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«Rimosse le luminarie multietniche in via Padova, il Comune le rimetta»

La denuncia della cooperativa comin e del Pd milanese

«Rimosse le luminarie multietniche in via Padova, il Comune le rimetta»

Tolta la scritta «Buone feste» in italiano e altre lingue. La replica di Cadeo: spostate per non creare «ghetto»

Dal Corriere della Sera on line

La scritta «Auguri» che ha sostituito quelle in altre lingue (Fotogramma)
La scritta «Auguri» che ha sostituito quelle in altre lingue (Fotogramma)

MILANO – Sono durate solo dieci giorni le luminarie natalizie «multietniche» in via Padova, frutto di un progetto artistico dell’artigiano Claudio Sighieri. Vicino a un cuore rosso, c’era la scritta «Buone feste» in italiano e nelle altre lingue parlate dai residenti di uno dei quartieri più multietnici della città: francese, spagnolo, inglese, cinese, arabo, russo… Le luci, però, non hanno fatto in tempo ad essere accese: oggi sono già state rimosse. Al loro posto è stata collocata la scritta «Auguri» in italiano. «Ci risulta che l’”intervento riparatore” sia stato ordinato dall’assessore all’Arredo Urbano, Maurizio Cadeo (competente per i progetti di illuminazione artistica della città) a seguito, a suo dire, delle “proteste di famiglie e cittadini”», riferisce in una nota la cooperativa Comin, che opera nel quartiere.

«NON CANCELLATE LE DIFFERENZE» – «Ebbene noi, sicuri di interpretare il pensiero di altre persone che vivono in via Padova e che ci hanno sollecitato a prendere posizione, riteniamo che le differenze non si possono cancellare staccando un interruttore – prosegue la nota-. Questo è infatti il significato che noi, come molti altri che vivono nel quartiere, abbiamo attribuito all’intervento dell’assessore. Un messaggio, se così fosse, che riteniamo inaccettabile e anche lesivo dell’immagine cosmopolita di cui Milano è sempre andata giustamente orgogliosa. Ci auguriamo che si tratti soltanto di un grande equivoco e per questo richiediamo, per smorzare all’origine ogni polemica, che le luminarie in tutte le lingue siano ripristinate quanto prima».

LA PROTESTA DEL PD – Roberto Cornelli, segretario Pd metropolitano, Marta Battioni, segreteria provinciale, e Daniela Pistillo, responsabile punto Pd di via Padova, in una nota a nome del Partito Democratico di Milano denunciano «lo spreco di denaro pubblico che si è reso necessario per l’installazione, la rimozione e poi di nuovo l’installazione della nuova luminaria. Ma anche l’ennesima occasione sprecata dall’amministrazione del centrodestra di aprire la nostra città alle culture del mondo, per coinvolgere tutte le comunità che a Milano lavorano e vivono. Insieme all’augurio multilingue si rimuove la vocazione milanese di internazionalità e ospitalità». «Milano non può diventare Adro – hanno affermato Pierfrancesco Maran e Maurizio Baruffi, consiglieri comunali del Pd -. Le feste sono un momento di unità e pensare che le scritte in lingua urtino la sensibilità di qualcuno è da cretini». «Sembra che la convivenza, alla quale tanti residenti italiani e stranieri del quartiere stanno lavorando – ha rincarato la dose Luciano Mulhbauer, coordinatore di Fds – dia fastidio e che si voglia creare a tutti i costi dei conflitti ed evocare paure anche dove non ci sono».

CADEO: NON CREARE GHETTO – «Ho ritenuto opportuno spostare le scritte, compresa quella in italiano, in una delle vie di accesso alla città di Milano, come per esempio viale Forlanini, perché ritengo che l’integrazione non possa essere utilizzata a fini di strumentalizzazione politica e che i veri valori dell’integrazione si concretizzano nel non creare quartieri ghetto: l’integrazione deve essere estesa a tutta la città». Questa la replica, affidata ad un comunicato, di Maurizio Cadeo, assessore all’Arredo urbano del Comune di Milano, in merito alla polemica sulla rimozione delle luminarie multietniche in via Padova. «L’illuminazione di via Padova con il progetto dei cuori di luce è stata fortemente voluta e pagata dal Comune di Milano al di fuori del bando delle luminarie natalizie indetto dal Comune e dalla Camera di Commercio come segnale forte di attenzione di una importante via di periferia» continua Cadeo, spiegando che «l’aggiunta di scritte in diverse lingue è nata da una richiesta di alcuni soggetti del mondo associazionistico culturale all’allestitore Seghieri». «Siamo di fronte – conclude l’assessore – a speculazioni politiche come dimostra la reazione dell’opposizione, una reazione che documenta come si cerchi di sfruttare strumentalmente l’integrazione in ogni occasione, compreso il Natale».

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