di tempo per i primi responsi. «Il tema della salute è di competenza dell’Asl », ha ribadito ieri Letizia Moratti: «Noi come Comune collaboreremo per cercare di capire e dare risposte ma la responsabilità rimane in capo alla Asl». «È doveroso e urgente rassicurare tutti: non c’è, non esiste nella maniera più assoluta un caso Milano», sottolinea l’assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna.

Il rapporto tra smog (benzene, nello specifico), tassi di mortalità e casi di leucemia è «meritevole di approfondimento», racconta una recente ricerca della Fondazione Veronesi. E l’aria di Milano in questo gennaio gelido e senza pioggia continua a essere pessima. Valori fuori controllo, ieri, anche in area Ecopass, alle centraline di via Senato e del Verziere. «Sono dieci giorni di fila che le polveri sottili sono alle stelle», osserva il consigliere regionale Carlo Monguzzi: «Nel ricordare che ogni anno muoiono nella sola Milano 400 persone per smog, è così fuori dal mondo chiedere che venga fermata la circolazione almeno nelle giornate di sabato e domenica?». «Formigoni, Moratti e De Corato sono come le tre scimmiette della tradizione », rincara la dose il pd Maurizio Baruffi. Che fare, allora? C’è un suggerimento, un avviso utile da dare a mamme e genitori preoccupati? «Purtroppo direi di no», confessa Giuseppe Masera. L’unico consiglio buono rimane quello di sempre: «Stare calmi. Nonostante tutto, le leucemie sono molto rare. Anche a Milano».

Andrea Senesi

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Pannicelli caldi

Si tratta di un dolce molto semplice che non ha nessuna sostanza (da qui il detto “prendere pannicelli caldi” per dire “prendere cose da poco, che non risolvono nulla”).

E’ sempre emergenza smog a Milano. Servizio sul LA7 di Andrea Soglio con intervista a Maurizio Baruffi (20 gennaio 2010).

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Leucemia a Scuola, il caso in procura

Esposto dei genitori alla Corridoni: “fate controlli urgenti”. Maurizio Baruffi “cheide un’indagine a livello cittadino per verificare i livelli di inquinamento elettromagnetico attorno e dentro le scuole”.

Da La Repubblica del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo

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Sicurezza Parcheggi. Subito una commissione

L’opposizione a Palazzo Marino chiede una commissione per fare chiarezza sui 41 parcheggi sotterranei di Milano.

Dal Corriere della Sera del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo

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Mancano i progetti. Niente fondi per le ciclabili

Dopo l’interrgoazione presentata sull’assenza di Milano dal Bando regionale per la mobilità ciclabile, incredibile risposta dell’assessorato. Baruffi: “è sconcertante che il Comune di Milano non riesca a produrre un solo progetto definitivo, dopo una serie di annunci e promesse”.

Leggi l’interpellanza e scarica la risposta in formato pdf: Interrogazione2112009001.

L’articolo sul Corriere della Sera del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf

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E spunta l’emendamento sulle piste ciclabili

Armando Stella sul Corriere della Sera del 13 gennaio 2010:

E spunta l’ emendamento sulle piste ciclabili
La proposta: per l’ opposizione non serve un anello attorno alla città, ma una rete di percorsi per le due ruote

Prima del «filo rosso», e cioè del ricamo turistico tra i parchi periferici della città, il Comune «ricucia la coperta scucita delle piste ciclabili del centro, quella usata tutti i giorni dai milanesi». Nei faldoni di emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, c’ è una piccola richiesta firmata da Maurizio Baruffi (pd) e Carlo Montalbetti (Lista civica). I consiglieri propongono una modifica a pagina 238 del Pgt e il testo da aggiungere è il seguente: «L’ amministrazione considera essenziale lo sviluppo della mobilità ciclistica per ragioni strettamente legate alla mobilità urbana quotidiana delle persone e non solo a motivi di svago e di tempo libero». Giurano i promotori: «Questo non è ostruzionismo. La bici deve avere pari dignità con gli altri mezzi di trasporto». Il «filo rosso» è un percorso ciclopedonale nel verde immaginato dal Pgt sulla linea del parco orbitale, il Metrobosco attorno a Milano. La «coperta scucita» è la mappa disegnata dai volontari di Ciclobby in un anno di censimento, pista per pista, moncone per moncone. Tipo: la corsia di viale Caprilli che si perde in piazzale Lotto e ricompare in viale Monte Rosa, dove il tratto riservato alle due ruote è però «accidentato e inutile». Per non dire del marciapiede colorato di rosso e mai segnalato alla Bicocca, «un lavoro fatto a metà». E così elencando, da viale Elvezia a viale Murillo, dal percorso sghembo tra via XX Settembre e la Triennale all’ assenza di protezioni in Porta Tenaglia: «Palazzo Marino deve riprendere il masterplan della mobilità ciclabile elaborato dalle associazioni in accordo con l’ ex assessore Edoardo Croci e dimenticato in un cassetto», sostiene il presidente di Ciclobby, Eugenio Galli. Perché? «Milano ha bisogno di un progetto organico. Ci hanno pensato Bolzano, Reggio Emilia, Parma, Mestre. È così in tutta Europa. Perché a Milano non è possibile? Serve una politica con visione ampia e concreta dei problemi». Il cicloturismo dopo. Verrà. Assieme ai raggi verdi, agli itinerari nei parchi pubblici: «Prima pensiamo alla sicurezza di chi usa le bicicletta per andare al lavoro», dice Baruffi. È scritto anche nell’ emendamento: «Solo dopo aver cucito la coperta, essenziale per garantire pari dignità alla mobilità urbana su bicicletta rispetto alle altre forme di mobilità, si potrà procedere ai ricami». Un accordo è possibile?

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Un commissario per salvare l’Ortomercato

Da il Giornale del 9 gennaio 2009 di Giannino della Frattina.

Una cura da cavallo per l’ortomercato. A ordinarla il sindaco Letizia Moratti che ha chiesto al direttore generale del Comune Giuseppe Sala una terapia d’urto per una delle piaghe più difficili da risanare. Basta politici a capo della Sogemi, la società comunale che gestisce l’area e i padiglioni, ora sarà la volta di un manager che possa esibire una lunga esperienza nel privato. O, magari, di un commissario dal pugno di ferro per debellare lavoro nero, criminalità, spaccio di stupefacenti e soprattutto la ’ndrangheta che in via Lombroso continua a farla da padrona. Di pochi giorni fa la notizia della sospensione per la licenza dello Sharm El Sheik, un night al centro di numerosi episodi criminali. Tra cui un omicidio il 29 marzo e una mega rissa lo scorso 27 dicembre. Già cominciati i colloqui dei manager nello studio di Sala a Palazzo Marino, ma l’ipotesi più probabile sembra poter essere quella di un commissario. Anche per mettere a posto conti ormai in profondo rosso dopo il fallimento del tentativo di «finanza creativa» inserito nei passati bilanci di Palazzo Marino con la rivalutazione delle aree di proprietà della Sogemi per l’edificazione della Città del gusto. Uno dei tanti progetti pensati per Expo e già tramontati. Facendo nuovamente crollare il bilancio. Ma l’area fa gola a molti e con il probabile trasferimento fuori città dei padiglioni, nella zona si aprirà un’asta miliardaria per una mega speculazione edilizia che fa gola agli immobiliaristi. Anche per questo i consiglieri del Pd Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi chiedono alla Moratti di istituire una commissione d’inchiesta sulla Sogemi.
Di certo, al momento, è che a spostarsi sarà l’attuale presidente Roberto Predolin, ex assessore comunale in quota An, che Ignazio La Russa dirotterà su Milano ristorazione al posto del professor Michele Carrubba. Un nutrizionista messo lì dalla Moratti che ora sarà invece reimpiegato nel comitato scientifico di Expo. Un giro di poltrone che darà l’avvio al rinnovo dei vertici nelle più importanti società ed enti comunali. Scade infatti lunedì il bando per la presentazione delle candidature e le trattative tra sindaco e partiti sono già cominciate. Sicura la partenza di un altro professore, il bocconiano di area ciellina Lanfranco Senn candidato, senza molto successo, nella Lista Moratti alle ultime elezioni e ricompensato con la presidenza di Mm. Al suo posto la Moratti vorrebbe un tecnico in grado di gestire la faraonica partita della costruzione delle nuove linee del metro da mettere in cantiere in vista dell’Expo. Ma anche il mercato internazionale e le gare all’estero, verso cui la società di via del Vecchio Politecnico si sta sempre più orientando. Difficile pensare a un ritorno di Giulio Burchi, anche se l’uomo che Gabriele Albertini mise a capo della società si è rivisto in circolazione. Ma non per Mm. La sua candidatura è per la Serravalle, la società che gestisce un tratto dell’autostrada per Genova e le tangenziali milanesi. Anche se il presidente Giampio Bracchi e l’ad Massimo Di Marco sono ben saldi al loro posto. Un varco per Burchi potrebbe aprirsi allora al vertice di Atm, dove la posizione di Elio Catania non sembra più così sicura. Al sindaco Moratti non sono piaciuti i frequenti incidenti, una manutenzione al risparmio e qualche accumulo di cariche (e stipendi) di troppo. Più tranquillo invece Giuseppe Bonomi, l’avvocato in quota Lega sicuramente riconfermato al vertice di Sea. Solo rimandate, invece, le ghiotte partite per Amsa, Milano sport e A2A.

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L’Ecopass non fa più cassa stop ai soldi per i bus e i tram

Articolo di Teresa Monestiroli da Repubblica dell’8 gennaio 2010.

Nel 2010 Ecopass incasserà poco più di quello che serve per pagare la gestione del servizio. Quindi non ci saranno soldi per il potenziamento dei mezzi pubblici promesso dal Comune. E rispunta l’idea di una sanatoria per i verbali del gennaio 2008 nei cosiddetti varchi-trappola da parte di Palazzo Marino

Solo di gestione l´Ecopass costa 6,5 milioni di euro. Così almeno è stato nel 2008, primo anno di ticket antismog. Il resto del guadagno, ha sempre detto il sindaco Moratti, «sarà investito nel potenziamento del trasporto pubblico». Peccato che il “resto” sia poca roba: 5 milioni di euro nel 2008 (contro i 17,5 previsti nel bilancio), 3,5 milioni nel 2009 (invece di 8,5). E nel 2010 si scenderà ancora. L´assessore al Bilancio, Giacomo Beretta, prevede un incasso di 10 milioni – cifra che verrà inserita nel bilancio previsionale 2010 – ma i tecnici calcolano non più di 7 milioni in tutto.

Di conseguenza, il 2010 si chiuderà in pari: quello che entrerà nelle casse di Palazzo Marino servirà a pagare i costi di gestione del servizio. Con i cittadini il Comune vuole regolare vecchi conti: centinaia di migliaia di multe, prese per Ecopass nel 2008 e allora non pagate, in primavera saranno recapitate a casa con gli interessi. Ma attenzione: rispunta l´idea di una sanatoria per i verbali del gennaio 2008 nei cosiddetti varchi-trappola, tipo corso Magenta. Una sanatoria che resta però improbabile per le difficoltà legali a realizzarla. Dal punto di vista economico, invece, Ecopass è stato un disastro.

Eppure l´intento è sempre stato chiaro: combattere lo smog e far cassa per investire sulla mobilità sostenibile. Un tentativo c´è stato, in realtà. Da quando Ecopass è partito, infatti, i milanesi hanno potuto usufruire di 1.300 corse di Atm in più. Iniziativa che ha portato un aumento di 22mila passeggeri al giorno sulle linee della metropolitana. Corse pagate quasi completamente con i soldi degli automobilisti nel 2009, ma che già nel 2009 il Comune ha coperto usando anche fondi propri. E quest´anno? O si attinge alle riserve, già risicatissime, di Palazzo Marino o si cancellano le nuove corse. Se il Comune fosse una multinazionale il manager che ha fatto i conti probabilmente sarebbe già a casa. Nel bilancio previsionale 2008 infatti i proventi Ecopass erano 24 milioni. Alla fine dell´anno gli incassi reali sono stati 11.964.044, meno della metà.

Nel 2009, nonostante i risultati del primo anno, nel bilancio previsionale furono indicato 15 milioni. Il guadagno reale – ancora non ufficiale – non supererà i 10, se non meno. A fine giugno 2009 era 5.881.855. Ma cos´è che ha fatto sballare tutte le previsioni? Prima di tutto la deroga ai diesel euro 4, esentati dal ticket ma inseriti nel bilancio. Secondo, il progressivo calo dei paganti, scesi al 16,9 per cento di chi entra nell´area dei Bastioni. «Dopo due anni – spiega Manfredi Palmeri, presidente del consiglio comunale – ci sono le condizioni per prevedere con più esattezza gli introiti Ecopass perché per la prima volta le deroghe sono state fatte prima del bilancio».

Si può solo sperare, però, che i veicoli soggetti al ticket non scendano ancora. «Il cambio delle auto c´è già stato – dice Beretta – nel 2010 si incasserà come nel 2009». «Il fallimento di Ecopass – spiega Maurizio Baruffi del Pd – è che non è stata realizzata la promessa principale: potenziare il trasporto pubblico. Quel poco che è stato fatto è di prima dell´accensione delle telecamere. Doveva essere solo l´inizio».

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