Giro di valzer per Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Dopo aver portato un saluto ai duemila anziani radunati al Palalido di Milano per la festa di primavera, il presidente lombardo si è concesso un ballo con il sindaco tra un nugolo di signore attempate che li hanno applauditi calorosamente. Così il candidato del Pdl ha voluto mettere a tacere le presunte frizioni tra lui e il primo cittadino: «Con il sindaco Moratti non c’è mai stata nessuna guerra». La Moratti si è detta fiduciosa che sia dimostrata la legittimità delle firme a supporto del listino di Formigoni. Quanto al ballo, Formigoni ha avuto qualche difficoltà: «Ammetto che non so ballare – ha scherzato – ma una signora mi ha detto che ha imparato a ballare a 70 anni, c’è una speranza anche per me». Anche la Moratti non ha risparmiato le energie, passando dalla polka al valzer al liscio. Ma il ballo ha portato con sé un mare di polemiche. Per il Pd il candidato al Pirellone non ha rispettato le regole della campagna elettorale. «Si è usata un’iniziativa istituzionale del Comune per consentire una passerella elettorale a un candidato la cui legittimità è in dubbio» attacca il consigliere Maurizio Baruffi, in corsa per un seggio -. Che il sindaco voglia lanciare messaggi da campagna elettorale attraverso il sito del Comune (dove è stata pubblicata una foto del ballo, ndr) è una spregevole violazione delle regole che vigono in campagna elettorale, oltre che una caduta di stile» (Ansa)
Foto dal Corriere della Sera.
Il comunicato di Palazzo Marino incriminato.
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Il ballo delle polemiche
mar 3
Domenica a piedi. Polemiche sulle deroghe. Moratti: un successo, record di visitatori alle mostre. Inquinamento in calo. Baruffi: «Troppe deroghe, lo stop s’è rivelato una farsa. E poi, rispetto all’ultimo stop, i controlli sono calati del 10%, le multe del 20».
Ecco l’articolo dal Corriere della Sera on line:
Domenica a piedi
Stop alle auto, 537 multe e proteste
Polemiche sulle deroghe. Moratti: un successo, record di visitatori alle mostre. Inquinamento in caloMILANO – «Io devo rispondere ai cittadini che mi hanno eletto». Nonostante la pioggia, nonostante le polemiche, Letizia Moratti non è pentita affatto: «Sono felicissima, anzi. Il blocco è andato bene, i cittadini hanno capito e la città ha vissuto una giornata di festa». A fine giornata parleranno i numeri: 537 multe (furono 697 in occasione dell’ultimo blocco di un mese fa), diecimila visitatori alle mostre di Palazzo Reale, 80 mila passeggeri in più sui mezzi pubblici.
Festa, certo. Dalla Galleria alle stazioni del metrò. Porte aperte anche a Palazzo Marino, per l’occasione invaso da mamme e bambini. L’ultima domenica a piedi della stagione («ora ci concentreremo sulle misure strutturali») è una pioggerellina fine e fastidiosa che pulisce l’aria dalle polveri (20 microgrammi per metro cubo, se non è record poco ci manca), ma non dalle polemiche. Le deroghe concesse alle sfilate, intanto. Dietro corso Garibaldi ci sono file di auto in doppia fila per una delle tante passerelle in calendario. Una comitiva di ciclisti s’infuria, vola anche qualche parola. Non solo moda, comunque. Via libera anche alle auto di medici, infermieri, giornalisti, farmacisti, edicolanti, preti, fiorai, pasticcieri. E politici, almeno quelli alle prese con la campagna elettorale. Solo venti, dicono dal Comune, quelli che avrebbero fatto richiesta di un pass. I nomi, polemica nella polemica, rimarranno chiusi nel cassetto. Ragioni di privacy. Non bastasse, arriva la denuncia del presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri: «Il risultato di una cosa scritta male e interpretata peggio è stato che in città sono girate per tutto il giorno auto “elettorali” senza i potenziali eletti, “galoppini” senza i candidati a bordo». «Troppe deroghe, lo stop s’è rivelato una farsa. E poi, rispetto all’ultimo stop, i controlli sono calati del 10%, le multe del 20», punta il dito il pd Maurizio Baruffi.
«Osservatori» scrupolosi della domenica ecologicamente corretta, invece, i due principali contendenti per la corsa al Pirellone: l’uno (Formigoni) in giro con auto a metano, l’altro (Penati) in metrò. Il vicesindaco Riccardo De Corato allarga le braccia. Le deroghe ai politici? «Non ne valeva la pena. E io non le avrei date. Qualche burocrate zelante ce le ha infilate dentro » . Pazienza. «Qualche migliaia di auto in giro per la città, a fronte— sottolinea la Moratti — delle 120 mila di una domenica “normale”». Meglio, molto meglio, in ogni caso, una giornata a piedi rispetto alle targhe alterne invocate dalla Lega. Questione di numeri, dice il sindaco. «Con lo stop alle auto si arriva al venti per cento di emissioni in meno, con l’altro provvedimento tampone il segno meno non supera il due per cento. La Moratti non lo dice apertamente, ma fa capire che la stagione delle domeniche senz’auto si chiude qui. «Ora misure strutturali», giura . A partire dai collegamenti pubblici con l’hinterland su cui «Atm sta già lavorando». Capitolo Ecopass, infine. Applicare il ticket anche ai diesel euro 4 e 5 s’è rivelata una scelta giusta. Lo dicono i dati: «Nelle ultime due settimane di febbraio la concentrazione di polveri è scesa sensibilmente». L’assessore all’Ambiente Paolo Massari fa circolare qualche dato, troppo grezzo però per un giudizio definitivo. Dal primo al 14 febbraio le concentrazioni di Pm10 avrebbero viaggiato intorno ai 68 microgrammi per metro cubo. Nella seconda parte del mese si sarebbe scesi a quota 52. Ma della cancellazione definitiva delle deroghe se ne riparlerà a urne chiuse. Appuntamento ad aprile.
Scacco al blocco
feb 23
Migliaia di permessi, la moda batte lo smog. Scampato pericolo per pret-à-porter e grande rassegna femminile autunno-inverno. Ok dal Comune per superare i divieti. Baruffi: “una buffonata. Gli stilisti dovrebbero promuovere i mezzi elettrici”.
Scarica l’articolo del giorno del 23 febbraio 2010: scarica in formato pdf
Il Comune: “interventi insieme”. Moratti incontra Chiamparino. Baruffi: “ci voglio misure di emergenza a partire dal blocco totale del traffico domenica”.
On line l’articolo di Repubblica del 17 febbraio 2010: scarica in formato pdf
In rio De Janeiro e Bernini lavori fermi, indaga anche la Procura. Baruffi: “il Comune faccia rispettare le regole tutelando i citadini e non solo chi costruisce i parcheggi”.
Scarica l’articolo da Repubblica Milano del 15 febbraio 2010: scarica in formato pdf.
Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti. Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».
L’articolo di Alessia Gallione su Repubblica Milano.
Rivoluzione Atm, meno tram in centro
Nel piano degli interventi nel biennio 2010-2012 c’è anche la ristrutturazione della rete, corsie riservate e semafori intelligenti.
di Alessia GallioneMeno tram che attraverseranno il centro. La rivoluzione inizierà prima dell’estate dai mezzi più lunghi, quelli da 35 metri che oggi partono dalla periferia per arrivare in piazza Fontana, via Dogana o Duomo. E che, in futuro, interromperanno la corsa ai margini della Cerchia dei Bastioni per essere sostituiti con viaggi in metropolitana, bus ecologici o altri tram più piccoli.
È la novità del piano per la sicurezza presentato dal presidente di Atm Elio Catania al sindaco Letizia Moratti. Un elenco di «interventi strutturali», li definiscono, per cui verranno investiti 125 milioni di euro in tre anni su un totale di 847 milioni destinati a migliorare «l’efficienza e la qualità»: dal via libera alle nuove corsie preferenziali “congelate” nei mesi scorsi —� che verranno protette anche da telecamere — fino ai semafori “ intelligenti” agli incroci potenzialmente pericolosi e all’a utomatizzazione degli scambi.
A sollecitare un piano per la sicurezza era stata Letizia Moratti, dopo l’ultimo incidente tra due tram in piazza Firenze. Un maggiore sforzo, aveva chiesto il sindaco. Che ieri, dopo l’incontro con il presidente di Atm, si è dichiarata soddisfatta: «Da questo piano mi aspetto un significativo e ulteriore miglioramento della sicurezza e della qualità del servizio». Fa eco Elio Catania: «Queste iniziative sono indispensabili per garantire la fluidità e la regolarità del servizio».
Si parte dalle corsie protette: 35 i chilometri in più promessi nei prossimi tre anni; 18 quelli già condivisi da Atm e Comune — da corso XXII Marzo a via Ripamonti — su cui è stata impressa un’a ccelerazione. Ancora da valutare, invece, via Coni Zugna. L’i ntervento più urgente riguarderà i semafori: Atm ha fatto una mappa di 35 incroci critici. Verranno ricalibrati i semafori dando, dove possibile, la priorità ai mezzi pubblici. In 21 casi (Procaccini, Porta Romana, Porta Vigentina e Coni Zugna) i ritocchi sono già avvenuti. Il resto (da via Farini a corso Sempione fino a Pagano) verranno aggiornati entro fine mese.
È destinata a far discutere, invece, la «razionalizzazione» della rete dei tram del centro: una riduzione dei mezzi che oggi lo attraversano, quelli più lunghi ma anche altri meno utilizzati, con la modifica di alcuni percorsi e capolinea e l’istituzione di servizi navetta. Con un obiettivo, dice il vicesindaco Riccardo De Corato: «Togliere dal centro i tram più lunghi che possono causare ingorghi o rallentamenti».
Si inizierà da maggio e si andrà avanti per i prossimi tre anni. Non prima, precisa Palazzo Marino «di averne discusso con il consiglio comunale, i consigli di zona e tutti gli interessati». Ma per il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi, «la ricetta per rendere più sicuri ed efficienti i mezzi pubblici è diminuire le auto in centro. L’errore, al di là della lunghezza dei tram, è quello di tagliare la continuità di linee comode per i passeggeri, che dovranno cambiare mezzi e non saranno invogliati a utilizzarli».
(OMNIMILANO) Milano, 31 gen – “Il blocco del traffico privato dalle 10 alle 18 è stato vissuto bene dai milanesi, come può testimoniare chiunque oggi abbia girato un po’ per la città.
Se poi anche Formigoni e De Corato sono finalmente riusciti ad ammettere che si è trattato di una giornata positiva, significa che un risultato è stato raggiunto. Il blocco ideologico del partito dell’auto a tutti i costi si è sgretolato.
Fermare il traffico privato qualche domenica durante la stagione invernale in modo programmato può servire a ridurre gli accumuli di pm10 e a rendere la città più vivibile”. Così Maurizio Baruffi, consigliere comunale del Pd, sul blocco auto di oggi.
Smog, la rassegna stampa
gen 25
Un po’ di rassegna stampa sull’emergenza smog a Milano.
- Smog. Caos in Comune sugli Euro4. Da Repubblica Milano del 1 febbraio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- De Corato frena sull’allerta smog, il PD minaccia: blocchiamo il PGT. Da Epolis Milano del 25 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Inquinamento fronte s’allarga. Baruffi: tirino fuori gli studi sulle malattie. Da Il Giorno del 25 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Smog l’appello del PD: in consiglio parliamo di PM10 e non di Pgt. Da Repubblica del 25 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Nove giorni con smog da record. Corriere della sera del 21 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Inquinamento da otto giorni sopra i limiti. Dal Corriere della sera del 20 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Smog, in città tira brutta aria, valori pm10 doppi rispetto ai limiti. Da DNews del 20 gennaio 2010: smog ottavo giorno dnews 20 gennaio
- Pm10, è allarme smog in città, otto giorni oltre la soglia limite. Da Epolis Milano del 20 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Bus più regolari. Resta lo smog. Da Metro del 20 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Smog, il PD rilancia l’allarme per il Centro. Da E Polis Milano del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Smog: 10 giorni sopra la soglia. Il PD: “discutere ora l’ecopass”. Da Il Giornale del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- Lo smog non dà tregua a Milano. Leggo Milano del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
- PM10, sei giorni neri. Da Metro del 18 gennaio 2010: scarica l’articolo in formato pdf
Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Appello antismog del Pd: “In consiglio parliamo di Pm10 invece che di Pgt”. Leggi l’articolo di Alessia Gallione da Repubblica Milano del 24 gennaio 2010
Le corsie-trappola riaprono alle moto. E il Pd lancia un appello contro lo smog.
Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Appello antismog del Pd: “In consiglio parliamo di Pm10 invece che di Pgt”
di Alessia Gallione
Ancora qualche giorno per sistemare i cartelli. Poi, dopo due anni di multe, polemiche, ricorsi ai giudici di pace e promesse — non ancora mantenute — di sanatorie, tre corsie trappola riservate ai mezzi pubblici e partite insieme ai varchi Ecopass saranno aperte alle moto. Si comincia con corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. Già questo fine settimana, al più tardi il prossimo lunedì, è la promessa del Comune. Ma altri via libera potrebbero arrivare.
«I vigili urbani stanno facendo verifiche in via Olivetani e via Mazzini: dove ci saranno garanzie di sicurezza cercheremo di far circolare le moto, che a differenza delle auto non creano intralci al traffico e doppie file», assicura il vicesindaco Riccardo De Corato. Nei giorni di smog alle stelle, però, il Pd torna a chiedere a Palazzo Marino più chilometri di percorsi protetti per bus e tram. E di interrompere la discussione sul Pgt per affrontare l’emergenza Pm10. «Sono ormai 13 i giorni consecutivi di sforamento della soglia di allarme; 17 giorni su 23 dall’inizio dell’anno. Non è più possibile fare finta di niente», dicono Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi.
Si erano accese il 2 gennaio del 2008, le telecamere messe a guardia delle quattro “corsie killer”. Ma, a differenza di quelle di Ecopass, erano sempre al lavoro: sette giorni su sette, 24 ore su 24, agosto compreso. E fin dall’inizio è stato altissimo il numero di multe distribuito. Solo l’occhio elettronico di corso Magenta, nel primo anno di vita, ha immortalato oltre 200mila persone; 177mila in corso di Porta Vigentina, 77mila in via Lamarmora. Anche lo scorso anno, in corso Magenta e corso di Porta Vigentina, si continuava a viaggiare a ritmi da 8mila sanzioni al mese.
Motociclisti, soprattutto, che spesso collezionavano più verbali per la stessa infrazione. E che adesso avranno libero accesso. Colpa di una segnaletica poco chiara, era stata l’accusa del leghista Matteo Salvini. Che adesso esulta: «Finalmente, dopo due anni qualcosa si muove. Andremo a brindare sotto i varchi. Per coerenza, però, l’amministrazione dovrebbe eliminare le centinaia di migliaia di multe che in questi due anni sono state contestate ai motociclisti».
Dopo che i giudici di pace hanno annullato molte contravvenzioni, Palazzo Marino ha annunciato una sanatoria per chi era passato nei primi mesi del 2008 da quelle corsie. Ma per cancellare i verbali, in Comune si attende ancora un parere della corte dei Conti. Soddisfatto per l’apertura agli scooter anche il vicecoordinatore cittadino del Pdl, Marco Osnato: «Abbiamo sanato un errore commesso due anni fa», dice. Nonostante aggiunga: «Adesso dobbiamo necessariamente provvedere ad aprire a moto e scooter anche via Olivetani, via Mazzini e via Carducci». Maurizio Baruffi del Pd non è contrario alle moto: «La vera questione, però, riguarda l’aumento dei chilometri di corsie riservate ai mezzi pubblici. De Corato ci dica quanti ne realizzerà nei prossimi sei mesi».
Il caso della scuola di via Corridoni: gruppo di lavoro inter-istituzionale. Il professor Masera che guida la clinica pediatrica del San Gerardo di Monza: troppo smog, ambiente sfavorevole. La Moratti: competenze dell’Asl, ora intervenga. Leggi l’articolo di Andrea Senesi dal Corriere della Sera del 22 gennaio 2010.
Allarme leucemie, l’esperto: «E’ colpa di una città malata»
l caso della scuola di via Corridoni: gruppo di lavoro inter-istituzionale.
Il professor Masera: troppo smog, ambiente sfavorevole. La Moratti: competenze dell’Asl, ora intervenga
MILANO – «Siamo in un ambiente sfavorevole, inutile girarci intorno». Giuseppe Masera da più di trent’anni si occupa di leucemie infantili alla clinica pediatrica del San Gerardo di Monza. L’ambiente è Milano, la grande malata di smog e di fumi tossici. Ma Milano vuol dire Italia. Perché il ragionamento, sostiene Masera, va allargato. E perché nel nostro Paese l’incidenza è più alta che nel resto d’Europa. Le stime parlano di 175 bambini colpiti su un campione di un milione di casi. Con un incremento annuo del due per cento. «In Europa il rapporto è di 140, negli Stati Uniti ancora inferiore». «Solo nell’ultimo mese — racconta Masera — abbiamo registrato qui a Monza sei casi di bambini colpiti da leucemia. Bambini che vivono nel semi-centro di Milano, tutt’altro che quartieri degradati».
E la scuola di via Corridoni, con quei tre casi segnalati nelle ultime settimane? «No, non credo proprio che ci possa essere una correlazione ambientale. Piuttosto chiediamoci quei tre bambini, che erano rientrati da pochi mesi in quelle aule, quali luoghi in precedenza avessero frequentato». La domanda di fondo è quasi filosofica: «Che mondo stiamo creando per i nostri bambini?». In via Corridoni intanto sono partite le indagini. Le primissime rilevazioni sulle radiazioni ionizzanti e sulle onde elettromagnetiche hanno dato esito negativo. Ora s’indagherà sui materiali usati per la ristutturazione dell’istituto (sono già state contattate le aziende che hanno lavorato al restyling della scuola) e in particolare sui solventi volatili. È lo stesso preside Angelo Salvo a pretendere spiegazioni: «Cosa si può trovare in una scuola appena ristrutturata?».
Al caso lavorerà da lunedì prossimo un gruppo di lavoro inter-istituzionale. Ne faranno parte medici, esperti, dirigenti dell’Asl, della Regione, del Comune, genitori e insegnanti. Quattro settimane di tempo per i primi responsi. «Il tema della salute è di competenza dell’Asl », ha ribadito ieri Letizia Moratti: «Noi come Comune collaboreremo per cercare di capire e dare risposte ma la responsabilità rimane in capo alla Asl». «È doveroso e urgente rassicurare tutti: non c’è, non esiste nella maniera più assoluta un caso Milano», sottolinea l’assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna.
Il rapporto tra smog (benzene, nello specifico), tassi di mortalità e casi di leucemia è «meritevole di approfondimento», racconta una recente ricerca della Fondazione Veronesi. E l’aria di Milano in questo gennaio gelido e senza pioggia continua a essere pessima. Valori fuori controllo, ieri, anche in area Ecopass, alle centraline di via Senato e del Verziere. «Sono dieci giorni di fila che le polveri sottili sono alle stelle», osserva il consigliere regionale Carlo Monguzzi: «Nel ricordare che ogni anno muoiono nella sola Milano 400 persone per smog, è così fuori dal mondo chiedere che venga fermata la circolazione almeno nelle giornate di sabato e domenica?». «Formigoni, Moratti e De Corato sono come le tre scimmiette della tradizione », rincara la dose il pd Maurizio Baruffi. Che fare, allora? C’è un suggerimento, un avviso utile da dare a mamme e genitori preoccupati? «Purtroppo direi di no», confessa Giuseppe Masera. L’unico consiglio buono rimane quello di sempre: «Stare calmi. Nonostante tutto, le leucemie sono molto rare. Anche a Milano».
Andrea Senesi
Pannicelli caldi
gen 20
Si tratta di un dolce molto semplice che non ha nessuna sostanza (da qui il detto “prendere pannicelli caldi” per dire “prendere cose da poco, che non risolvono nulla”).
E’ sempre emergenza smog a Milano. Servizio sul LA7 di Andrea Soglio con intervista a Maurizio Baruffi (20 gennaio 2010).



