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Stop alle auto, 537 multe e proteste

Domenica a piedi. Polemiche sulle deroghe. Moratti: un successo, record di visitatori alle mostre. Inquinamento in calo. Baruffi: «Troppe deroghe, lo stop s’è rivelato una farsa. E poi, rispetto all’ultimo stop, i controlli sono calati del 10%, le multe del 20».
Ecco l’articolo dal Corriere della Sera on line:

Domenica a piedi
Stop alle auto, 537 multe e proteste
Polemiche sulle deroghe. Moratti: un successo, record di visitatori alle mostre. Inquinamento in calo

MILANO – «Io devo rispondere ai cittadini che mi hanno eletto». Nonostante la pioggia, nonostante le polemiche, Letizia Moratti non è pentita affatto: «Sono felicissima, anzi. Il blocco è andato bene, i cittadini hanno capito e la città ha vissuto una giornata di festa». A fine giornata parleranno i numeri: 537 multe (furono 697 in occasione dell’ultimo blocco di un mese fa), diecimila visitatori alle mostre di Palazzo Reale, 80 mila passeggeri in più sui mezzi pubblici.

Festa, certo. Dalla Galleria alle stazioni del metrò. Porte aperte anche a Palazzo Marino, per l’occasione invaso da mamme e bambini. L’ultima domenica a piedi della stagione («ora ci concentreremo sulle misure strutturali») è una pioggerellina fine e fastidiosa che pulisce l’aria dalle polveri (20 microgrammi per metro cubo, se non è record poco ci manca), ma non dalle polemiche. Le deroghe concesse alle sfilate, intanto. Dietro corso Garibaldi ci sono file di auto in doppia fila per una delle tante passerelle in calendario. Una comitiva di ciclisti s’infuria, vola anche qualche parola. Non solo moda, comunque. Via libera anche alle auto di medici, infermieri, giornalisti, farmacisti, edicolanti, preti, fiorai, pasticcieri. E politici, almeno quelli alle prese con la campagna elettorale. Solo venti, dicono dal Comune, quelli che avrebbero fatto richiesta di un pass. I nomi, polemica nella polemica, rimarranno chiusi nel cassetto. Ragioni di privacy. Non bastasse, arriva la denuncia del presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri: «Il risultato di una cosa scritta male e interpretata peggio è stato che in città sono girate per tutto il giorno auto “elettorali” senza i potenziali eletti, “galoppini” senza i candidati a bordo». «Troppe deroghe, lo stop s’è rivelato una farsa. E poi, rispetto all’ultimo stop, i controlli sono calati del 10%, le multe del 20», punta il dito il pd Maurizio Baruffi.

«Osservatori» scrupolosi della domenica ecologicamente corretta, invece, i due principali contendenti per la corsa al Pirellone: l’uno (Formigoni) in giro con auto a metano, l’altro (Penati) in metrò. Il vicesindaco Riccardo De Corato allarga le braccia. Le deroghe ai politici? «Non ne valeva la pena. E io non le avrei date. Qualche burocrate zelante ce le ha infilate dentro » . Pazienza. «Qualche migliaia di auto in giro per la città, a fronte— sottolinea la Moratti — delle 120 mila di una domenica “normale”». Meglio, molto meglio, in ogni caso, una giornata a piedi rispetto alle targhe alterne invocate dalla Lega. Questione di numeri, dice il sindaco. «Con lo stop alle auto si arriva al venti per cento di emissioni in meno, con l’altro provvedimento tampone il segno meno non supera il due per cento. La Moratti non lo dice apertamente, ma fa capire che la stagione delle domeniche senz’auto si chiude qui. «Ora misure strutturali», giura . A partire dai collegamenti pubblici con l’hinterland su cui «Atm sta già lavorando». Capitolo Ecopass, infine. Applicare il ticket anche ai diesel euro 4 e 5 s’è rivelata una scelta giusta. Lo dicono i dati: «Nelle ultime due settimane di febbraio la concentrazione di polveri è scesa sensibilmente». L’assessore all’Ambiente Paolo Massari fa circolare qualche dato, troppo grezzo però per un giudizio definitivo. Dal primo al 14 febbraio le concentrazioni di Pm10 avrebbero viaggiato intorno ai 68 microgrammi per metro cubo. Nella seconda parte del mese si sarebbe scesi a quota 52. Ma della cancellazione definitiva delle deroghe se ne riparlerà a urne chiuse. Appuntamento ad aprile.

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Un progetto antismog con Torino

Il Comune: “interventi insieme”. Moratti incontra Chiamparino. Baruffi: “ci voglio misure di emergenza a partire dal blocco totale del traffico domenica”.

On line l’articolo di Repubblica del 17 febbraio 2010: scarica in formato pdf

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Pm10, resta alto l’allarme smog soglie massime europee superate

Inquinamento: già 35 giorni di sforamento dei limiti di polveri sottili nell’aria. Il consigliere PD Baruffi: “sulle priorità la politica del Comune si dimostra fallimentare”.
Scarica l’articolo di E Polis del 16 febbraio 2010: scarica in formato pdf.

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Rivoluzione Atm, meno tram in centro

Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti. Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».

L’articolo di Alessia Gallione su Repubblica Milano.

Rivoluzione Atm, meno tram in centro
Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti.
di Alessia Gallione

Meno tram che attraverseranno il centro. La rivoluzione inizierà prima dell’estate dai mezzi più lunghi, quelli da 35 metri che oggi partono dalla periferia per arrivare in piazza Fontana, via Dogana o Duomo. E che, in futuro, interromperanno la corsa ai margini della Cerchia dei Bastioni per essere sostituiti con viaggi in metropolitana, bus ecologici o altri tram più piccoli.

È la novità del piano per la sicurezza presentato dal presidente di Atm Elio Catania al sindaco Letizia Moratti. Un elenco di «interventi strutturali», li definiscono, per cui verranno investiti 125 milioni di euro in tre anni su un totale di 847 milioni destinati a migliorare «l’efficienza e la qualità»: dal via libera alle nuove corsie preferenziali “congelate” nei mesi scorsi —� che verranno protette anche da telecamere — fino ai semafori “ intelligenti” agli incroci potenzialmente pericolosi e all’a utomatizzazione degli scambi.

A sollecitare un piano per la sicurezza era stata Letizia Moratti, dopo l’ultimo incidente tra due tram in piazza Firenze. Un maggiore sforzo, aveva chiesto il sindaco. Che ieri, dopo l’incontro con il presidente di Atm, si è dichiarata soddisfatta: «Da questo piano mi aspetto un significativo e ulteriore miglioramento della sicurezza e della qualità del servizio». Fa eco Elio Catania: «Queste iniziative sono indispensabili per garantire la fluidità e la regolarità del servizio».

Si parte dalle corsie protette: 35 i chilometri in più promessi nei prossimi tre anni; 18 quelli già condivisi da Atm e Comune — da corso XXII Marzo a via Ripamonti — su cui è stata impressa un’a ccelerazione. Ancora da valutare, invece, via Coni Zugna. L’i ntervento più urgente riguarderà i semafori: Atm ha fatto una mappa di 35 incroci critici. Verranno ricalibrati i semafori dando, dove possibile, la priorità ai mezzi pubblici. In 21 casi (Procaccini, Porta Romana, Porta Vigentina e Coni Zugna) i ritocchi sono già avvenuti. Il resto (da via Farini a corso Sempione fino a Pagano) verranno aggiornati entro fine mese.

È destinata a far discutere, invece, la «razionalizzazione» della rete dei tram del centro: una riduzione dei mezzi che oggi lo attraversano, quelli più lunghi ma anche altri meno utilizzati, con la modifica di alcuni percorsi e capolinea e l’istituzione di servizi navetta. Con un obiettivo, dice il vicesindaco Riccardo De Corato: «Togliere dal centro i tram più lunghi che possono causare ingorghi o rallentamenti».

Si inizierà da maggio e si andrà avanti per i prossimi tre anni. Non prima, precisa Palazzo Marino «di averne discusso con il consiglio comunale, i consigli di zona e tutti gli interessati». Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».

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Omnimilano-SMOG, BARUFFI (PD): SGRETOLATO BLOCCO IDEOLOGICO PARTITO DELL’AUTO

(OMNIMILANO) Milano, 31 gen – “Il blocco del traffico privato dalle 10 alle 18 è stato vissuto bene dai milanesi, come può testimoniare chiunque oggi abbia girato un po’ per la città.
Se poi anche Formigoni e De Corato sono finalmente riusciti ad ammettere che si è trattato di una giornata positiva, significa che un risultato è stato raggiunto. Il blocco ideologico del partito dell’auto a tutti i costi si è sgretolato.
Fermare il traffico privato qualche domenica durante la stagione invernale in modo programmato può servire a ridurre gli accumuli di pm10 e a rendere la città più vivibile”. Così Maurizio Baruffi, consigliere comunale del Pd, sul blocco auto di oggi.

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Pannicelli caldi

Si tratta di un dolce molto semplice che non ha nessuna sostanza (da qui il detto “prendere pannicelli caldi” per dire “prendere cose da poco, che non risolvono nulla”).

E’ sempre emergenza smog a Milano. Servizio sul LA7 di Andrea Soglio con intervista a Maurizio Baruffi (20 gennaio 2010).

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E spunta l’emendamento sulle piste ciclabili

Armando Stella sul Corriere della Sera del 13 gennaio 2010:

E spunta l’ emendamento sulle piste ciclabili
La proposta: per l’ opposizione non serve un anello attorno alla città, ma una rete di percorsi per le due ruote

Prima del «filo rosso», e cioè del ricamo turistico tra i parchi periferici della città, il Comune «ricucia la coperta scucita delle piste ciclabili del centro, quella usata tutti i giorni dai milanesi». Nei faldoni di emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, c’ è una piccola richiesta firmata da Maurizio Baruffi (pd) e Carlo Montalbetti (Lista civica). I consiglieri propongono una modifica a pagina 238 del Pgt e il testo da aggiungere è il seguente: «L’ amministrazione considera essenziale lo sviluppo della mobilità ciclistica per ragioni strettamente legate alla mobilità urbana quotidiana delle persone e non solo a motivi di svago e di tempo libero». Giurano i promotori: «Questo non è ostruzionismo. La bici deve avere pari dignità con gli altri mezzi di trasporto». Il «filo rosso» è un percorso ciclopedonale nel verde immaginato dal Pgt sulla linea del parco orbitale, il Metrobosco attorno a Milano. La «coperta scucita» è la mappa disegnata dai volontari di Ciclobby in un anno di censimento, pista per pista, moncone per moncone. Tipo: la corsia di viale Caprilli che si perde in piazzale Lotto e ricompare in viale Monte Rosa, dove il tratto riservato alle due ruote è però «accidentato e inutile». Per non dire del marciapiede colorato di rosso e mai segnalato alla Bicocca, «un lavoro fatto a metà». E così elencando, da viale Elvezia a viale Murillo, dal percorso sghembo tra via XX Settembre e la Triennale all’ assenza di protezioni in Porta Tenaglia: «Palazzo Marino deve riprendere il masterplan della mobilità ciclabile elaborato dalle associazioni in accordo con l’ ex assessore Edoardo Croci e dimenticato in un cassetto», sostiene il presidente di Ciclobby, Eugenio Galli. Perché? «Milano ha bisogno di un progetto organico. Ci hanno pensato Bolzano, Reggio Emilia, Parma, Mestre. È così in tutta Europa. Perché a Milano non è possibile? Serve una politica con visione ampia e concreta dei problemi». Il cicloturismo dopo. Verrà. Assieme ai raggi verdi, agli itinerari nei parchi pubblici: «Prima pensiamo alla sicurezza di chi usa le bicicletta per andare al lavoro», dice Baruffi. È scritto anche nell’ emendamento: «Solo dopo aver cucito la coperta, essenziale per garantire pari dignità alla mobilità urbana su bicicletta rispetto alle altre forme di mobilità, si potrà procedere ai ricami». Un accordo è possibile?

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L’Ecopass non fa più cassa stop ai soldi per i bus e i tram

Articolo di Teresa Monestiroli da Repubblica dell’8 gennaio 2010.

Nel 2010 Ecopass incasserà poco più di quello che serve per pagare la gestione del servizio. Quindi non ci saranno soldi per il potenziamento dei mezzi pubblici promesso dal Comune. E rispunta l’idea di una sanatoria per i verbali del gennaio 2008 nei cosiddetti varchi-trappola da parte di Palazzo Marino

Solo di gestione l´Ecopass costa 6,5 milioni di euro. Così almeno è stato nel 2008, primo anno di ticket antismog. Il resto del guadagno, ha sempre detto il sindaco Moratti, «sarà investito nel potenziamento del trasporto pubblico». Peccato che il “resto” sia poca roba: 5 milioni di euro nel 2008 (contro i 17,5 previsti nel bilancio), 3,5 milioni nel 2009 (invece di 8,5). E nel 2010 si scenderà ancora. L´assessore al Bilancio, Giacomo Beretta, prevede un incasso di 10 milioni – cifra che verrà inserita nel bilancio previsionale 2010 – ma i tecnici calcolano non più di 7 milioni in tutto.

Di conseguenza, il 2010 si chiuderà in pari: quello che entrerà nelle casse di Palazzo Marino servirà a pagare i costi di gestione del servizio. Con i cittadini il Comune vuole regolare vecchi conti: centinaia di migliaia di multe, prese per Ecopass nel 2008 e allora non pagate, in primavera saranno recapitate a casa con gli interessi. Ma attenzione: rispunta l´idea di una sanatoria per i verbali del gennaio 2008 nei cosiddetti varchi-trappola, tipo corso Magenta. Una sanatoria che resta però improbabile per le difficoltà legali a realizzarla. Dal punto di vista economico, invece, Ecopass è stato un disastro.

Eppure l´intento è sempre stato chiaro: combattere lo smog e far cassa per investire sulla mobilità sostenibile. Un tentativo c´è stato, in realtà. Da quando Ecopass è partito, infatti, i milanesi hanno potuto usufruire di 1.300 corse di Atm in più. Iniziativa che ha portato un aumento di 22mila passeggeri al giorno sulle linee della metropolitana. Corse pagate quasi completamente con i soldi degli automobilisti nel 2009, ma che già nel 2009 il Comune ha coperto usando anche fondi propri. E quest´anno? O si attinge alle riserve, già risicatissime, di Palazzo Marino o si cancellano le nuove corse. Se il Comune fosse una multinazionale il manager che ha fatto i conti probabilmente sarebbe già a casa. Nel bilancio previsionale 2008 infatti i proventi Ecopass erano 24 milioni. Alla fine dell´anno gli incassi reali sono stati 11.964.044, meno della metà.

Nel 2009, nonostante i risultati del primo anno, nel bilancio previsionale furono indicato 15 milioni. Il guadagno reale – ancora non ufficiale – non supererà i 10, se non meno. A fine giugno 2009 era 5.881.855. Ma cos´è che ha fatto sballare tutte le previsioni? Prima di tutto la deroga ai diesel euro 4, esentati dal ticket ma inseriti nel bilancio. Secondo, il progressivo calo dei paganti, scesi al 16,9 per cento di chi entra nell´area dei Bastioni. «Dopo due anni – spiega Manfredi Palmeri, presidente del consiglio comunale – ci sono le condizioni per prevedere con più esattezza gli introiti Ecopass perché per la prima volta le deroghe sono state fatte prima del bilancio».

Si può solo sperare, però, che i veicoli soggetti al ticket non scendano ancora. «Il cambio delle auto c´è già stato – dice Beretta – nel 2010 si incasserà come nel 2009». «Il fallimento di Ecopass – spiega Maurizio Baruffi del Pd – è che non è stata realizzata la promessa principale: potenziare il trasporto pubblico. Quel poco che è stato fatto è di prima dell´accensione delle telecamere. Doveva essere solo l´inizio».

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Carico e scarico: il TAR boccia il Comune

No a regole così restrittive. Vincono i commercianti. Il PDL esulta, il PD si schiera con la giunta. Baruffi: “questo intervento del TAR mi sembra improprio. La stuazione incivile è sotto gli occhi di tutti e se il Comune cerca di regolamentare non si capisce perchè il TAR debba intervenire. Vengano i giudici a scrivere le delibere”.
Scarica l’articolo del Corriere della Sera del 4 dicembre: 2009120414386157

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Sospeso l’ecopass. Polemiche

Ecopass sospeso il 7 e 8 dicembre. Polemiche in Comune. Per Baruffi “in questo modo si contribuisce a far sì che l’ecopass funzioni sempre meno. Quando in centro c’è il massimo richiamo di persone dovrebbero esserci le strade più sgombre e non più intasate”.
Scarica l’articolo del corriere della Sera del 4 dicembre 2009: 2009120414386135

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