La centralina di Via Senato, in piena zona ecopass, ha registrato sabato il decimo giorno di superamento della soglia di allarme per la concentrazione di PM10 dall’inizio dell’anno. 10 giorni su 16 che mettono Milano in testa alla classifica nazionale di questo inizio del 2010. E’ il sesto giorno consecutivo di superamento del limite e, cosa preoccupante, le centraline di Via Senato e del Verziere, in zona ecopass, registrano dati più alti di quella di Città Studi. E’ chiaro che aspettare aprile – cioè le elezioni regionali – per ragionare su ecopass come vogliono fare Moratti, De Corato e Formigoni significa speculare sulla pelle e sui polmoni dei milanesi.
Maurizio Baruffi, consigliere comunale del PD.
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Da il Giornale del 9 gennaio 2009 di Giannino della Frattina.
Una cura da cavallo per l’ortomercato. A ordinarla il sindaco Letizia Moratti che ha chiesto al direttore generale del Comune Giuseppe Sala una terapia d’urto per una delle piaghe più difficili da risanare. Basta politici a capo della Sogemi, la società comunale che gestisce l’area e i padiglioni, ora sarà la volta di un manager che possa esibire una lunga esperienza nel privato. O, magari, di un commissario dal pugno di ferro per debellare lavoro nero, criminalità, spaccio di stupefacenti e soprattutto la ’ndrangheta che in via Lombroso continua a farla da padrona. Di pochi giorni fa la notizia della sospensione per la licenza dello Sharm El Sheik, un night al centro di numerosi episodi criminali. Tra cui un omicidio il 29 marzo e una mega rissa lo scorso 27 dicembre. Già cominciati i colloqui dei manager nello studio di Sala a Palazzo Marino, ma l’ipotesi più probabile sembra poter essere quella di un commissario. Anche per mettere a posto conti ormai in profondo rosso dopo il fallimento del tentativo di «finanza creativa» inserito nei passati bilanci di Palazzo Marino con la rivalutazione delle aree di proprietà della Sogemi per l’edificazione della Città del gusto. Uno dei tanti progetti pensati per Expo e già tramontati. Facendo nuovamente crollare il bilancio. Ma l’area fa gola a molti e con il probabile trasferimento fuori città dei padiglioni, nella zona si aprirà un’asta miliardaria per una mega speculazione edilizia che fa gola agli immobiliaristi. Anche per questo i consiglieri del Pd Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi chiedono alla Moratti di istituire una commissione d’inchiesta sulla Sogemi.
Di certo, al momento, è che a spostarsi sarà l’attuale presidente Roberto Predolin, ex assessore comunale in quota An, che Ignazio La Russa dirotterà su Milano ristorazione al posto del professor Michele Carrubba. Un nutrizionista messo lì dalla Moratti che ora sarà invece reimpiegato nel comitato scientifico di Expo. Un giro di poltrone che darà l’avvio al rinnovo dei vertici nelle più importanti società ed enti comunali. Scade infatti lunedì il bando per la presentazione delle candidature e le trattative tra sindaco e partiti sono già cominciate. Sicura la partenza di un altro professore, il bocconiano di area ciellina Lanfranco Senn candidato, senza molto successo, nella Lista Moratti alle ultime elezioni e ricompensato con la presidenza di Mm. Al suo posto la Moratti vorrebbe un tecnico in grado di gestire la faraonica partita della costruzione delle nuove linee del metro da mettere in cantiere in vista dell’Expo. Ma anche il mercato internazionale e le gare all’estero, verso cui la società di via del Vecchio Politecnico si sta sempre più orientando. Difficile pensare a un ritorno di Giulio Burchi, anche se l’uomo che Gabriele Albertini mise a capo della società si è rivisto in circolazione. Ma non per Mm. La sua candidatura è per la Serravalle, la società che gestisce un tratto dell’autostrada per Genova e le tangenziali milanesi. Anche se il presidente Giampio Bracchi e l’ad Massimo Di Marco sono ben saldi al loro posto. Un varco per Burchi potrebbe aprirsi allora al vertice di Atm, dove la posizione di Elio Catania non sembra più così sicura. Al sindaco Moratti non sono piaciuti i frequenti incidenti, una manutenzione al risparmio e qualche accumulo di cariche (e stipendi) di troppo. Più tranquillo invece Giuseppe Bonomi, l’avvocato in quota Lega sicuramente riconfermato al vertice di Sea. Solo rimandate, invece, le ghiotte partite per Amsa, Milano sport e A2A.
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Alessandro De Pascale intervista Maurizio Baruffi su Terra dell’8 gennaio.
INTERVISTA. Baruffi (Pd): «Se il Comune agisse sempre così contro l’inquinamento, la città sarebbe migliore»
Maurizio Baruffi è consigliere comunale del Partito democratico a palazzo Marino. Da sempre è impegnato nel combattere l’elettrosmog. Più volte ha portato all’attenzione del Consiglio casi di ripetitori, soprattutto di quelli situati nei pressi delle scuole, che potevano costituire un rischio per la popolazione. Promotore di una mappatura degli impianti esistenti in città e del piano regolatore delle antenne. Baruffi fin dall’inizio ha seguito la questione di via Turati.
In questo caso specifico, come ha operato a suo parere la Giunta Moratti?
Sicuramente ha fatto valere i diritti della città. Quelle antenne sono in pieno centro e di certo non potevano passare inosservate. L’azione dell’amministrazione è stata condotta bene. Il Comune ha fatto ricorso a tutti gli strumenti e i mezzi che aveva a disposizione. Se palazzo Marino agisse in questo modo per tutte le questioni che riguardano l’inquinamento, Milano oggi sarebbe una città migliore.
Le radio nel ricorso al Tar hanno contestato l’eccesso e la carenza di potere del Comune, vista la competenza statale in materia. Cosa ne pensa?
Il Tar ha riconosciuto agli enti locali, e nel caso in questione al Comune di Milano, potere di vigilanza e controllo, sia sanitaria che ambientale, facendo ricorso proprio alle Agenzie di protezione dell’ambiente. Quindi è proprio avvalendosi dell’Arpa che le amministrazioni esercitano i controlli sulle esposizioni della propria cittadinanza ai campi elettromagnetici e sullo stato dell’ambiente.
Però le radio sostengono che avendo regolare licenza ministeriale possono trasmettere?
Infatti possono farlo, senza però che i loro impianti possano arrecare rischi per la salute dei cittadini. Spesso a Milano ci sono stati casi di antenne installate vicino alle scuole materne. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione. Ormai esistono diversi studi sui rischi provocati dall’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche. Serve prima una corretta pianificazione territoriale, anche per i ripetitori.
Secondo lei queste radio ricorreranno in appello?
È molto probabile. Nonostante il Tar abbia bocciato tutte e cinque le motivazioni del ricorso presentato dalle radio. Un buon segnale.
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