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Climate change: come attrezzare Milano?

Il nubifragio di questa mattina è un evento eccezionale che non si ripeterà per i prossimi 10 anni o un segno del cambiamento climatico ? Forse è opportuno che si rifletta seriamente su questo argomento, anche a Palazzo Marino. Molti autorevoli metereologi sostengono che l’estremizzazione dei fenomeni climatici che si verificano nel nostro paese sia indice di un cambiamento in atto più complessivo.

Di fronte a questo il dibattito di una città come Milano non deve limitarsi alla sacrosanta denuncia della manutenzione inefficiente di tombini e collettori fognari o alla constatazione che le infrastrutture deboli e a rischio di allagamento sono sempre le stesse.

Bisogna adeguare le risposte ai cambiamenti in atto, innanzi tutto invertendo la tendenza alla sempre maggiore impermeabilizzazione dei suoli, riducendo le emissioni climalteranti e rafforzando le azioni di monitoraggio delle fognature e riducendo l’esposizione al rischio delle strutture nevralgiche come la metropolitana, il passante o la nuova (sic !) stazione centrale.

Almeno che la nevicata di gennaio e il nubifragio di luglio servano a formare consapevolezza e scelte responsabili per il futuro.

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Il buco della zincar e le responsabilita politiche

INTERVENTO IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 GIUGNO 2009
Presiede Manfredi Palmeri – Presidente del Consiglio
Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele
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omissis

DIBATTITO SU ZINCAR S.R.L.

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie, consigliere De Angelis. La parola al consigliere Baruffi. Successivamente interverranno i consiglieri Salvatore, Rizzo, Pagliarini”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. La mia impressione è che questo sia un dibattito molto interessante, non perché si stia parlando in maniera specifica di Zincar, ma perché sta emergendo qual è il modo di intendere la funzione del Consiglio Comunale da parte di diversi componenti dell’aula. Io penso che il Consiglio Comunale abbia dei compiti precisi rispetto al funzionamento della città nel suo complesso, rispetto al funzionamento delle aziende municipalizzate e che quel comodo distinguo tra la parte politica che dà gli indirizzi e la parte amministrativa e funzionale che esegue gli indirizzi, sia un modo per nascondersi rispetto a delle responsabilità politiche che esistono e che sono tutte presenti anche in quest’aula. Credo anche che sia un altro comodo modo di utilizzare in maniera retorica alcuni argomenti, quello di richiamarsi oggi alla Magistratura o alla Corte dei Conti quando in altre occasioni si condanna chi fa ricorso alla Magistratura ed alla Corte dei Conti. Cioè penso che l’ipocrisia, che noi vediamo aleggiare in quest’aula, sia veramente indicativa del modo in cui si intendono davvero i ruoli, le responsabilità politiche e le responsabilità individuali. Questa mancanza completa di presa in carico da parte della Maggioranza di ciò che questa Maggioranza ha fatto, consentendo che venisse governata così una società di proprietà del Comune di Milano, nella passata Amministrazione ed in questa, che ha mantenuto lo stesso segno politico, questa mancanza di assunzione di responsabilità e di presa in carico è indicativa di un modo di intendere oggi la politica, che è quello per cui si mette la faccia laddove ci sono un paio di telecamere e qualche articolo di giornale da ottenere in positivo, si mette la testa sotto la sabbia quando invece bisogna affrontare i problemi. I problemi non si risolvono ma si agitano, si agitano quando fa comodo per conquistare consenso sull’onda della demagogia, i problemi non si risolvono quando si ha il compito ed il dovere di farlo assumendosi l’onere del governo della città. Allora, ci sono degli Assessori della precedente e dell’attuale Amministrazione che avevano messo la faccia nelle conferenze stampa di presentazione dei security point, ci sono degli ex Assessori, oggi Consiglieri, io parlo con il collega Manca che, credo, ricoprendo l’incarico di Assessore alla Sicurezza nel precedente mandato, pure avesse avuto sentore di quello che poteva essere l’operazione dei security point, sui quali, io credo, i colleghi De Corato e Manca nel precedente mandato avevano avuto modo di intervenire alcune volte, in relazione alla stampa, alle Commissioni Consiliari, o anche nei dibattiti in aula sul Bilancio, per esempio, che si sono svolti nelle passate Consiliature o nelle passate stagioni di questo Consiglio. Ed allora oggi sottrarsi al confronto ed alla ricerca di responsabilità politiche, che non sono quelle penali o contabili sui quali, è vero, esistono altri organismi, ma sottrarsi al confronto sulle responsabilità politiche è un indice, come dire, un termometro evidente di quello che è l’andamento della gestione della cosa pubblica nel nostro Paese. Poi sta, certo, a chi crede che debba farsi in un altro modo, averne la forza di convincere l’opinione pubblica, e non è detto che ci si riesca e che sia facile, però questo secondo me è un momento di snodo dal punto di vista almeno della reciproca considerazione del modo in cui intendiamo il nostro ruolo ed i nostri lavori. Poi voglio aggiungere un paio di questioni. Allora, una è che leggo nell’esposto alla Procura presentato dal nuovo Direttore Generale, dal dottor Sala, che vi è, tra i documenti allegati, un documento, numero 10, ‘relazione del Direttore Centrale Mobilità, Trasporti e Ambiente del 19 novembre 2008’. Io chiedo ufficialmente al Presidente e all’assessore Croci, che ne è in possesso, come il Sindaco a cui questa relazione era stata presentata, che questa relazione venga distribuita a tutti i Consiglieri Comunali…”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Consigliere Baruffi, se posso interromperla per integrare… perché gli esposti hanno degli allegati. Quando questa mattina mi sono stati consegnati io ho chiesto alla Segreteria del Direttore di farmi avere anche gli allegati. Sono in via di produzione, quindi questo, come altri, siccome anche altri colleghi mi hanno chiesto altri allegati, almeno diciamo a verbale…”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Presidente, il mio solo rammarico è che ovviamente per fare un dibattito decente in quest’aula magari gli allegati li avremmo dovuti avere… e l’esposto, non questa mattina o questo pomeriggio, ma almeno due giorni fa, visto che non tutti siamo in grado di leggere 6.000 pagine in un minuto e mezzo, e di capire perfettamente, ma fa parte, come dire, del circo, non è che mi stupisca, così è che funziona. Allora, quel documento è un documento che può essere utile a capire alcune cose, forse, ed in ogni caso a svolgere a fondo il compito dei Consiglieri Comunali, che è quello di verificare l’andamento delle azioni intraprese dall’Amministrazione, dalla Giunta nei confronti delle politiche concrete che riguardano la vita dei cittadini perché, ed io questo l’ho detto ieri in Commissione, a me che una società che si chiama PricewaterhouseCoopers… io non lo so questa società… cioè so solo che certificherà i Bilanci di AEM per i prossimi sette anni, non so cos’abbia fatto in passato, so che è una società che lavora con tutti quelli che le offrono un lavoro, che sia il Comune, l’AEM, la Zincar o qualcun altro, però che in quella relazione venisse detto che alcune spese sostenute non avevano riferimento ed attinenza alle commesse, e poi avere in mano il testo di una risposta ad un’interrogazione da me presentata all’assessore Croci, risposta fornita dal Comandante dei Vigili Bezzon, il quale dice che i motorini elettrici in possesso della Polizia Municipale, e praticamente mai entrati in funzione per lungo tempo, erano stati affidati alla società Zincar perché questa li rimettesse in uso, sapere che esistono quelle fatture, pagate dalla società Zincar per quell’operazione, e leggere che questa società, PricewaterhouseCoopers, dice che non c’entrano niente con l’attività della Zincar, può aumentare il buco a dismisura e far mettere sui giornali notizie ‘scandalistiche’ ma, viceversa, può significare che o la Polizia Municipale magari nella persona del Comandante o di qualche Assessore, io non lo so, così, ha telefonato, ha detto: Zincar, scusa, riparami dei motorini, questi glieli hanno riparati, ed allora a me interessa capire se così funziona il Comune di Milano nei rapporti tra Comune e società controllate, oppure può voler dire che i documenti comprovanti l’affidamento di quella commessa sono spariti dalle carte di Zincar, e questo può essere un altro indice, oppure può voler dire che quella società non lavora così bene, che magari non è oro colato quello che ci dice PricewaterhouseCoopers, eh, anche questa è un’ipotesi da prendere in considerazione. Io voglio capire perché il Ministero dell’Ambiente – e questo lo dico in particolare all’assessore Croci, che so che intrattiene rapporti, giustamente, da Assessore, con il Ministero dell’Ambiente – il Ministero dell’Ambiente in data 25 giugno 2009 produce due documenti nei quali si lamenta che su progetti avviati con il Comune di Milano, finanziati dal Ministero in relazione alle domeniche ecologiche del 2000, a nove anni di distanza ancora non vi sia nulla, ed in più è stata richiesta al Comune, in occasione di una riunione tenutasi a Milano nel novembre 2007, nel regno di Croci, non nel regno di qualcun altro, una relazione dettagliata dalla quale si evincano le attività svolte ed i risultati ottenuti con i finanziamento concessi dal Ministero al Comune di Milano, tale relazione deve anche riportare i dati, bla, bla… il Comune non ha ad oggi trasmesso la documentazione richiesta. Così dice la Direzione Generale Salvaguardia Ambientale della Sezione Mobilità Sostenibile del Ministero dell’Ambiente. Allora, io posso credere che tutti facciano il loro dovere fino in fondo e lo facciano bene, credo che in quella relazione forse dell’ex Direttore Centrale dei Trasporti Mobilità ed Ambiente, perché adesso non è più lui, vi siano elementi utili a capire alcune cose, credo che molte responsabilità siano in capo a chi aveva già deciso l’acquisto di Zincar, ed è per questo che io ho chiesto due volte in Commissione, e lo rifaccio oggi in aula, che venga proseguito il lavoro di approfondimento da parte della Commissione Bilancio, che mi sembra il luogo più adatto, attraverso l’audizione dell’allora Sindaco e Commissario straordinario Albertini, ma anche dell’allora assessore Goggi, il cui Assessorato poi passava le commesse a Zincar, di fatto, in molti casi, per ragioni dell’Amministrazione. E siccome nei protocolli con i quali si affidavano quelle commesse, in quei protocolli c’è scritto che: il Comune costituirà una Commissione che deve monitorare ogni sei mesi l’andamento di questi progetti… io voglio sapere se poi l’assessore Goggi o il suo Direttore Centrale si è dimenticato di far funzionare una Commissione di Controllo, cioè io voglio sapere cose che sono cose inerenti strettamente l’attività dell’Amministrazione Comunale e per le quali non mi interessa che sia stato dato incarico di fare un audit a qualcuno, cioè basta con questa maniera di nascondersi dalle proprie responsabilità attraverso il fatto che si delega funzionari, uffici, società, consulenti, revisori, accidenti vari, qualsiasi operazione. Qua, assessore Beretta, lei, che è persona io credo sulla quale metterei otto mani sul fuoco, tiri fuori tutte le carte che ha in mano, ci aiuti e stabilisca con il Consiglio un rapporto di collaborazione, non una sciocca recita, come alcuni colleghi oggi hanno voluto imputare all’Opposizione responsabilità che non ha su questa vicenda, perché l’unica responsabilità che ha l’Opposizione su questa vicenda è quella di avere chiesto chiarezza. Quindi, assessore Beretta, andiamo avanti dopo questo Consiglio su ciò che riguarda le attività dell’Amministrazione del Comune di Milano non affidando indagini ad altri o a funzionari, passiamo un po’ di tempo, noi, Consiglieri Comunali, e lei, Assessore, e l’assessore Croci ovviamente, e guardiamo assieme le cose e capiamole assieme, facciamo un’operazione di trasparenza e di verità su questa faccenda. Io credo che ne guadagneremmo tutti”.
(Applausi)
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie, consigliere Baruffi.
omissis

Milano censura la riduzione del danno

INTERVENTO IN BOZZA

SEDUTA C.C. 11 GIUGNO 2998

omissis

Emendamento numero 53 alla delibera N/238 Piano di Zona

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie, assessore Moioli. La parola al consigliere Baruffi”.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Io intervengo perché questo è un punto particolarmente delicato, che mi sta a cuore, per essermene occupato per anni, e cioè quello legato alla questione della tossicodipendenza, ed ha questo aspetto puramente ideologico, che l’Assessore ha introdotto, usando quelle parole ‘il recupero integrale della persona’. Su questo esiste un grande dibattito nella comunità scientifica, da tanti anni, legato proprio al modo di trattare le tossicodipendenze. Sappiamo che esiste la visione del mondo che prevede, appunto, il recupero integrale della persona, sappiamo che esiste un altro approccio, che è quello finalizzato alla riduzione del danno, alla minimizzazione dei danni che la persone infligge a se stessa, con dei comportamenti dannosi, e che può infliggere alla società attraverso dei comportamenti che, dal punto di vista sociale, risultano essere pericolosi. Allora io dico che da questo punto di vista il Comune di Milano ha fatto un grande errore nel chiedere un’adesione di tipo ideologico ad una visione del mondo che è quella chiamata, così, del recupero integrale della persona, o che prevede l’opzione zero nei confronti di qualsiasi consumo di sostanze, che prevede il rifiuto di tutte le terapie legate al sistema della riduzione del danno. Io ricordo all’Assessore che proprio pochi giorni fa, in Germania, nella Germania governata da Angela Merkel, non in una Germania dove governino chissà quali stravaganti visioni del pianeta, in quella Germania si è avviato un nuovo progetto di trattamento medico delle tossicodipendenze attraverso la somministrazione di eroina ai tossicodipendenti. Questo è un progetto di carattere medico, che da anni è in corso in Svizzera, e che ha prodotto risultati scientificamente molto validi ed assolutamente disponibili in letteratura, per quanto riguarda la riduzione di tutti quei fenomeni concatenati ad una tossicodipendenza conclamata da strada, che vanno dal ricorso alla prostituzione o dallo sconfinamento nella delinquenza per procurarsi l’eroina, che vanno ai tassi esponenziali che prima c’erano ed oggi non ci sono più, di tossicodipendenza associata a condizione di sieropositività e a diffusione dell’AIDS, e quindi ha prodotto risultati che nei confronti della persona sono risultati positivi, perché aiutano a ridurre la sofferenza e, appunto, a minimizzare il danno. Allora… io non sono mai, come dire, incline ad intervenire su temi riguardanti la religione o gli approcci, appunto, di carattere filosofico alla vita ed al mondo, però dico che qualcuno mi ha insegnato che la dottrina del male minore è una dottrina che a tutto tondo fa parte dell’insegnamento cattolico, e dico che la riduzione del danno è un approccio scientifico alle questioni del trattamento terapeutico, della tossicodipendenza, che si richiama anche a quei principi. Allora, che il Comune di Milano abbia scelto di chiudere i ponti nei confronti di quella parte del mondo del volontariato e del Terzo Settore che adotta quei principi, come principi di riferimento, ed abbia chiesto un’adesione di carattere ideologico ad un’altra visione del mondo, che è quella rappresentata – diciamo così, per sintesi – da San Patrignano e dal mondo che fa riferimento a San Patrignano, è un grave errore perché riduce un approccio, che potrebbe essere laico ed aperto alle sperimentazioni ed alla comprensione dei metodi diversi che esistono in dottrina ed in letteratura, la riduce ad una visione ideologica e rende il Comune di Milano strumento di una politica che è voluta, con dati e caratteri precisi, da chi ha scelto quella strada, forse perché in quella strada ha trovato la propria personale salvezza rispetto ai temi della tossicodipendenza”.

Intervento a Palazzo Marino in risposta al Sindaco Moratti

Sul blog il testo dell’intervento di giovedì scorso a Palazzo Marino: Un anno perso per la lotta di potere interna al centrodestra; le mani di Berlusconi sulla città; l’importanza di una riflessione sui temi dell’alimentaizone e dello sviluppo; le guerre alimentari come scenario dei prossimi 20 anni?
Leggi e commenta.

La propaganda e l’inerzia di Moratti e Formigoni. In Consiglio il lenzuolo bianco di Legambiente

CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 FEBBRAIO 2009

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Mi associo anch’io a quanto già altri colleghi hanno detto in quest’aula rispetto al fatto che sullo smog, sull’inquinamento siamo in una situazione di stallo, siamo fermi e dobbiamo invece dare uno slancio diverso all’azione che viene intrapresa in questa città ed in questa regione per fronteggiare il tema dell’inquinamento.

Legambiente oggi è venuta in Sala Alessi ad incontrare i Capigruppo, a consegnare un documento, che è un documento che contiene alcune proposte di saggezza e di buonsenso, e a darci questi striscioni, queste bandiere, che sono delle bandiere che chiedono, attraverso il loro colore, il loro bianco, come dire, di non essere sporcate rapidamente dall’inquinamento di questa città.

Io credo che questa bandiera, questo striscione, che verrà esposto in un luogo pubblico e riconoscibile, per capire in quanti giorni si trasforma in uno straccio nero, ebbene, questa bandiera meriti attenzione da parte della politica, perché la politica deve dare risposta ai problemi dei cittadini, la politica deve dare risposta alle questioni che vengono sollevate, la politica deve dare risposta sul perché quella che è una normativa a livello europeo, che prevede uno sforamento massimo di 35 giorni della soglia di inquinamento per le polveri sottili, quella soglia viene raggiunta dalla città di Milano già oggi, che è lunedì 23 febbraio, esaurendo così il nostro bonus e confermando il fatto che, se andiamo avanti così, sicuramente da un lato l’Unione Europea sanzionerà la città di Milano e la Regione Lombardia, ma dall’altro, ben più grave, i cittadini milanesi continueranno a soffrire gli effetti sulla salute dovuti all’inquinamento.

Proprio oggi su Il Corriere della Sera c’è un editoriale di uno pneumologo importante, il professor Harari, che credo facesse parte anche di un gruppo di consulenti chiamati dal Sindaco all’inizio di questa avventura amministrativa per capire come fronteggiare il tema dell’inquinamento a Milano. Ebbene, quello studio dice che l’inquinamento a livelli inferiori a quelli a cui siamo abituati nella nostra città, toglie mediamente un anno di vita… un anno all’aspettativa di vita delle persone.

Ma io voglio introdurre alcuni elementi anche di concretezza politica. I Verdi hanno scelto, in questo mandato, in questa legislatura di comportarsi così come viene sempre detto si debba comportare un’Opposizione responsabile. Cioè abbiamo scelto di dare supporto alle scelte positive fatte dall’Amministrazione su questo tema; abbiamo scelto di accertarne i limiti, ma di valorizzarne comunque la portata innovativa; abbiamo scelto di continuare ad esporci di fronte all’opinione pubblica, dando suggerimenti e consigli su come migliorare l’apporto di queste misure, piuttosto che denunciarne l’inefficacia e gridare al ‘tanto peggio, tanto meglio’. Abbiamo fatto una scelta quindi responsabile, politicamente credo rilevante rispetto a quello che era stato anche l’andamento delle posizioni fra Maggioranza ed Opposizione negli anni scorsi.

Però, a questo punto, c’è bisogno che non ci si accontenti dell’equilibro politico, faticosamente raggiunto dalla Giunta Moratti, sull’Ecopass, così com’è stato concepito in maniera sperimentale ormai un anno e mezzo fa. C’era un piano di contrasto all’inquinamento che prevedeva 30 misure, se non erro, 30 erano i punti di un documento di cui Ecopass era solo una parte; di quei 30 punti ce ne sono, credo, almeno 28 completamente inattuati.

Allora questo è il tema di confronto politico su cui misurarsi, non è quello della data del referendum, che è un’esigenza tutta della politica e non dei cittadini. Il tema su cui confrontarci oggi è: quanti di quei 30 punti siano stati attuati o quanti di quei 30 punti siano stati, come dire, messi all’opera, ed il punto è anche quello di individuare delle proposte drastiche per l’ipotesi di soluzione o di riduzione dell’inquinamento nell’anno che verrà.

Ed allora la proposta è quella di andare oltre l’Ecopass, potenziare l’Ecopass per il traffico stradale, ma di immaginare anche un Ecopass sulle caldaie, un Ecopass per quanto riguarda i riscaldamenti che sono attivi nella città di Milano. Noi abbiamo un sistema di rilevazione del rapporto fra inquinamento ed efficienza delle caldaie degli impianti termici che è studiato ed applicato, come dire, dai nostri uffici perché già oggi l’Assessorato all’Ambiente ed alla Mobilità va ad individuare gli impianti vecchi e a proporre ai condomini la sostituzione di questi impianti, entro termini rapidi. Noi dobbiamo anche però capire che di fronte a questo non esiste sanzione che venga applicata.

Allora: o la città di Milano si impegna a costruire un sistema di sanzioni efficaci nei confronti di chi continua ad inquinare con impianti che non hanno la giusta efficienza ed il giusto rapporto tra produzione di inquinanti e riscaldamento, oppure la città di Milano significa che rinuncia, in maniera assolutamente incomprensibile, a fare la lotta all’inquinamento, e che è stata tutta demagogia quella di chi ha sempre detto che non era solo il traffico il responsabile, ma lo erano anche i riscaldamenti.
Allora agiamo sui due fronti: sul traffico e sui riscaldamenti; potenziamo l’Ecopass per quanto riguarda il traffico privato; potenziamo ovviamente il trasporto pubblico; attuiamo quei 30 punti di cui si era discusso un anno e mezzo fa, ma diamo anche un segnale nuovo, cioè introduciamo un meccanismo di sanzione ed incentivo perché nella prossima stagione, che sarà quella del 2009-2010, ci siano meno impianti di riscaldamento inquinanti nella nostra città e ci sia, magari, un’aria un pochino più pulita in tutta la nostra area metropolitana”.

Cessate il fuoco a Gaza. Intervento in aula

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA CC 15.1.2009

omissis

Ordine del giorno, a firma del consigliere Rizzati ed altri: “Per il cessate il fuoco immediato e permanente nella striscia di Gaza e nello Stato di Israele.

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, consigliere Massari. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Io voglio dire perché voterò a favore di questo documento. Voterò a favore di questo documento perché io sono con Israele e contro la guerra. E proprio per questo, perché questo documento non dice alcuna parola a favore di Hamas, o di sostegno ad Hamas, voterò questo documento”.
omissis

Dove eravamo rimasti…

Oggi, luned

Considerazioni sul bilancio preventivo 2009 del Comune di Milano

INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA CC DEL 15 DICEMBRE 2008

omissis

Delibera N/211 – Bilancio 2009

Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Cercherò di dare alcuni spunti di riflessione rispetto alla nostra discussione, e di provare anche a non ripetere troppe considerazioni già fatte. Allora inizio con la posizione politica generale, perché una richiesta di rinvio del Bilancio. Io negli anni scorsi ho sempre sostenuto la necessità che il Comune arrivasse a varare il suo Bilancio preventivo entro il 31 dicembre. Lo sostengo ancora. Sono convinto del fatto che sia un bene per la città, un bene in generale per l’andamento delle Pubbliche Amministrazioni, quello di dare indicazioni chiare con un Bilancio previsionale varato entro il 31 di dicembre. C’è però un problema vero in questo Bilancio, che è quello di capire se parliamo di un Bilancio di previsione o di un Bilancio spannometrico. Lo dico perché ci sono alcune voci relative alle entrate che sappiamo oggettivamente essere in discussione seria, quelle legate alla Misef. Io ricordo come il Sindaco disse ai Capigruppo riuniti in un incontro informale insieme al Sindaco, credo alla fine di luglio, o ai primi di agosto addirittura, che quella di Misef era un’operazione fondamentale per garantire alla città un equilibrio economico migliore e maggiore di alcune attività. E chiese ai Capigruppo tutti, di Maggioranza e di Opposizione, un impegno per l’approvazione di quella delibera molto rapidamente, tra le priorità assolute dell’autunno. Beh, non ci siamo arrivati, io qua credo che le responsabilità siano equamente distribuite tra la Maggioranza e l’Opposizione, ma sicuramente di fronte a una richiesta del Sindaco forse è più la Maggioranza che si deve far carico di dare seguito ai provvedimenti, che non l’Opposizione che ovviamente si oppone quando le cose non vengono ritenute giuste fino in fondo. Allora mi chiedo se quella partita, così come quella legata alle tariffe della sosta… Noi abbiamo assistito ad un’illustrazione… Mi perdoni l’assessore Croci, con il quale c’è un rapporto di amicizia direi oltre che di collaborazione sui contenuti, ma ad una illustrazione surreale in Commissione, dove l’Assessore ci ha illustrato una delibera che su tutti i giornali era già scritto che era superata da un accordo di Maggioranza che prevedeva altre tariffe. Sulla refezione scolastica, noi abbiamo visto modificarsi in modo molto rapido una delibera, io credo con dei miglioramenti oggettivi. Per esempio è stato eliminata quella che era una vera e propria… Non vorrei usare parole a proposito, ma comunque un trattamento molto ingiusto per le famiglie, cioè quello di far pagare per 11 mesi la retta per la refezione scolastica, quando il servizio del mese di luglio per quanto riguarda gli asili noi sappiamo che viene utilizzato dal 20 – 25% al massimo degli utenti. Allora rimodulare quelle tariffe sui dieci mesi è stata una cosa corretta. Io sono contento da consigliere dell’Opposizione che la Giunta sollecitata credo da parte della Maggioranza, ma anche dall’Opposizione attraverso gli interventi in Commissione e suoi giornali, abbia rivisto quella che era una previsione di rimodulazione delle tariffe che avrebbe comportato un atteggiamento profondamente ingiusto nei confronti delle famiglie. Poi c’è la partita dei redditi, e di capire quo inciderà sui redditi medi, e questo credo che lo andremo poi a misurare nel corso dell’anno. Ma credo che anche lì la rimodulazione sia stata positiva. Voglio dire, per chiudere il discorso sulla parte delle scuole, della refezione, che io credo sia opportuno che però il Comune faccia uno sforzo in più, e cioè faccia lo sforzo di comunicare con molta chiarezza alle famiglie che cos’è l’ISE, perché nella delibera è previsto che chi non dichiarerà l’ISE si verrà applicata l’aliquota massima. E noi sappiamo, l’Amministrazione sa anche se va a vedere banalmente nel modo in cui le famiglie compila la domanda di iscrizione per gli asili nido o per gli asili, che moltissime famiglie non si rendono neanche conto che dichiarando il proprio reddito ISE ricevono due punti in più per l’iscrizione all’asilo nido per esempio. E quindi molti rimangono fuori dalle graduatorie banalmente perché non mettono quell’informazione. Allora il Comune di Milano, nella sua rimodulazione delle tariffe, utilizzando i parametri ISE in modo così importante, si deve far carico di informare con molta capillare attenzione le famiglie del fatto che il reddito ISE deve essere da tutti presentato, cioè non deve in maniera un po’ furbetta l’Amministrazione, per garantirsi maggiori entrate, contare sul fatto che la disinformazione porterà molte famiglie a non dichiarare il reddito ISE, e a vedersi così automaticamente applicata l’aliquota massima. Cos’altro potrebbe fare in questo senso l’Amministrazione? Per esempio informare puntualmente tutti i mesi le famiglie, ed è successo purtroppo solo per un paio di mesi quest’anno, poi è scomparso, ma quando si riceve, e lo dico per esperienza personale, il bollettino del pagamento delle rette degli asili nido, nella lettera di accompagnamento che ci sia scritto che quella cifra che si spende è deducibile dalla dichiarazione dei redditi. E’ una piccola cosa utile per applicare la legge fino in fondo, che il Comune non fa con regolarità. Lo ha fatto per un paio di mesi dopo una sollecitazione credo del sottoscritto e del Presidente della Commissione Educazione Massari. Ma nella lettera che tutti i mesi arriva a casa con il bollettino di pagamento che ci sia scritto chiaramente che c’è questa possibilità, perché questo è un risparmio fiscale per le famiglie. E se vogliamo aiutare davvero le famiglie milanesi il Comune si deve far carico di comunicare questa cosa. Così come si deve far carico di comunicare che l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici non solo andrebbe ridotto, come diceva il collega Montalbetti, ma è anche quello deducibile dalla dichiarazione dei redditi. E ATM, che è stata sollecitata più volte a fare una campagna di informazione e di promozione su questo, non lo fa. E allora lo faccia il Comune o imponga il Comune ad ATM di farlo, perché la crisi si affronta anche attraverso tante piccole applicazioni delle normative esistenti, che possono davvero venire incontro alle esigenze dei milanesi. Aggiungo su questo tema che io presenterò emendamenti sulla questione del bonus libri per le scuole medie. Io credo che sia ingiusto distribuire il bonus libri indistintamente a tutti, a tutti quelli che iscrivono i figli alle scuole private o pubbliche, a tutti quelli che hanno redditi ISE anche superiori ai 100.000 euro. Il bonus libri per le scuole medie deve essere garantito a chi iscrive i figli alle scuole medie pubbliche e a chi appartiene alle categorie reddituali, in base ai redditi ISE, che identifichiamo fino al ceto medio in base alla delibera della refezione scolastica. Che sia attribuito a tutti indistintamente è sbagliato, non solo perché appunto va ad incentivare anche famiglie che non avrebbero alcun bisogno di quel bonus libri, ma perché in più, siccome non è correlato ad alcuna modalità di attenzione pubblica, di moral suasion nei confronti delle case editrici sui temi del contenimento del costo dei libri scolastici, o sul tema dell’evitare che ogni anno esca un’edizione nuova, solo per costringere tutti a comprare il libro nuovo. E siccome questi due ingredienti sono ingredienti di qualità rispetto ad un provvedimento che l’Amministrazione comunale ha messo in atto, io credo si debba riformare profondamente il sistema con cui viene erogato il bonus libri per le scuole medie per il prossimo anno scolastico, e per questo interverrò con degli emendamenti di taglio nei confronti di quella voce per quanto riguarda le spese di Bilancio. E perché invece quei fondi vadano redistribuiti sui fondi per il diritto allo studio in maniera più equa nei confronti di chi ha veramente bisogno. Passo al tema che mi sta più a cuore, quello delle politiche ambientali. Sull’Ecopass non dico nulla, tanto ci pensa il collega Fedrighini che sicuramente ha indicazioni puntuali e precise. Voglio però dire che noi abbiamo preso alcuni impegni, li abbiamo presi con Al Gore, li ha presi il Sindaco parlando al convegno di Assolombarda settimana scorsa, diciamo che siamo a favore del sistema 20, 20, 20, per ridurre gli sprechi, perché si produca energia da fonti rinnovabili. E allora una cosa banalissima e piccolissima, dov’è in Bilancio leggibile l’intervento per l’efficienza energetica? Io credo che non sia leggibile. Poi credo anche che banalmente noi in questa sala abbiamo le lampadine a basso consumo, ma nella sala di fianco dove c’è il bar, o nella sala di fianco ancora, dove c’è la riunioni, la Sala Marra, non abbiamo le lampadine a basso consumo, abbiamo lampadine normali ad incandescenza. Allora l’efficienza energetica si fa con tanti piccoli passi, ci vuole cura nel fare piccole cose e capacità propositiva alla città per farne di grandi. Io credo che sarebbe un fatto importante di trasparenza leggere a Bilancio in maniera chiara, ed abbiamo visto come lo fanno a Londra, lo abbiamo visto in una seduta di Commissione promossa dal collega Pagliarini, da chi ha lavorato insieme al collega Beretta su questi temi. Ebbene, abbiamo visto che si può costruire un Bilancio ambientale, molto chiaramente leggibile, che affianchi il Bilancio economico e finanziario del Comune, e che dia la possibilità di capire che gli impegni presi non sono parole, ma sono atti concreti. Lo dico perché su questi temi noi abbiamo avuto l’annuncio di ATM più di un anno e mezzo fa che i depositi dell’ATM sarebbero stati coperti di pannelli fotovoltaici per produrre energia solare. E sappiamo che questo non è accaduto, perché le gare sono andate deserte, come sempre. Ma insomma qualcuno insegni come fare le gare allora, se vanno sempre deserte ci sarà un problema di chi compila i moduli, fa i bandi, o costruisce le ipotesi economiche che ci sono dietro. SO.GE.MI. aveva presentato due anni fa un piano per mettere tutti i pannelli solari all’Ortomercato, zero. Ogni volta che rifacciamo una scuola comunale perché non viene fatto quel tipo di intervento quando si rifanno i tetti? Ma aggiungo, e l’ho detto già all’assessore Pillitteri per Misef, una fonte di entrata alternativa potrebbe essere quella di realizzare impianti fotovoltaici sui nostri cimiteri. Pensiamoci, perché in Spagna c’è chi lo fa, con risultati molto positivi, con documentazione, e forse questa può essere una strada da seguire. Voglio terminare dicendo ancora due cose, una di carattere generale, il Sindaco ha fatto un richiamo alla necessità delle infrastrutture per rilanciare l’economia. Lo stesso richiamo è stato ripreso dal collega Pasquale Salvatore nel suo intervento. Io credo che questa sia una ricetta molto pericolosa, perché se le infrastrutture sono sbagliate i guasti restano sul territorio a lungo. Allora molto meglio rinunciare ad una torre per l’Expo, e fare una rete di collegamento che duri dopo l’Expo per continuare quelle politiche, che non immaginarsi pesanti interventi sul territorio, e purtroppo le delibere di urbanistica che abbiamo approvato in quest’aula vanno in quella direzione, nel consumo del territorio ancora una volta, e nel carico eccessivo sul territorio di costruito, di realizzato, scegliamo davvero una strada alternativa. Stiamo attenti a non andare in corto circuito tra una retorica della Milano sostenibile e una realtà dello sviluppo insostenibile di Milano. Chiudo con due considerazioni piccole. Il Sindaco nel suo intervento a quel convegno di Assolombarda ha detto che nei due anni e mezzo di mandato Milano è passata da 67 a 72 chilometri di piste ciclabili. Se in due anni e mezzo abbiamo realizzato 5 chilometri di piste ciclabile questo vuole dire che va male. Questo vuole dire che su quel fronte non c’è sufficiente impegno. Allora io suggerisco al Sindaco di diffidare del marketing che si applica ai progetti per la città, meglio non parlare di tanti raggi verdi, ma tappare qualche binare che c’è aperto e inutilizzato in città per fare andare in sicurezza i ciclisti. La stessa cosa vale per la metropolitana. In due anni e mezzo di mandato Milano non ha guadagnato un chilometro di rete metropolitana in funzione. E’ vero che si sono aperti i cantieri della linea 5, però quelli della linea 3 sono fermi, l’intervento verso Assago era previsto entro il 2006 e non si è terminato. I ritardi sono leggibili paradossalmente esattamente in metropolitana, dove in tutti i vagoni appare una mappa la cui legenda è aggiornata all’era Albertini, e in cui i lavori sono tutti previsti finiti entro il 2007. Ma noi siamo a fine 2008 e nulla di quello che doveva essere finito entro il 2007 è stato finito. Visto che siete così attenti al marketing e alla comunicazione almeno sostituite quelle mappe in metropolitana”.

(Applausi)

omissis

Le nuove regole di urbanistica a Milano

INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 10 DICEMBRE 2008

Delibera N/179 – Inquadramento Politiche Amministrative.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Io voterò contro questa delibera e lo farò per alcune ragioni, una delle quali è di carattere generale. La voglio descrivere utilizzando le parole di un articolo uscito pochi giorni fa su Repubblica uscito di Carlin Petrini, che è un autorevole componente del comitato scientifico di Expo 2015, oltre che come credo voi tutti sapete il fondatore di Slow Food. Dice Petrini: ‘Attorno al cemento si scontrano due visioni del mondo, da un lato l’economia dei grandi numeri, ancora dominante della crescita a tutti i costi del costruire come elemento di potere, motore di finanza e di presunto progresso. Dall’altro la piccola economica del conservare, avere memoria e migliorare l’esistente, del considerare l’ambiente come risorsa e non come intralcio della crescita umana piuttosto che quella del prodotto interno lordo’. Petrini poi ricorda che in Italia negli ultimi quindici anni abbiamo coperto di cemento una superficie equivalente a quella di Lazio e Abruzzo messe assieme. Certo, non è che nel resto del mondo sia andata diversamente, e non va diversamente in Italia a seconda delle Amministrazioni che ci siano, di Destra o di Sinistra. Quello che è successo ieri nella assemblea del direttivo del Parco Sud va in questa direzione, quello che succede in tante città d’Italia amministrate da Giunte di Sinistra o di Destra, da Roma a Como, da Napoli a Firenze o quant’altro, va in questa direzione. E’ un’idea dello sviluppo che io credo abbia mostrato tutti i suoi limiti ormai, e credo che sia ora di invertire la rotta. Questa delibera va in quella direzione, non inverte nessuna rotta, lascia aperti spazi non più regolati magari rigidamente, ma con più flessibilità, come dice l’Assessore, ma lascia aperti spazi, voragini enormi perché ci siano tante piccole e grandi colate di cemento in più. Allora di fronte a questa idea dello sviluppo io credo che vada tenuta alta una bandiera culturale di un’altra idea di come si possa vivere bene nelle nostre città, senza bisogno di continuare a costruire, ma recuperando il costruito esistente, o abbattendo il costruito inutile. Questa è un’altra visione di come vivere nelle città, ed io credo che se si vuole parlare di una Milano sostenibile dobbiamo porci anche il problema di ridurre i volumi, e non solo di aumentarli. Poi ci sono ragioni specifiche che in questa delibera di regole sia contenuta la possibilità di costruire sul verde agricolo nei pressi delle cascine, che in questa delibera sia stato rifiutato di inserire un emendamento che vincolava le valutazioni di impatto ambientale, i grandi interventi tra loro contigui, come fu quello del Garibaldi Repubblica. Che in questa delibera vi sia la possibilità di fare realizzazioni sulle aree a vincolo decaduto, di cui già hanno parlato i colleghi. Quindi è un complesso di ragioni di carattere generale, culturale e specifico che mi porta a dire di no a questo tipo di documento. Io termino e lascio questo minuto e venti al mio collega Fedrighini più il minuto del dissenso”.

omissis

Costruiranno sul verde agricolo

In base alle nuove regole in vigore da pochi giorni a Milano si potrà costruire anche sul verde agricolo in prossimità delle cascine, a condizione che i terreni agricoli siano abbandonati da almeno 3 anni. Esattamente il contrario di quello che bisognerebbe fare nella cottà dell’expo 2015 sull’alimentazione. Ecco l’intervento in consiglio comunale.

INTERVENTI IN BOZZA

Consiglio comunale del 3 dicembre 2008

omissis

Delibera N/179 – Approvazione della revisione del capitolo “X. Regole” del documento di inquadramento delle politiche urbanistiche comunali “ricostruire la grande Milano” approvato dal Consiglio Comunale il 5.6.2000 con deliberazione n. 48/00 e successivamente integrato il 16.5.2005 con deliberazione n. 26/05.

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Iniziamo i lavori. Emendamento numero 30. La parola al consigliere Baruffi per la presentazione.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che riguarda le aree di verde agricolo. Noi abbiamo costruito una immagine di Milano forte sul tema dell’agricoltura, anche dell’agricoltura urbana per costruire il dossier di candidatura sull’Expo, abbiamo gruppi politici di Maggioranza che organizzano convegni nei prossimi giorni proprio sul tema dell’agricoltura in città, abbiamo una retorica sulla propensione agricola nel territorio del Comune di Milano. Il Sindaco addirittura nel suo discorso di insediamento, se non erro, o comunque in uno dei momenti iniziali e rari in cui l’abbiamo vista in aula, aveva dichiarato come Milano fosse uno dei Comuni, in Italia, con la maggiore percentuale di terreno agricolo. Abbiamo una situazione politico culturale nella quale si è aperto un grande dibattito sulla necessità di mantenere in vita le aree agricole urbane e, anzi, di valorizzare queste esperienze attraverso incentivi, sostegno. Ho letto che l’assessore Terzi pochi giorni fa, sul piano anticrisi ha detto: bisogna dare un sostegno anche agli agricoltori in città. Insomma, abbiamo veramente tutto ciò che potrebbe essere perfetto perché si attuino politiche conseguenti nella difesa, valorizzazione e protezione del territorio agricolo all’interno della nostra città, del recupero ad uso agricolo, eventualmente, di quei terreni che fossero momentaneamente dismessi. Invece tutta questa retorica sulla valorizzazione del verde agricolo o dell’area agricola, tutta questa campagna che si articola nei vari modi in cui ho descritto, si scontra con il fatto che poi, con una certa regolarità, sulle aree agricole, di verde agricolo che sono presenti nella nostra città si sviluppano appetiti ordinari di carattere immobiliare, urbanistico, di sviluppo eccetera. Allora, questo è un emendamento che vuole dire con chiarezza che le aree di verde agricolo non si toccano, almeno finché non venga approvato il P.G.T., cioè si coglie l’inizio, il cappello, diciamo, di questo paragrafo in cui si dice che: ‘in coerenza con gli obiettivi strategici di questo documento, in attesa dell’approvazione del P.G.T., sono escluse dall’ambito della programmazione integrata tutte le aree di verde agricolo’. Poi tutta la parte successiva, le eccezioni, le cascine eccetera viene stralciata. Ma perché questo? Anche perché qui si fa un riferimento alla Legge Regionale 12 del 2005, che dà la definizione di quelle aree in cui l’attività agricola è dismessa, ed è bene che tutti sappiano che quella definizione di legge riguarda aree nelle quali l’attività agricola sia interrotta da 3 anni, cioè non da 30 anni, non dove il degrado e tutto quello che sappiamo essere l’armamentario, anche qua, retorico per giustificare le cosiddette riqualificazioni, diventa lo strumento e l’argomento convincente. Qui basta che da 3 anni i terreni perimetrali o di pertinenza delle cascine non siano più utilizzati, ed in base a quello che dice il documento propostoci dalla Giunta, anche su quelle tipologie di terreno si potrà operare secondo uno schema di regole che viene dato da questo documento. Allora io credo che noi dobbiamo uscire da questa ambiguità. Sappiamo che le cascine suscitano attenzioni ed interessi per diversissime e, a volte, lodevoli attenzioni, però noi abbiamo, credo, da affermare un principio forte e chiaro, è cioè che se è vera la vocazione agricola del territorio del Comune di Milano, se è vero che sull’Expo ci siamo candidati anche su queste tematiche, se è vero che crediamo nell’agricoltura urbana, non possiamo fare, del verde agricolo di questa città, un ulteriore pezzo destinato allo sviluppo urbanistico ed allo sviluppo edilizio”.

Ovviamente il mio emendamento è stato bocciato dalla maggioranza che sostiene il Sindaco Letizia Moratti.