Articoli con tag ortomercato

Il Pd all’attacco di Sogemi

Da Affari italiani di Mercoledí 14.04.2010

“Il Comune di Milano tiene in vita Sogemi con l’accanimento terapeutico. Prima del 31 dicembre un regalino di circa 500mila euro per le spese correnti, in primavera un prestito di un paio di milioni (da restituire in 5 anni) per far partire i lavori promessi da anni per togliere l’amianto dai capannoni. E infine, per far fronte a ulteriori buchi, l’impegno a portare in consiglio comunale una delibera che riconosca a Sogemi altri soldi in cambio del servizio di apertura al pubblico il sabato mattina. E’ una vergogna”.

Lo afferma Maurizio Baruffi Consigliere Comunale del Pd. “Moratti e Predolin dovrebbero rispondere con chiarezza sulla operazione della Città del Gusto che ha creato un fittizio beneficio alle casse di Sogemi negli anni scorsi e che ora, dopo la svalutazione operata nel bilancio approvato ieri, merita una spiegazione chiara da parte dell’Assessore al Bilancio durante l’illustrazione del bilancio in aula. Beretta non potrà – come ha sempre fatto in passato – far finta di non sapere cosa stia succedendo in Sogemi e, certo, aver evitato per l’ennesima volta di portare i libri in tribunale dichiarando il fallimento di una società decotta e inutile non potrà essere la medaglietta da apporre sul petto di Predolinn per nominarlo ai vertici di Milano Ristorazione.”

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Padiglioni cadenti e bilanci in rosso così l’Ortomercato affonda nei debiti

Maurizio Baruffi: «La gestione attuale è stata disastrosa: cosa bisogna vedere di più per dire che quello è un ente inutile?». Ecco l’articolo su Repubblica del 14 aprile 2010.

Padiglioni cadenti e bilanci in rosso così l’Ortomercato affonda nei debiti
I numeri mostrano una società non più in grado non solo di sostenere l’indebitamento, ma nemmeno di garantire la propria sopravvivenza, con costi superiori ai ricavi. Le ipotesi: liquidazione o nuovi manager
di WALTER GALBIATI e ORIANA LISO

Conti in rosso. Plusvalenze su progetti evanescenti. Contrasti interni, amianto, lavoro nero. Non è un bel quadro, quello dell’Ortomercato. A maggior ragione ora che la Sogemi, la controllata del Comune che lo gestisce, ha chiuso il bilancio 2009 con perdite per 2,7 milioni. Perdite che fanno agitare tutti, da destra a sinistra, e che fanno gridare al commissariamento, quelle certificate nella bozza di bilancio della Sogemi.

I numeri mostrano una società non più in grado non solo di sostenere l’indebitamento, ma nemmeno di garantire la propria sopravvivenza, con costi di gestione superiori ai ricavi. E se si aggiungono gli interessi che ogni anno si devono pagare su 29 milioni di debiti, ben si capisce come, salvo magheggi di bilancio, è pressoché scontato che ogni anno l’ultima riga del conto economico finisca in rosso.

Nell’ultimo esercizio presentato dalla società comunale che gestisce i mercati generali di via Lombroso il valore della produzione è stato di 14 milioni, in linea con l’anno passato, mentre i costi si sono attestati a 14,79 milioni: non è poco spendere 4 milioni per il personale e oltre 7 per i servizi. E se per il personale come in tutte le municipalizzate si può urlare allo scandalo per le assunzioni filopolitiche, per capire come vengono spesi i soldi in servizi servirebbe un’indagine interna.

Fatto sta che le voci maggiori qui sono quelle per la «pulizia, la disinfestazione e lo sgombero della neve» (1,5 milioni) e per la vigilanza (1,4 milioni). Le «prestazioni professionali» e i «servizi diversi», pur ridotti, continuano a costare 540mila e 625mila euro. Il resto va in acqua, energia e riscaldamento, voci che negli anni hanno gonfiato oltre che i costi anche l’indebitamento: con la scusa che a fornirli erano ex municipalizzate come Amsa e Aem, si chiedeva a Palazzo Marino di chiudere un occhio. Così si apprende dal bilancio che dei 29 milioni di debiti, ben 4 sono verso due ex municipalizzate.

L’esposizione verso il sistema bancario è di 12 milioni, la metà in capo alla Banca Popolare di Sondrio (che dorme sonni tranquilli per le garanzie del Comune). Non bisogna meravigliarsi quindi che il bilancio 2009 si sia chiuso con un rosso così. Le perdite si sono gonfiate anche per gli accantonamenti per la svalutazione di 1,4 milioni del progetto “Città del gusto e della salute”. Che, appostato lo scorso anno in bilancio, aveva permesso di chiudere il 2008 con un utile di 8,5 milioni.

Gli aggiustamenti sono gocce nel mare: come la delibera votata in giunta il 24 dicembre per erogare un “finanziamento in conto soci”, il Comune ha staccato un assegno da 500mila euro per urgenze di cassa. E sempre per coprire i buchi Palazzo Marino le avrebbe promesso una cifra equivalente a quella (800mila euro) che ogni anno si spende per aprire i mercati al pubblico il sabato, «per assolvere a un impegno sociale», precisa il presidente Roberto Predolin, pronto a fare le valigie per Milano Ristorazione.

E poi c’è la vertenza con gli operatori. Una grossa quota tra loro da marzo 2009 non paga l’affitto perché non si fanno i lavori di messa in sicurezza dell’area: 1 milione e 800mila euro di mancati incassi, per il bilancio di Sogemi. Ora, dopo la prima udienza in tribunale, sembra ci sia un accordo. A marzo Sogemi — a cui il Comune presterà 2 milioni da restituire in 5 anni — ha inviato una proposta ai grossisti, impegnandosi a fare da maggio al 2012 «interventi urgenti e indifferibili» (smaltimento di amianto e messa a norma degli impianti elettrici). Frena il presidente di Ago, Alberto Albuzza: «Daremo alla Sogemi un trimestre di affitti arretrati solo dopo l’insediamento del nuovo presidente».

Una situazione difficile, per usare un eufemismo. Tanto che la Lega ci va dentro a piedi uniti. «Ora basta, si nomini commissario il prefetto e si liquidi Sogemi, creando una nuova società con il Comune al 49 per cento e i grossisti al 51», attacca il capogruppo Matteo Salvini. Anche il Pd — che oggi sarà in via Lombroso a parlare con i lavoratori — non disdegna l’idea liquidazione. «Visto il disastro sarebbe meglio, ma che sia un manager scelto da maggioranza e opposizione assieme. Perché noi non ci fidiamo più», spiega il capogruppo Pierfrancesco Majorino.

Un profilo che assomiglia a quello di Luigi Predeval, manager indicato come presidente da Letizia Moratti che punta a un drastico ridimensionamento della Città del gusto, cessione delle aree di perequazione a Ligresti, vendita di altri terreni per ricavarci gli 80, 90 milioni necessari a realizzare un nuovo Ortomercato negli spazi rimasti. Ma, appunto, la fiducia nelle scelte della Moratti è ai minimi storici. Riassume il consigliere pd Maurizio Baruffi: «La gestione attuale è stata disastrosa: cosa bisogna vedere di più per dire che quello è un ente inutile?».

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17 marzo. Associazione Grossisti Ortofrutticoli

Dopo aver seguito per anni le vicende di Sogemi e delle problematiche relative all’Ortomercato, Maurizio Baruffi incontra i responsabili ed i membri dell’Associazione Grossisti Ortofrutticoli.
Un’occasione per ragionare insieme sul futuro delle aree attualmente occupate dall’Ortomercato e su come potrebbe cambiare la modalità di gestione del mercato ortofrutticolo all’ingrosso.
mercoledì 17 alle ore 11
presso l’Associazione Grossisti Ortofrutticoli
in via C. Lombroso, 54 a Milano

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Un commissario per salvare l’Ortomercato

Da il Giornale del 9 gennaio 2009 di Giannino della Frattina.

Una cura da cavallo per l’ortomercato. A ordinarla il sindaco Letizia Moratti che ha chiesto al direttore generale del Comune Giuseppe Sala una terapia d’urto per una delle piaghe più difficili da risanare. Basta politici a capo della Sogemi, la società comunale che gestisce l’area e i padiglioni, ora sarà la volta di un manager che possa esibire una lunga esperienza nel privato. O, magari, di un commissario dal pugno di ferro per debellare lavoro nero, criminalità, spaccio di stupefacenti e soprattutto la ’ndrangheta che in via Lombroso continua a farla da padrona. Di pochi giorni fa la notizia della sospensione per la licenza dello Sharm El Sheik, un night al centro di numerosi episodi criminali. Tra cui un omicidio il 29 marzo e una mega rissa lo scorso 27 dicembre. Già cominciati i colloqui dei manager nello studio di Sala a Palazzo Marino, ma l’ipotesi più probabile sembra poter essere quella di un commissario. Anche per mettere a posto conti ormai in profondo rosso dopo il fallimento del tentativo di «finanza creativa» inserito nei passati bilanci di Palazzo Marino con la rivalutazione delle aree di proprietà della Sogemi per l’edificazione della Città del gusto. Uno dei tanti progetti pensati per Expo e già tramontati. Facendo nuovamente crollare il bilancio. Ma l’area fa gola a molti e con il probabile trasferimento fuori città dei padiglioni, nella zona si aprirà un’asta miliardaria per una mega speculazione edilizia che fa gola agli immobiliaristi. Anche per questo i consiglieri del Pd Pierfrancesco Majorino e Maurizio Baruffi chiedono alla Moratti di istituire una commissione d’inchiesta sulla Sogemi.
Di certo, al momento, è che a spostarsi sarà l’attuale presidente Roberto Predolin, ex assessore comunale in quota An, che Ignazio La Russa dirotterà su Milano ristorazione al posto del professor Michele Carrubba. Un nutrizionista messo lì dalla Moratti che ora sarà invece reimpiegato nel comitato scientifico di Expo. Un giro di poltrone che darà l’avvio al rinnovo dei vertici nelle più importanti società ed enti comunali. Scade infatti lunedì il bando per la presentazione delle candidature e le trattative tra sindaco e partiti sono già cominciate. Sicura la partenza di un altro professore, il bocconiano di area ciellina Lanfranco Senn candidato, senza molto successo, nella Lista Moratti alle ultime elezioni e ricompensato con la presidenza di Mm. Al suo posto la Moratti vorrebbe un tecnico in grado di gestire la faraonica partita della costruzione delle nuove linee del metro da mettere in cantiere in vista dell’Expo. Ma anche il mercato internazionale e le gare all’estero, verso cui la società di via del Vecchio Politecnico si sta sempre più orientando. Difficile pensare a un ritorno di Giulio Burchi, anche se l’uomo che Gabriele Albertini mise a capo della società si è rivisto in circolazione. Ma non per Mm. La sua candidatura è per la Serravalle, la società che gestisce un tratto dell’autostrada per Genova e le tangenziali milanesi. Anche se il presidente Giampio Bracchi e l’ad Massimo Di Marco sono ben saldi al loro posto. Un varco per Burchi potrebbe aprirsi allora al vertice di Atm, dove la posizione di Elio Catania non sembra più così sicura. Al sindaco Moratti non sono piaciuti i frequenti incidenti, una manutenzione al risparmio e qualche accumulo di cariche (e stipendi) di troppo. Più tranquillo invece Giuseppe Bonomi, l’avvocato in quota Lega sicuramente riconfermato al vertice di Sea. Solo rimandate, invece, le ghiotte partite per Amsa, Milano sport e A2A.

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I vertici di SOGEMI vengano azzerati. Si proceda con nomine coraggiose.

Le difficoltà in cui versa SOGEMI e che riguardano più complessivamente la gestione di Ortomercato non possono più essere sottovalutate o tollerate dalla Giunta Moratti.
Siamo infatti di fronte a problemi riguardanti il Bilancio, l’eventuale realizzazione di Città del Gusto, la qualità e la sicurezza degli ambienti, la presenza di amianto in parte delle strutture nonché l’attivismo della criminalità organizzata e della delinquenza.
Problemi che la Giunta fino ad oggi ha fatto finta di non vedere affrontandoli attraverso scelte limitate (come l’erogazione di 500mila Euro avvenuta il 24 dicembre, totalmente irrilevante di fronte alle dimensioni delle difficoltà).
Serve una svolta netta, radicale, a partire dalle nomine – i cui termini scadono l’11 di gennaio -.
Chiediamo al Sindaco di assumersi la responsabilità di scelte di grande discontinuità e in tal senso se consultati saremmo pronti a fornire la nostra opinione.
Con questo spirito inoltre presenteremo in consiglio la proposta riguardante l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sul tema di SOGEMI.
Affinché si sviluppi una fotografia efficace e si fornisca un contributo di idee e proposte in una fase di criticità davvero drammatica.

MAJORINO (CAPOGRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO)
BARUFFI (CONSIGLIERE DEL PARTITO DEMOCRATICO)

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