Ho aderito alla campagna di sensibilizzazione dei diritti LGBT promossa da ArciLesbica Zami che ha invitato le candidate e i candidati alle elezioni per la Regione Lombardia 2010 a sottoscrivere una lista di impegni garantendo, in caso vengano eletti consiglieri regionali, di promuovere l’uguaglianza e combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e l’espressione di genere.
Ecco il testo dell’Adesione:
Vi confermo che, come candidato al Consiglio regionale della Regione Lombardia nella lista del Partito Democratico della provincia di Milano, aderisco pienamente e mi impegno in caso di elezione a sostenere le ragioni e le proposte della piattaforma.
Confermo sin da ora anche il mio impegno per fare in modo che la Regione Lombardia superi il suo ritardo politico e culturale e si unisca alle molte altre amministrazioni locali italiane nella Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY).
Aderisci e promuovi l’appello perchè Milano (e l’Italia) colmi al più presto il gap tecnologico e culturale rispetto agli altri paesi.
Intendiamo creare un movimento per l’inserimento del wireless fra i servizi essenziali, a partire dalle grandi città, in primis Milano.
Per questo abbiamo promosso una petizione on line a sostegno dell’inserimento nel Piano di Governo del Territorio di Milano (il vecchio piano regolatore) lo sviluppo della rete wireless tra i servizi essenziali delle nuove urbanizzazioni, al pari delle fognature, dell’acqua, della luce e del gas.
EMENDAMENTO N. 293: wireless fra i servizi essenziali
Adozione del Piano di Governo del Territorio articolato nel Documento di Piano, nel Piano dei Servizi e nel Piano delle Regole, ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 della L.R. 11 marzo 2005 e s.m.i.
Piano dei Servizi
Relazione Generale e Catalogo della ricognizione dell’offerta dei Servizi
- Norme di Attuazione – ART. 7 COMMA 1 PUNTO B aggiungere il punto “iv”: “reti informatiche e sistemi di diffusione wireless per l’accesso a internet” e in conseguenza aggiungere il comma 9 “le installazioni funzionali alla realizzazione di reti wireless che consentano l’accesso libero e gratuito alla rete dagli spazi pubblici cittadini per la loro rilevanza per lo sviluppo economico della città.
Perché questo sia possibile è necessario contare sulla mobilitazione della rete, dal basso. Soltanto un ampio movimento potrà fare sì che questa richiesta che va contro i grandi interessi delle compagnie telefoniche sia presa in considerazione e inserita. E’ solo il primo passo per affermare il diritto a internet, al web, alla libertà di espressione.