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PGT approvato senza il Sindaco. Il comunicato delle opposizioni

Alle quattro di notte è finita, con il voto del consiglio comunale, la prima “fase” del confronto sul Piano di Governo del Territorio. Il consiglio ha approvato a maggioranza il provvedimento. Le opposizioni unitariamente hanno votato contro.

Il sindaco Letizia Moratti, era incredibilmente assente (evidentemente non ha voglia di fare il suo mestiere, un’altra ragione per mandarla a casa).
Ora la parola spetta ai cittadini e alla nostra capacità di iniziativa “esterna” al consiglio, in occasione della raccolta delle “osservazioni” che si potranno presentare in autunno (ancora non conosciamo le date precise) e generalmente al fine di alimentare il dibattito in città.

COMUNICATO STAMPA UNITARIO DELLE OPPOSIZIONI
IL NOSTRO VOTO CONTRARIO AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

Il nostro giudizio sul Piano di Governo del Territorio, dopo mesi di confronto duro e aspro in Consiglio Comunale, non cambia e resta fortemente critico.

Per questo il nostro voto all’adozione è contrario.

Riteniamo infatti che permangano alcune pericolose ambiguità in relazione alle modalità di applicazione della “perequazione”, alla generazione di diritti edificatori ottenuti grazie alle proprietà presenti nel Parco Sud e rispetto all’impatto complessivo della “cementificazione” su tutta la città.

Inoltre, come abbiamo sottolineato dal primo giorno di Consiglio, non vi è alcuna vera politica realizzata sull’area metropolitana.
Il Piano era ed è colpevolmente “concentrato” esclusivamente sulla città e non su di un’area più vasta ed è colpevolmente elusivo sul nodo dell’EXPO.
Infine si evince dalla sua lettura una visione del ruolo del “pubblico” troppo debole e complessivamente subalterna agli interessi privati.
Nel sottolineare questi punti critici non possiamo però che rivendicare i passi avanti compiuti dal Piano grazie al lavoro combattivo delle opposizioni.

In particolare ricordiamo che:

  • è stata sancita l’obbligatorietà di realizzazione di una quota pari al 35% di abitazioni in housing sociale (edilizia sociale, affitto moderato etc.) negli ambiti di trasformazione, negli scali ferroviari etc.;
  • si è registrata la riduzione di tre milioni di metri cubi della quantità di cemento ipotizzata nei diversi ambiti di trasformazione;
  • si è ottenuto il raddoppio del verde programmato negli ambiti di trasformazione e negli scali ferroviari (il verde passa da 1.5 a 3
  • milioni di mq e si verificherà la realizzazione presso lo Scalo Farini di un grande parco compatto più vasto del Parco Sempione);
  • è stato nei fatti “affossato” il Tunnel Rho Expo-Linate e si è provveduto a rafforzare il vincolo riguardante la necessità di investire le risorse derivanti dalle operazioni relative agli scali ferroviari nella direzione del potenziamento della Circle Line;
  • è stato introdotto un sistema di incentivi che premia chi mantiene la produzione e il lavoro nella città di Milano;
  • si è rafforzato il principio del risparmio energetico nelle nuove costruzioni.

Inoltre, nell’ambito del confronto sul Piano, è stata sancita la posizione chiara del Comune rispetto al Parco Sud : non si potrà costruire in quella che è ritenuta una risorsa per la città ed è stata diminuito l’indice generato all’esterno del Parco (da 0,20 a 0,15).

A questo punto, attraverso lo strumento delle osservazioni, la parola passa ai milanesi.
Per quel che ci riguarda proseguiremo nel nostro lavoro, in attesa che il provvedimento torni in aula per l’approvazione (e la discussione delle osservazioni) per accompagnare criticamente un provvedimento che rischia, se non viene corretto drasticamente in modo ulteriore, di rappresentare una grande occasione persa per la città.
Un’occasione che noi riscriveremo da cima a fondo dopo le elezioni del 2011.

I 24 consiglieri comunali delle opposizioni :
Maurizio Baruffi, Milly Bossi Moratti, Giovanni Colombo, Natale Comotti, Marco Cormio, Davide Corritore, Andrea Fanzago, Enrico Fedrighini, David Gentili, Marco Granelli, Raffaele Grassi, Giuseppe Landonio, Pierfrancesco Majorino, Pierfrancesco Maran, Ettore Martinelli, Vladimiro Merlin, Carlo

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QUESTA NOTTE E’ PASSATO L’ULTIMO EMENDAMENTO SUL VERDE STRAPPATO DALLE OPPOSIZIONI.

uesta notte il consiglio comunale, nell’ambito della discussione sul PGT, ha approvato l’ultimo emendamento “strappato” dall’opposizione riguardante il raddoppio del verde programmato nel Piano riferito agli scali ferroviari, agli ATU, agli ATPG.
A questo punto rimangono sul tappeto duecento emendamenti (tra cui alcuni della maggioranza).Vogliamo infatti ancora evitare la possibilità che lo strumento della perequazione venga utilizzato per costruire laddove “si può” densificando all’impazzata una parte di città già “soffocata” dal cemento.
In molti in questi giorni hanno parlato a sproposito di ipotesi di accordi spesso non sapendo di che parlavano o facendo finta di non saperlo.
In questo quadro ci preme sottolineare come alcune “partite” tra cui quella del Parco Sud abbiano conosciuto in questi giorni dei passi avanti importanti (grazie al lavoro di tutte le opposizioni) andando ad ipotizzare limiti alla edificabilità nel parco stesso che nessuna istituzione aveva in questi anni immaginato.
Nel Parco non ci può essere nuovo cemento : a questa battaglia noi ci sentiremo vincolati.

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Una riflessione sul PGT

il-progetto-della-citta-pubblicaUn libro dei sogni o una visione realistica del futuro? Il Piano di Governo del Territorio che il Consiglio Comunale di Milano dovrà esaminare fra la fine dell’anno e i primi mesi del 2010 si presta a entrambe le interpretazioni e non offre sufficienti garanzie per affrontare serenamente ilo dibattito in aula. Quello che appare subito evidente è che questo strumento di programmazione è inadeguato. Discutere del futuro dello sviluppo di Milano senza prendere in considerazione la realtà complessa dell’area metropolitana e dell’intera Regione porta a restringere il campo prospettico e rischia di generare clamorosi errori di programmazione. Il tema delle infrastrutture, dell’impatto ambientale e territoriale, la stessa analisi dei fabbisogni per quanto riguarda i servizi alla persona risulta incoerente rispetto alla dimensione di uno sviluppo urbanistico che, ormai da decenni, non ha conseguenze limitate dai confini del territorio municipale. Un’altra grave carenza è quella di progettare uno sviluppo quantitativo in termini di cubature e come previsione di abitanti senza considerare gli aspetti di qualità: costruire come oltre che dove e costruire per chi ? Infatti, se è condivisibile il principio della “densificazione” – relativo alla concentrazione di nuovi volumi edificati in corrispondenza delle infrastrutture e con la contrazione del consumo di suolo per privilegiare la costruzione in altezza – risulta completamente assente un criterio di qualità relativo ai consumi energetici dei nuovi edifici e alla sostenibilità complessiva dello sviluppo cittadino in termini di impatti sulla mobilità. L’altro punto delicato è quello relativo alle previsioni sulla tipologia dei nuovi abitanti di Milano. Un tempo la prossimità fra l’abitazione e il luogo di lavoro era garantita dalle grandi concentrazioni in prossimità delle fabbriche, ma oggi la dispersione delle attività produttive sul territorio non aiuta a ridefinire l’identità dei quartieri. Prevarrà dunque il criterio del censo e, probabilmente, anche quello dell’etnia. Così ci ritroveremo con una città ancora più difficile da gestire anche per i conflitti sociali oltre che per quelli ambientali. La Milano del 2030, dunque, sarà una città per gli anziani “indigeni” e per i giovani immigrati di seconda e terza generazione ? Il PGT, in definitiva, sembra uno strumento pensato più per agevolare l’attività edilizia che per ragionare sullo sviluppo urbanistico, sociale ed economico della nostra città, lasciando margini di manovra eccessivi agli strumenti di contrattazione finanziaria legati ai diritti volumetrici. Il dibattito in Consiglio e la preparazione di centinaia di emendamenti dell’opposizione dovranno servire a dare lo spessore che manca a questo documento suggestivo ma sostanzialmente privo di un indirizzo compiuto.

Intervento per Ecoappunti di Dicembre 2009.

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Intervento sugli Asili al freddo

INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 DICEMBRE 2009

Presiede Palmeri Manfredi – Presidente del Consiglio

Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele

Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Detto questo, io volevo intervenire sulla questione degli asili e delle scuole elementari al freddo. Oggi mi risulta che ci siano almeno dodici tra scuole e materne, asili nido e scuole elementari del Comune di Milano, che sono rimaste completamente al freddo o parzialmente al freddo perché gli impianti di riscaldamento questa mattina non sono partiti. Su questo il collega Cormio ha già avanzato una proposta di riunione della Commissione Lavori Pubblici alla presenza degli Assessori Simini e Moioli per affrontare il tema anche in vista del rientro dalle vacanze di Natale perché non vorremmo che poi il 7 Gennaio ci trovassimo con tutte le scuole di Milano al freddo. Intanto però c’è il problema dell’oggi, sull’oggi io dico una cosa molto semplice era ampiamente previsto che lo scorso fine settimana fosse un fine settimana con temperature molto fredde ma che non sia stata svolta in alcun modo un’attività di prevenzione, cioè quella banalmente di lasciare, magari, gli impianti funzionanti al minimo in questo week end, perché il lunedì mattina poi non ci si ritrovasse in una condizione di tubature ghiacciate, acqua calda che manca piuttosto che riscaldamenti non funzionanti, beh, la mancanza di questo minimo aspetto di prevenzione e di cura, secondo me, è una grave responsabilità da imputare al Comune di Milano.

Oggi in molti asili sono dovuti tornare i genitori a prendere i bambini, in alcuni asili si è scelto di trasferire i bambini da una scuola all’altra confinante – penso al caso di Viale Lombardia, dall’asilo nido hanno portato i bambini in un’altra sezione della scuola di Via Porpora.

Sono cose che non dovrebbero assolutamente capitare nella nostra Città e che invece capitano anche perché, io credo, c’è una mala gestione di alcuni aspetti che riguardano le manutenzioni e l’ordinario svolgimento del Servizio pubblico di funzionamento degli asili, delle scuole materne e delle scuole elementari della nostra Città.

Su questo è importante che gli Assessori coinvolti diano una risposta, oggi, su quello che è successo nella giornata odierna e poi che ci si attrezzi perché davvero il 7 Gennaio non ci si trovi in condizioni analoghe e ogni volta si debba dare la colpa all’inverno, come se l’inverno non capitasse tutti gli anni”.

Leggi l’articolo di Repubblica del— 22 dicembre 2009: Repubblica_riscaldamenti_rotti.

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Indipendentemente dal test del capello…

Il discorso in aula per annunciare il passaggio al gruppo del PD, che mi accoglie indipendentemente dai risultati del test del capello…

INTERVENTO IN BOZZA

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

DEL 23 NOVEMBRE 2009

omissis

Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie al Presidente, grazie ai Colleghi. Io sono molto grato ai colleghi del PD che mi hanno dato il loro benestare a questo passaggio di gruppo, ancora in attesa dei risultati del test del capello, perché questo poi potrebbe darci motivo di discussione su alcune questioni che riguardano la vita degli amministratori e la possibilità di essere fieramente antiproibizionisti e di fare il test del capello perché, anche se uno risultasse positivo, voglio capire di che cosa stiamo discutendo. Ma questo lo discuteremo quando ci saranno i risultati”.

(Intervento fuori microfono non udibile)

Il consigliere Baruffi così riprende:

“Non credo, perché quella vicenda può aprire spazi di dibattito, ma ripeto, magari ne parliamo in un’altra occasione.

Io voglio dire questo in questa circostanza che ovviamente cambiare casacca è antipatico, e che ovviamente da parte mia c’è della sofferenza rispetto a questa scelta, sofferenza perché vent’anni di storia Politica all’interno di un partito, ovviamente non si cancellano semplicemente con un passaggio di Gruppo, anzi, oltre a non cancellarsi, in qualche misura devono diventare sempre più un patrimonio, e io mi auguro, comune anche a tanti altri. Lo dico perché, lo sa bene il collega Enrico Fedrighini a cui sono molto grato per il modo in cui abbiamo lavorato assieme in questi anni, così come sono grato alla collega Milly Moratti con cui sono stati nel Gruppo dei Verdi nella passata stagione consiliare. Io ho maturato in questi anni una convinzione sempre di più negli ultimi mesi, una convinzione che ha una radice più nelle emozioni che poi ha sviluppato un ragionamento, è stato un avvio di un disamore nei confronti dei Verdi come formazione Politica autonoma e capace di rappresentare appieno nel nostro Paese le ragioni dell’ambientalismo, le ragioni di una Politica attenta alle questioni dello sviluppo sostenibile, le ragioni di chi crede ancora oggi che la qualità della vita sia uno strumento essenziale di misurazione delle Politiche che si realizzano in ambito urbano. Questo disamore trova fondamento un non nei Verdi di Milano nel rapporto con il mio collega di Gruppo ovviamente e con le altre persone con le quali ho lavorato sul territorio in questi anni, ma in un rapporto sempre più sofferto e lacerato con i vertici nazionali del Partito, che hanno fatto scelte che hanno sempre più allontanato i Verdi dalla loro capacità di essere una forza credibile e hanno via via distrutto una classe dirigente che si stava formando in questo Paese. Allora su questo disamore si fonda l’allontanamento, e non è bastato a ricomporre questo allontanamento il fatto che all’ultimo congresso abbia prevalso, nei Verdi, una linea di continuità ecologista rispetto a un’altra linea, che era quella di un percorso Politico verso la Sinistra Politica di questo Paese. Io penso che quello che succede in Europa, in Francia, in Germania, non sia purtroppo oggi replicabile in Italia, dove alcune ragioni di radicamento territoriale, di storia delle formazioni Politiche, di identità delle formazioni Politiche, rendono ormai impossibile per i Verdi fare quel salto di qualità che non hanno fatto in 20 anni, però un pezzo di me se lo augura ancora. D’altra parte credo che invece nel Partito Democratico si sia sviluppato sempre di più un tratto identitario, che forse era mancato nelle prime fasi di costruzione di questo Partito, e che rispetto a questo, come ha detto qualcuno dei candidati alle Primarie Nazionali, oggi nel Partito Democratico ci siano due tratti di DNA profondi, che non si possono in alcun modo offuscare o cancellare, ma che, anzi, vanno rivitalizzati. Sono i tratti della green economy, dell’ambientalismo, della qualità della vita, e l’altro tratto che è quello di una battaglia per allargare la sfera dei Diritti Civili nel nostro Paese, e per fare sì che questi Diritti siano sempre più solidi e più corposi.

Io ringrazio ovviamente il Capigruppo del PD e gli altri colleghi per l’accoglienza nei miei confronti, e credo che avremo, assieme, sempre più passione e energia per proseguire e continuare nelle battaglie che in questi anni ho condiviso, anche con altri, io mi auguro che possano diventare sempre più un patrimonio comune e condiviso all’interno della nostra città, della nostra regione e del nostro Paese”.

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie consigliere Baruffi”.

omissis

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Consiglio sul traffico e inquinamento a Milano

INTERVENTO IN BOZZA

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

DEL 26 NOVEMBRE 2009

omissis

CONSIGLIO MONOTEMATICO: “TRAFFICO E INQUINAMENTO A MILANO”

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie al Vicesindaco, possiamo quindi aprire gli interventi per il dibattito contingentato, il tempo definito è al massimo 3 ore e 40 minuti. Do quindi la parola al consigliere Baruffi.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie signor Presidente, grazie al Vicesindaco per questa relazione. Io credo che sia un po’ sconcertante il cambio di stile e di passo, che riscontriamo in quest’Amministrazione. Noi assistiamo a riunioni, incontri in queste settimane, penso a tutte quelle sul PGT ed il futuro di Milano, nelle quali gli scenari, le strategie, e penso anche a quelle che sono state le strategie e gli scenari delineati da quest’Amministrazione sulle questione della mobilità, di una Milano sostenibile. Sono tutte articolazioni che delineano una strategia di fondo, condivisibile o meno, ma danno comunque un’idea corposa di Città, e poi oggi abbiamo sentito una relazione, nella quale una buona fetta degli argomenti potevano essere condivisibili ma che riguarda profondamente l’ordinaria amministrazione di una Città. Ossia quell’ordinaria amministrazione che chi siede nei banchi della Giunta con l’incarico di Vicesindaco ormai da 12 anni, dovrebbe aver dato già per scontata, dal fatto che i Vigili facciano le multe quando c’è la doppia fila, al fatto che non si intervenga con dei cantieri che disturbano troppo la circolazione, nei momenti come il Natale. Mi pare che quindi siamo di fronte ad un assestamento, forse dovuto ai soli 23 giorni, forse dovuto al fatto che c’è una profonda revisione – invece – di linee strategiche. Lo dico perché il Vicesindaco, non ha tenuto conto di alcuni dati di realtà, cioè ci ha parlato delle unità dei Vigili che vuole assumere, 20, e non ci ha parlato delle 700.000 auto, o meglio lo ha citato all’inizio ma poi… 20 Vigili a fronte di 700.000 auto che entrano ogni giorno, dà la misura del fatto che questa Amministrazione non sa che pesci prendere, non sa come affrontare la questione della mobilità e dell’inquinamento. Il Vicesindaco non ci ha citato alcuni dati sugli sforamenti di PM10 che in questo momento stiamo vivendo, stiamo da 15 giorni consecutivi ormai, al di là della soglia di attenzione. Milano anche quest’anno arriverà a triplicare agli sforamenti, rispetto a quella che è la soglia definita dall’Unione Europea. Questo succedeva 5 anni fa, succedeva 3 anni fa, succede oggi, e mi pare che siamo al punto zero rispetto a quelle che dovevano essere le strategie da innescare, perché non si verificasse la sanzione da parte dell’Unione Europea nei confronti della Città di Milano. Dico ‘punto zero’, pur sapendo che alcune cose invece erano partite, per esempio l’operazione di Ecopass, è chiaro che è stata un’operazione che aveva un grande significato ed una potenzialità di grande impatto, perché non l’ha avuto, perché non ha avuto un impatto così grande come avrebbe potuto avere? Io credo, lo dico questo parlando a nome del Partito Democratico, dei i colleghi con i quali oggi mi trovo a condividere un percorso in questo Consiglio Comunale. Credo che ci sia un problema di definizione di strategie rispetto a quella misura, che non possono essere soggette solo ad un sondaggio che viene fatto con i cittadini, cioè o qui si sceglieva di fare il referendum per capire cosa ne pensavano i milanesi, e magari i cittadini dell’area metropolitana, oppure la Politica deve prendersi delle responsabile. Dire che c’è stato un andamento non consono alle previsioni, e forse in questo risiede uno dei motivi per cui la Politica ha scelto di dare un cambio nella gestione di queste tematiche, e si dice quali possono essere le strategie per il futuro.

Noi individuiamo nella trasformazione dell’Ecopass in una vera e propria congestion charge, uno di questi strumenti, e cioè far pagare tutte le vetture che entrano nel centro della Città, dove esiste una sufficiente capillarità del mezzo pubblico perché si rinunci all’auto privata. Far pagare tutti, far pagare in modo differenziato a seconda delle classi di inquinamento, ed utilizzare quello che si ricava, per investimenti per il potenziamento del trasporto pubblico. Su questo qui non abbiamo sentito alcun dato, alcuna informazione, e mi pare che questo sia un punto altrettanto fondamentale di una strategia. Strategia che – anche le parole poi sono ovviamente importanti – io credo che non si possa avere una strategia di fluidificazione, si deve avere una strategia per ridurre l’impatto del traffico sulla Città di Milano, per ridurre il traffico e per spostare fette di mobilità importanti verso il trasporto pubblico e verso la mobilità sostenibile, perché altrimenti si fa un passo indietro che è lungo 15 anni nella gestione di questa Città. Credo che anche tutto l’aspetto della riduzione dei marciapiedi, perché altrimenti ci sostano le auto, sia il segno di una sconfitta, cioè far rispettare le regole deve essere lo scopo di questa Amministrazione, non inseguire i comportamenti viziosi di quelli che hanno il Suv e vanno sui marciapiedi, perché altrimenti si ribalta il problema. Così come dire, che per esempio se si vogliono coinvolgere i Vigili con i palmari, per dare più multe a quelli che stanno con le auto in doppia fila, beh allora forse possiamo coinvolgere anche i cittadini. I cittadini sentinella, di cui si è parlato in queste settimane, potrebbero essere i cittadini che con i loro palmari inviano le segnalazioni al Numero Verde, alla centrale operativa, ed immediatamente vedremmo i Vigili scattare, per dare le multe a chi si comporta in modo sbagliato nella circolazione stradale. Le ronde antismog, vogliamo chiamarle così? Io credo che da questo punto di vista ci sarebbe una vastissima partecipazione dei cittadini milanesi. Credo anche che sia mancato un altro elemento fondamentale in questa relazione del Vicesindaco. Noi sappiamo che abbiamo un’infrastruttura fondamentale per la Città di Milano e per l’Area Metropolitana, che è il passante ferroviario, che viene utilizzato nell’ora di punta al 50% della sua capacità, perché esiste un problema di mancanza di treni, e perché esiste un problema di mancanza di iniziativa da parte della Regione Lombardia in primo luogo, su questo fronte. È una mancanza che si trascina da anni, non è una mancanza di questi mesi, allora su questo io vorrei capire che cosa ne pensa il nuovo Assessore al Traffico, alla Mobilità dei milanesi. Non è che si può ignorare l’esistenza del passante ferroviario, e quindi di uno strumento che sarebbe in grado di togliere dalla Città di Milano, l’invasione quotidiana di migliaia di auto, altro che 20 Vigili in più. Credo che sulle linee di metropolitana, non si può non dire che questa Giunta, questa Amministrazione non è stata in grado di portare a termine i lavori della fermata di Assago della Linea 2, e delle fermate di Bruzzano, Affori e Comasina della Linea 3. Questa Amministrazione, deve sapere che nella metropolitana di Milano, sui treni che oggi viaggino nella nostra Città, c’è ancora una cartina nella quale si legge, ed è una cartina datata 2006, nella quale si legge che i lavori finiranno entro il 2006 per quanto riguarda Assago, e i lavori finiranno entro il 2007 per quanto riguarda le tre fermate della Linea 3. Tre anni di Amministrazione Moratti, con De Corato Vicesindaco, tre anni nei quali non è stata inaugurata una nuova stazione di metropolitana nella Città di Milano. Io credo che questo sia uno dei problemi di quest’Amministrazione, con il quale si deve fare i conti prima di dedicarsi all’ordinaria amministrazione di cui ci ha parlato il Vicesindaco. Aggiungo ancora, sull’integrazione tariffaria, quello strumento che porterebbe importanti fette di cittadini che vengono da fuori Milano a Milano tutti i giorni, ad avere maggiore convenienza nell’utilizzo del mezzo pubblico, ma possibile che su questo non si dica nulla? Io ho qui due tessere, una è quella annuale ATM, l’altra è quella annuale del bike-sharing, neanche questo strumento riesce ad essere uno strumento integrato, perché bisogna avere due tessere e pagare due abbonamenti. È una Città civile quella che si candida all’Expo 2015, che l’ottiene, e che non è in grado neanche di fare un’operazione così banale, come quella di avere un solo strumento di abbonamento, per i servizi che la stessa azienda, ATM, offre ai milanesi? Io credo che va bene l’ordinaria amministrazione, ma l’ordinaria amministrazione facciamola sulle cose che contano davvero, interveniamo, battiamo i piedi, pugni sul Tavolo, quello Provinciale, Regionale, di tutti gli Enti di coordinamento, ma risolviamo il problema dell’integrazione tariffaria. Lo hanno fatto nella Regione Campania con felici risultati, non capisco perché non si possa fare in Regione Lombardia.

Sul mese di Dicembre il biglietto ad euro 2,50 certo può essere una buona iniziativa, ma forse ci vorrebbe un abbonamento per i 15 giorni tra Sant’Ambrogio e Natale, che contempli l’uso integrato dei parcheggi di interscambio, dei mezzi pubblici e del bike-sharing, se noi volessimo davvero intervenire su fette importanti di mobilità, e un gettare fumo negli occhi dei milanesi, credendo che si fa qualche cosa, facendo credere che si fa qualche cosa. Poi aggiungo un’altra considerazione, va bene recuperare il Piano di Goggi del ’99, 10 anni di inazione con Goggi che veniva in Commissione, ogni volta a raccontarci che stava per fare la segnaletica per i parcheggi, c’era un investimento previsto, 10 anni che non si è fatto nulla, e non l’ha fatto una Giunta sui cui banchi sedeva allora il Vicesindaco De Corato, e siede oggi il Vicesindaco De Corato. Quindi quella misura è una misura civile, che tutte le Città del mondo hanno, solo a Milano, in 10 anni di Amministrazione di centrodestra, non si è riusciti a fare la segnaletica di indirizzamento ai parcheggi.

Va bene il gruppo di lavoro, è una buona idea, su questo io credo che dovremo trovare il modo, perché alcune questioni specifiche, io penso a problemi di viabilità del Quartiere di Niguarda, che sta esplodendo intorno ad un’organizzazione della viabilità, che non tiene conto dei nuovi insediamenti abitativi che ci sono. Penso al fatto che esistano progetti dei cittadini – per esempio – sulla Zona 5, per rendere ciclabile un pezzo di Milano e far funzionare davvero la mobilità ciclistica nella nostra Città. Ci sono cose sulle quali un gruppo di lavoro ben coordinato può dare una mano, e ci sono un sacco di cose concrete, sulle quali l’Opposizione con le sue proposte, che noi presentiamo anche in due ordini del giorno, che sono quelli su cui vorremmo votare al termine di questa seduta. Ebbene ci sono proposte dell’Opposizione che io credo meritino di trovare ascolto e dialogo con la Maggioranza e con la Giunta.

Diamo fiato e gambe a questo gruppo di lavoro, ma non pensiamo che si possano risolvere i problemi della mobilità, del traffico e dell’inquinamento nella Città di Milano, se si rimane chiusi a guardare quello che succede intorno al centro storico, se si rimane chiusi rispetto al dialogo inter-istituzionale che andrebbe realizzato, e soprattutto se non si fa anche un pochino di ammissione di responsabilità, rispetto al fatto che è questa Maggioranza che ha una continuità amministrativa, ed è questa Maggioranza che fino ad oggi ha fallito su questo tema.”

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie consigliere Baruffi.

omissis

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3 anni di Moratti e troppi

Il Sindaco è venuto in aula mercoledì per fare il suo bilancio di 3 anni di mandato. Un discorso pieno di autocelebrazione e di ringraziamenti a tutti i ministri (ha saltato la solo la Carfagna ed Elio Vito). Zero autocritica, poca prospettiva. Il dibattito è durato 4 ore e alla fine lei ha detto che non replicava alle osservazioni fatte dai consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione. Ci penserà a casa e se ne riparlerà fra 6 mesi forse, se avrà voglia di tornare in Aula, dove non si vede mai.

Leggi e commenta il mio intervento sul blog:
http://ilbaruffi.blogspot.com/2009/10/intervento-in-bozza-seduta-del.html

il discorso integrale del Sindaco pubblicato su www.partecipaMi.it “il portale milanese dell’e-participation”
http://www.partecipami.it/?q=node/7736/13117&single=1
e la mia dichiarazione a caldo riportata dalle agenzie di stampa:

Omnimilano-COMUNE, BARUFFI “DISCORSO MORATTI PIENO DI OMISSIS”
(OMNIMILANO) Milano, 21 ott – “E’ stato un discorso pieno di omissis: il futuro di ecopass, la Città del gusto, il tunnel Expo-Linate”. Così il consigliere comunale Maurizio Baruffi, commenta l’intervento del sindaco, Letizia Moratti, in consiglio comunale. Tra “gli omissis”, per Baruffi, anche “il destino dell’Ortomercato, i derivati, Zincar, il tema della moschea, il condono delle multe”.

Voterò alle primarie del PD

Domenica 25 ottobre voterò alle “primarie” del PD e voterò per Ignazio Marino. Per provare a prendere e a ridare fiato. Per continuare a lavorare per una società più giusta, per un ambiente più pulito, per uno sviluppo equilibrato. Per trovare, in un mare più grande, quei tanti che parlano la stessa lingua degli ecologisti e che, magari, non sono mai stati Verdi.

Lo farò da cittadino preoccupato per la profonda crisi che attanaglia la nostra democrazia e da cittadino fiducioso nella possibilità di costruire un’alternativa culturale, valoriale e politica alla spirale populista e reazionaria che ci ammorba ogni giorno di più.

In questo quadro la risposta politica che è stata messa in campo dal congresso dei Verdi non è nè sufficiente nè adeguata. Il nuovo gruppo dirigente assomiglia troppo a quello degli anni scorsi e la proposta della costituente ecologista arriva troppo tardi.

Il treno è passato e noi lo abbiamo perso.

Non c’è in Italia un Cohn Bendit e non c’è nemmeno una classe dirigente omogenea e solidale come quella dei verdi tedeschi.

Leggi e commenta il testo integrale sul blog:
http://ilbaruffi.blogspot.com/.
Leggi le Agenzie della conferenza stampa del 19 ottobre.

Intervento sul Piano Casa

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 14 OTTOBRE 2009

Delibera N/265 – Adempimenti comunali in attuazione dell’art. 5 commi 4 e 6 della Legge Regionale 16 luglio 2009, n. 13, avente ad oggetto: “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia.

omissis

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie Assessore Masseroli. Apriamo la parte legata al dibattito generale sulla delibera. Nel frattempo informo l’Aula che sono stati depositati sei emendamenti, ricordo che non sarà più possibile depositare emendamenti al termine della replica dell’Assessore, dopo gli interventi dei Consiglieri. Fino ad ora è iscritto solo il Consigliere Baruffi a cui do la parola. Prego Consigliere Baruffi”.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie Presidente. Io devo dire che il mio intervento sarà un intervento a due facce in qualche modo, nel senso che da un lato vi è la situazione nostra, del Comune di Milano sul quale questa Legge Regionale, e quindi l’applicazione di questa intesa nazionale tra Stato e Regioni sul nostro territorio avrà un impatto limitato, credo che bene abbia fatto il Comune a individuare quei tessuti urbani di cui parlava prima l’Assessore che sono da sottoporre con particolare attenzione e salvaguardia.

Su questi poi, nello specifico, forse vi è qualche aggiustamento da fare, ci sarà qualche emendamento, c’è anche un punto rispetto ai vincoli ambientali, sui quali io ho presentato insieme al collega Fedrighini un emendamento, però complessivamente noi abbiamo un quadro che è sostanzialmente di applicazione della legge e di giusta salvaguardia nei confronti dei quartieri della città più delicati, vi è però la riflessione di carattere generale, su quello che questa intesa Stato – Regioni e questa Legge Regionale comporterà su scala ben più ampia di quella del nostro territorio, del Comune di Milano e allora lì non ci può essere altro che una forte critica per il modo in cui è stato costruito il percorso che ha portato all’approvazione di questo documento, di questo Piano Casa, ricorderanno tutti i colleghi che l’idea dell’aumento delle cubature rispetto ai volumi già esistenti nacque e venne annunciata pochi giorni prima del terremoto de L’Aquila e in quella sede di dibattito politico sembrava che l’obiettivo del Presidente del Consiglio e del Governo fosse quello di dare il via libera sostanziale ad una nuova opera di cementificazione e di realizzazioni, ovunque fosse possibile, e senza alcuna attenzione ai danni già esistenti sul territorio. Poi il terremoto de L’Aquila ha fatto innescare una marcia indietro, un ripensamento, si è capito che non si poteva procedere attraverso una Legge Nazionale ma attraverso una intesa Stato-Regioni e alcuni Regioni hanno agito in modo più virtuoso e altre meno, nel cercare di portare a compimento questo percorso.

La Regione Lombardia secondo me ha agito male, nel momento in cui ha preso in considerazione fra le aree sulle quali si potrà intervenire, anche delle aeree naturali protette, ha agito male quando ha deciso di non salvaguardare alcune parti che sono a Parco Regionale, ha agito male complessivamente perché sul nostro territorio già vi è stato un ampio uso, in termini di liberalizzazione, di quelle che sono state le possibilità edificatorie, anche su volumi già esistenti, penso per tutti all’esempio in alcuni casi devastante, del recupero sottotetti e dei sopralzi.

Queste scelte del passato oggi potranno essere premiate con ulteriori aumenti di volumetrie e ulteriori aumenti su edificazioni, su villette, su case che nascevano a un piano, con recupero dei sottotetti e con i sopralzi sono diventate di 2 o 3 piani e se hanno mantenuto la destinazione mono o bifamiliare adesso potranno rialzarsi di un piano ancora.

In questo senso si tratta di un’operazione sbagliata, e si tratta di un’operazione sbagliata complessivamente per quanto riguarda quello che è il rapporto, anche culturale fra possibilità edificatoria e capacità di mettere in salvaguardia il territorio. Da questo punto di vista noi abbiamo nel nostro Paese esempi clamorosi e emblematici, penso al recente caso, quello che riguarda il territorio di Messina, dove si capisce e si percepisce in maniera chiara come la volontà di costruire e di realizzare e di tenere in secondo piano l’attenzione rispetto al tema della salvaguardia del territorio, oppure penso a tutta la storia dei condoni edilizi nel nostro Paese, ebbene tutto questo possa apportare a tragedie che poi difficilmente trovano un colpevole dal punto di vista individuale e materiale. Però è quell’approccio e quel modo di intendere l’uso il consumo e l’uso del territorio che va combattuto e che questo tipo di normativa che abbiamo visto approvata in Regione Lombardia, non contribuisce minimamente a combattere, anzi, incentivano e rischiano in questo modo di produrre ulteriori guasti e disastri e scempi sia dal punto di vista della sicurezza, sia del punto di vista della conservazione del paesaggio e dal punto di vista architettonico.

C’è poi un punto che invece è positivo ed è quello legato alla questione del risparmio energetico, la possibilità di concedere questi aumenti di cubature solo a condizione che vengano rispettati alcuni standard abbastanza elevati di consumo di energia da parte dei nuovi edifici o degli edifici ristrutturati. In questo senso c’è, invece, un approccio invece positivo. Lo dico perché quello che voglio fare con questo intervento è di sottolineare alcuni punti critici di carattere generale ma non prendere una posizione che sia immediatamente considerata ideologica da parte dell’Assessore che usa spesso questa parola nei confronti di chi non la penso come lui.

Detto questo io vorrei tornare invece alla questione più milanese, e chiedo per cortesia all’Assessore un attimo di attenzione, perché al di là delle considerazioni generali, io ho presentato un paio di emendamenti che riguardano alcuni di quei quartieri la cui tutela è già in delibera, ma su cui confini ci sono alcuni dubbi. Nel testo di delibera, infatti, vi è un allegato, una relazione tecnica che dà la descrizione dei confini, che non sempre corrispondere totalmente a quanto appare nella tabella che è parte integrante della delibera e che è allegata alla delibera, sulla quale invece vengono evidenziati i confini precisi delle aeree sottoposte a tutela. Allora in questo senso io ho bisogno di anche di un chiarimento, perché nei colloqui avvenuti con gli Uffici è mancata, da questo punto di vista, una parola definitiva, e cioè capire se quello che fa testo è la tabella allegata alla delibera e quindi i confini sono più ampi di quelli che vengono descritti nella relazione tecnica, oppure se fa testo la relazione tecnica e quindi gli emendamenti sono necessari per ridefinire al meglio i confini.

Su questo punto un chiarimento credo sia utile a tutti e io penso che in ogni caso quegli emendamenti avrebbero, se non altro, il significato di ribadire con chiarezza i punti che eventualmente non fossero così completi all’interno della relazione tecnica. Però su questo credo ci sia bisogno di un chiarimento utile, forse non solo al sottoscritto ma anche a altri colleghi. Grazie”.

Io ho firmato, e tu?

L’APPELLO DEI TRE GIURISTI
Firma l’appello
L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky