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candidato al Senato per il Partito Democratico

Milano ricomincia da Pisapia

Articolo per Terra di Emanuele Bompan
PRIMARIE. Dopo la vittoria a sorpresa nella consultazione di domenica, il candidato del centrosinistra si prepara alla sfida con la Moratti. E ribadisce il suo sostegno ai cinque referendum sull’ambiente.

ll giorno dopo l’imprevista vittoria alle primarie di Milano, l’avvocato Giuliano Pisapia, che guiderà il centrosinistra contro Letizia Moratti, fresca di investitura berlusconiana, si riposa in famiglia.  E Terra lo ha raggiunto per chiedergli come proseguirà la campagna elettorale con i suoi ex avversari.  «Con Stefano, Valerio e Michele (Boeri, Onida e Sacerdoti, nda) ci siamo già riconfermati la volontà di proseguire il cammino insieme. Sarà la base di una collaborazione totale per andare a vincere la partita più importante, quella che dovrà determinare la sconfitta della Moratti e del centrodestra». E Albertini? «Non temo né Albertini – che se si candidasse toglierebbe voti alla Moratti e di certo non a me – né l’attuale sindaco. Piuttosto temo l’enorme potenza economica di Letizia Moratti, anche farà poco per cancellare l’incredibile delusione del suo malgoverno Milano è stanca dell’incompetenza del centrodestra, Milano vuole cambiare».

Non guarda solo alle elezioni comunali il candidato del cetrosinistra ma anche ai prossimi referendum sull’ambiente, che ha sostenuto: «Spero di poter continuare a collaborare con il comitato referendario “MilanoSìMuove” per riuscire ad apportare un significativo cambiamento delle politiche ambientali. Ridurre l’inquinamento significa tutelare la salute dei cittadini milanesi, ed è un punto cardine del mio programma». Pisapia, vicino a Sinistra Ecologia e Libertà, con una forte vocazione ambientalista e legalista, ha staccato di 5 punti l’avversario supportato dal Pd, l’architetto Stefano Boeri, superando così qualsiasi pronostico. La sconfitta di Boeri ha avuto immediate ripercussioni nel Pd lombardo. Maurizio Martina e Roberto Cornelli, rispettivamente segretario regionale e metropolitano, e Pierfrancesco Majorino, capogruppo a Palazzo Marino hanno rimesso il loro mandato, un passo verso le dimissioni, anche se a decidere saranno le assemblee che li hanno eletti, al massimo entro sabato.

Più che una sconfitta cocente del partito, per Giuseppe “Pippo” Civati, raggiunto al telefono da Terra, «è un segnale dei cittadini. Inoltre le dimissioni se saranno seguite da un’analisi seria per capire quello che è successo, possono essere un segnale di discontinuità con il passato. La sconfitta è soprattutto nel modo di fare del Pd, lo dicono gli elettori, che non hanno approvato la scelta del candidato. Ora è giusto che i dirigenti rispondano». Un segnale dunque anche per Bersani: «Alle primarie nazionali bisogna prepararsi bene per evitare soprese». Soddisfatto invece del risultato Maurizio Baruffi, consigliere comunale del Pd, sostenitore di Pisapia fin dalla prima ora: «Una grande vittoria. Ora il Partito democratico non deve diventare una zavorra per Pisapia, ma deve essere in grado di mettersi in sintonia con i propri elettori». E aggiunge che «i 5 referendum sull’ambiente (che si terranno in primavera a Milano, nda) daranno una mando a Giuliano che li ha sostenuti. Ora deve fare filotto, ovvero vincere entrambe le sfide».

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